

Stories
Cecilia Sala – Chora Media
Spesso sono proprio le storie a spiegare nel modo migliore l’attualità e la realtà che ci circonda. E il mondo ne è pieno.In "Stories" andiamo alla ricerca di queste storie insieme a Cecilia Sala, che ci racconterà gli Esteri attraverso i suoi protagonisti, alcuni molto famosi, altri ancora da scoprire.“Stories” non rimarrà in una stanza, vi porterà in trasferta con Cecilia per scoprire sul campo quello che succede nel mondo: i contesti, le crisi e le buone notizie."Stories" è un podcast di Chora News prodotto da Chora MediaE' scritto da Cecilia SalaLa cura editoriale è di Francesca MilanoIn redazione Simone PieranniLa sigla e la supervisione del suono e della musica sono di Luca MicheliLa post produzione e il montaggio sono di Daniele Marinello, Cosma Castellucci e Filippo MainardiLa producer è Martina ConteMusiche addizionali su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
Episodes
Mentioned books

Jun 29, 2022 • 9min
Ep.122: “Sono il cazzo di presidente”. L'audizione più incredibile di sempre
“Sono il cazzo di presidente. Portami a Capitol Hill adesso”. Il 6 gennaio 2021 Trump è sulla limousine guidata da un agente dei servizi segreti. Lo deve portare alla Casa Bianca. Ma Trump vuole andare a tutti i costi a Capitol Hill. Allora Trump prova a impossessarsi del volante e poi a strozzare l'autista. Prima di salire sull'auto ha fatto un discorso, insistendo sul fatto che la vittoria di Joe Biden è rubata e che bisogna fermare il Congresso che la sta ratificando. Trump sapeva anche che tra i suoi sostenitori – quelli che poco dopo faranno l'assalto – molti hanno le armi. “Non me ne frega un cazzo se hanno le armi. Non ce l’hanno con me”, dice e ordina di togliere i metal detector. A raccontare queste cose è Cassidy Hutchinson, una collaboratrice del capo dello staff di Trump quando era presidente. Una storia senza precedenti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 28, 2022 • 7min
Ep.121: Bombe e peluches a Kremenchuk, Ucraina
I russi hanno ricominciato con i bombardamenti indiscriminati. Quelli che fanno più paura perché non rispondono a nessuno scopo militare immediato, non li puoi prevedere e non ti puoi difendere. In quarantotto ore sono piovuti quasi 70 missili sull’Ucraina, anche su un quartiere residenziale di Kyiv. Ieri a Kharkiv sono morte nove persone, poi due missili sono piovuti sul centro commerciale di Kremenchuk, in una zona che non c’entra nulla con quelle dove si combatte. Non è vicino a una base militare, è famoso piuttosto per il negozio di peluches giganti più grande della zona. Quello di ieri è un crimine di guerra particolarmente sfacciato e non è compatibile con l'idea che Putin, adesso, possa sedersi a un tavolo per un cessate il fuoco. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 27, 2022 • 8min
Ep.120: Devi abortire ma vivi in Texas
Da Houston, destinazione New Mexico. In macchina un padre e una figlia. Lei ha 13 anni ed è incinta. Abortire in Texas era impossibile: da settembre c'è una nuova legge che rende illegale l'aborto dopo la sesta settimana o anche meno, da quando c’è il battito cardiaco del feto. Non esistono eccezioni. Prima della sentenza della Corte Suprema esisteva un diritto costituzionale, quindi riconosciuto in tutti gli Stati Uniti, all’aborto. Con il ribaltamento della “Roe v. Wade”, quel diritto non esiste più. Decidono gli stati. I viaggi verso gli Stati che consentono l'aborto diventeranno molti di più e diventeranno molto più pericolosi. Rischi un'accusa di omicidio. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 24, 2022 • 8min
Ep.119: Nazisti a Baghdad
C’è un drakkar, cioè una nave dei vichinghi, nelle sabbie dell’Iraq. È il simbolo dell'Asgaard German Security Group, una compagnia per la sicurezza privata tedesca che opera a Baghdad. L’Asgaard è formata da militari e poliziotti tedeschi. Fin qui, niente di strano, è la prassi per i contractor reclutare il personale tra ex soldati e agenti. Il problema è che per l'Asgaard lavora anche chi è ancora in servizio. Sono dei neonazisti con il culto della guerra che combattono in Medio oriente e complottano omicidi politici e attentati in Germania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 23, 2022 • 8min
Ep. 118: San Francisco ha fallito
San Francisco è la quarta città più cara del mondo e un modello libertino che ha fatto la storia ed è diventato un mito. È una città dove i Repubblicani in pratica non esistono e tutte le cariche pubbliche se le giocano la sinistra liberal contro la sinistra radicale. Ma il mito di quella San Francisco è fallito, e la città è diventata pericolosa. Due settimane fa i residenti hanno cacciato il procuratore anti-proibizionista e ultra permissivo della città. Si chiama Chesa Boudin, era stato eletto nel 2019 con l'appoggio di Sanders e sembrava una stella nascente della politica americana. Ma i voti per cacciarlo sono stati più dei voti espressi per eleggerlo, e sono soprattutto quelli delle minoranze che voleva rappresentare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 22, 2022 • 7min
Ep.117: Il proiettile verde che ha ucciso Abu Akleh
La più famosa corrispondente di Al Jazeera, Shireen Abu Akleh, è stata uccisa l'11 maggio nel campo profughi palestinese di Jenin. I suoi colleghi di Al Jazeera hanno trovato le foto del proiettile: è all'interno di un bicchiere di plastica, ha la coda appiattita e la punta verde. È un calibro 5,56 mm ed è prodotto negli Stati Uniti. Poi è arrivata l'inchiesta del New York Times, che stabilisce la distanza dello sparo attraverso l'analisi acustica di un video su TikTok: 200 metri. Questa è la storia di quel proiettile, delle indagini di due testate che ci hanno permesso di capire meglio cosa sia successo e chi sia responsabile per la morte di Abu Akleh. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 21, 2022 • 9min
Ep.116: Una spia di Mosca alla Corte penale internazionale (che indaga sui crimini di guerra russi)
Viktor Muller Ferreira ha 33 anni e viene dal Brasile, è un tirocinante alla Corte penale internazionale che sta indagando sui crimini di guerra commessi dall’esercito di Putin in Ucraina, come le esecuzioni di massa a Bucha. Viktor Muller Ferreira, in realtà, è Sergey Vladimirovich Cherkasov: una spia del GRU, l’intelligence militare del Cremlino. Si è costruito una falsa identità e ha vissuto anni negli Stati Uniti, vicino al Pentagono. Il professore che lo ha raccomandato alla Corte è nato in Ucraina e, adesso, dice: "Sto esplodendo". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 20, 2022 • 7min
Ep.115: Una Francia mai vista
Rachel Keke ha 48 anni, vive in Francia dal 2000. Dal 2015 è una cittadina francese. Ha fatto la parrucchiera, la commessa e poi la cameriera in un albergo. E da lì è diventata la leader di una protesta durata due anni per avere più soldi alla fine del mese. Ieri è diventata deputata del parlamento ed è il simbolo della sinistra radicale guidata da Melenchon. Ma non festeggia solo la sinistra, perché anche la destra radicale di Marine Le Pen è andata molto bene. La sinistra e la destra radicale, insieme, hanno più seggi di quanti ne abbia il partito di Macron. E il presidente è il grande sconfitto e ora dovrà fare molti compromessi. E i compromessi non sono nel suo stile. Un Macron non decisionista, non è Macron. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 17, 2022 • 7min
Ep.114: Guerrigliero vs. “Trump colombiano”
Domenica si vota per la presidenza in Colombia. Un candidato è Gustavo Petro, un ex guerrigliero che negli anni Ottanta ha preso parte alla lotta armata insurrezionalista di sinistra. L'altro candidato è Rodolfo Hernandez, il “Trump colombiano”. Entrambi sono considerati outsider, non rappresentano i partiti tradizionali e pur distanti ideologicamente hanno idee simili in politica estera: tutti e due vogliono riaprire le relazioni con il Venezuela e ridiscutere gli accordi con Washington. Oggi la Colombia è il miglior alleato in America Latina che ora rischia di sganciarsi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jun 16, 2022 • 7min
Ep.113: Come va la guerra – parte 2
La guerra in Donbas è una guerra d’artiglieria e l’artiglieria funziona così: colpisce un’area in modo indiscriminato, finché – a furia di bombardare – non abbatte anche il bersaglio prefissato. È quello che è successo a Severodonetsk, l’epicentro dell’offensiva del Donbas e quindi della guerra. Questa guerra di attrito ha causato le prime fughe e diserzioni anche nell'esercito di Kyiv. Prima non accadeva ma ormai sono già morti più soldati ucraini di quanti soldati americani siano morti in vent’anni di guerra in Afghanistan e otto anni di guerra in Iraq. E sono morti più soldati dell’esercito russo dei soldati americani morti in Afghanistan e in Iraq. Non in venti e otto anni, ma in tre mesi e mezzo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices


