Stories

Cecilia Sala – Chora Media
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May 17, 2022 • 6min

Ep.92: Il “coltellino svizzero” di Macron

Elisabeth Borne è la nuova prima ministra francese: è disciplinata, efficiente, competente e ha studiato nelle “alte scuole” della République. Ha imparato il mestiere con i socialisti, nell’amministrazione parigina e nei gabinetti, poi ha guidato tre ministeri tecnici. La sua è la gavetta perfetta per diventare la donna che risolverà i problemi del presidente rieletto e per spezzare il cerchio magico tutto maschile di Macron. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 16, 2022 • 7min

Ep.91: La morte di Shireen Abu Akleh

Shireen aveva 51 anni e da 25 faceva la giornalista. E’ morta mentre stava seguendo un raid israeliano in un campo profughi in Cisgiordania, colpita da un proiettile. Il collega che era con lei dice che in quel momento, in quel punto “non c’era resistenza armata palestinese”. Ma per ogni ipotesi di ricostruzione mancano ancora le prove e per capire cosa sia successo servirebbe un’indagine indipendente. Chi la chiede la considera ancora più necessaria dopo quello che è successo durante i funerali, dove poliziotti israeliani hanno preso a manganellate alcuni degli uomini che stavano portando sulle spalle la bara di Shireen. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 13, 2022 • 9min

Ep.90: L'arma della fiducia

L'offensiva del Donbass durerà ancora a lungo, ma il fatto che l’esercito ucraino e i volontari siano riusciti a cacciare i russi prima da Kyiv e poi anche da Kharkiv è stato un’iniezione di fiducia. Adesso c’è chi torna a ragionare in prospettiva e a parlare di ricostruzione. E c’è chi calcola quanti soldi serviranno: almeno 500 miliardi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 12, 2022 • 9min

Ep.89: Sofia e il processo per crimini di guerra

Nei villaggi ucraini a nord di Karkhiv non si può stare tranquilli nemmeno dopo che i soldati russi sono stati cacciati. Perché si lasciano dietro una scia di mine, ma anche perché con la loro artiglieria riescono a colpire una città anche da 30 chilometri di distanza. Ma non tutti i soldati russi sono riusciti nella ritirata: alcuni si arrendono, altri vengono fatti prigionieri. E qui, nella regione di Karkhiv, il procuratore generale ha annunciato di voler avviare il primo processo pubblico a dei soldati russi per crimini di guerra. Uno degli episodi su cui c’è più attesa di vedere come andrà il processo è avvenuto alcuni giorni fa, quando l’esercito ucraino ha ritrovato sei macchine civili con dei corpi carbonizzati. Uno dei corpi era di Sofia, una ragazza di 14 anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 11, 2022 • 10min

Ep.88: Da Kalush all’Eurovision

A rappresentare l'Ucraina all'Eurovision doveva esserci una cantante, che però si è ritirata dopo aver raccontato di essere stata in Crimea (che dal 2014 è territorio nemico). L’invito per Torino è arrivato alla Kalush Orchestra solo il 22 febbraio. Due giorni dopo è iniziata la guerra: in Ucraina gli uomini sono obbligati a combattere e non possono lasciare il Paese. I membri del gruppo hanno archiviato il pensiero dell’Eurovision, poi tutti hanno capito che potevano essere più utili alla causa su un palco internazionale. Anche se all'Eurovision è vietato alcun riferimento politico, tutti si aspettano dalla Kalush Orchestra un messaggio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 10, 2022 • 13min

Ep.87: La doppia faccia dei soldati russi

A nord di Karkhiv la controffensiva ucraina sta liberando i villaggi occupati dai russi, ma i militari di Putin si sono lasciati dietro una scia di mine. I civili rimasti qui raccontano che cosa ha significato vivere per oltre un mese sotto l'occupazione dei soldati russi, che all'inizio sono arrivati quasi sperando di poter essere accolti, ma che alla fine sono diventati paranoici e aggressivi. E che prima di dare il cambio al nuovo battaglione, i soldati russi sparano sui civili, e poi tornano a casa loro. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 9, 2022 • 16min

Ep.86: A pranzo con Volobuev, il manager di Putin che sta con l'Ucraina

La storia di Igor Volobuev l'abbiamo raccontata qualche giorno fa: è la storia di ucraino diventato manager in Russia. Dopo 33 anni a Mosca, Igor ha deciso di tornare nel suo Paese, per appoggiare la resistenza. Lo abbiamo incontrato in un ristorante di Kyiv per farci raccontare la sua storia, quello che sta succedendo alla sua vita e quello che sta succedendo alla Gazprom, l'azienda di stato russa dove quattro manager sono morti in circostanze misteriose da quando è cominciata la guerra, altri sono stati arrestati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 6, 2022 • 11min

Ep.85: Cosa (non) può festeggiare Putin il 9 maggio

Da quando Putin ha cambiato strategia e l’obiettivo della guerra è diventato la “liberazione del Donbas”, i suoi soldati cercano di conquistare tutto l’oblast di Donetsk e quello di Lugansk. Lì ci sono Lyman, Avdiivka, Pisky e Severodonetsk: le città e i villaggi sulla linea del fronte che abbiamo raccontato nelle ultime puntate. Ma l’offensiva nell’est procede troppo lentamente e i russi potrebbero essere costretti a fermarsi all’inizio dell’estate. Putin il 9 maggio - la festa nazionale in cui si celebra la vittoria sovietica sui nazisti - non sa nemmeno se potrà vantare la conquista definitiva di Mariupol. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 5, 2022 • 10min

Ep.84: Il cantante francese a Mariupol con i russi

François Mauld d'Aymée è un cantante lirico francese che non ha avuto molto successo in patria. Così, la fama è andato a cercarla in Ucraina, dove da anni combatte al fianco dei separatisti russi. Oltre a cantare e recitare, François è molto attivo sui social network, e adesso che si trova a Mariupol il suo account Facebook è un book fotografico di lui in posa tra le macerie. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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May 4, 2022 • 9min

Ep.83: Abituati alla guerra

Ad Avdiivka in russi sono a quattrocento metri e dalle trincee si spara direttamente con i kalashnikov. Qui la guerra non è una novità degli ultimi mesi: “per noi il 24 febbraio è arrivato otto anni fa, a vivere in un bunker e spostarci sotto il rumore dei colpi siamo abituati”. La nuova guerra però è più pericolosa perché dall’altra parte non ci sono i separatisti male equipaggiati, ma i soldati russi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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