

Stories
Cecilia Sala – Chora Media
Spesso sono proprio le storie a spiegare nel modo migliore l’attualità e la realtà che ci circonda. E il mondo ne è pieno.In "Stories" andiamo alla ricerca di queste storie insieme a Cecilia Sala, che ci racconterà gli Esteri attraverso i suoi protagonisti, alcuni molto famosi, altri ancora da scoprire.“Stories” non rimarrà in una stanza, vi porterà in trasferta con Cecilia per scoprire sul campo quello che succede nel mondo: i contesti, le crisi e le buone notizie."Stories" è un podcast di Chora News prodotto da Chora MediaE' scritto da Cecilia SalaLa cura editoriale è di Francesca MilanoIn redazione Simone PieranniLa sigla e la supervisione del suono e della musica sono di Luca MicheliLa post produzione e il montaggio sono di Daniele Marinello, Cosma Castellucci e Filippo MainardiLa producer è Martina ConteMusiche addizionali su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
Episodes
Mentioned books

Jul 27, 2022 • 9min
Ep.142: Ecco la controffensiva ucraina
Oggi l'esercito ucraino ha colpito il ponte Antonovsky di Kherson, la più strategica delle conquiste russe finora. I soldati che occupano Kherson rischiano di rimanere in trappola: il ponte colpito è inagibile e l’attacco ha mandato nel panico i russi, perché da quel ponte passano le armi e rifornimenti di cui hanno bisogno. Da lì passerebbero i rinforzi se gli ucraini entrassero in città (sono vicini). Quella sarebbe anche la via per scappare e salvarsi. Tanto per gli ucraini quanto per i russi: Kherson è molto più importante di qualsiasi città del Donbas. Se i russi conquistassero tutto il Donbas e, il giorno dopo, gli ucraini liberassero Kherson – la nostra percezione di come stanno andando le cose sul campo di battaglia sarebbe ribaltata. E, se a quel punto ci fosse un tavolo per negoziare il cessate il fuoco: Kyiv ci arriverebbe in una posizione di forza e Mosca in una posizione di debolezza. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 26, 2022 • 7min
Ep.141: Il ghost writer delle influencer e l'industrializzazione dell'intimità
Jason Rosero ha 27 anni, vive a Miami e di recente è diventato ricco. Gira con una macchina sportiva e il suo ufficio è a bordo piscina. Ha fatto il soldato e lo spogliarellista poi, come tutti a Miami, ha fondato la sua start-up. L'idea è nata durante la pandemia, quando si è accorto di una cosa: senza feste, viaggi ed eventi gli influencer stavano lavorando di meno e avevano più tempo libero. L'idea che lo ha reso ricco è, in sintesi, l'industrializzazione dell'intimità. Ha creato un esercito di ghost writers pagati a cottimo e più o meno quanto i rider che fanno le consegne, per truffare i fan. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 25, 2022 • 7min
Ep.140: Oggi hanno giustiziato un rapper
Oggi in Myanmar Zayar Thaw e altri tre dissidenti sono stati giustiziati dalla giunta militare al potere. Zayar Thaw aveva un tatuaggio sulla schiena, il territorio del Myanmar e in mezzo un microfono. Era un simbolo: il primo rapper del paese, diventato il simbolo della “primavera birmana” nel 2011, quando dopo mezzo secolo di dittatura il paese si era aperto al mondo. Prima di allora aveva già molti fan, ma dovevano organizzarsi una rete clandestina e i suoi dischi venivano distribuiti in segreto. Dopo essere stato arrestato nel 2008, nel 2012 è stato uno dei primi deputati del partito della Nobel Aung San Suu Kyi a essere eletto in Parlamento. Ma il golpe militare del febbraio 2021 ha riportato il paese agli incubi del passato. Aung San Suu Kyi è in carcere, Zayar Thaw è stato ammazzato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 22, 2022 • 9min
Ep.139: Coltissime spie dell’Est
Nessuna guerra si combatte solo ammassando truppe e missili nucleari, serve sedurre, serve l’egemonia culturale. Siamo a Berlino Est, nel salone di una caserma. Gli agenti della Stasi, il ministero per la Sicurezza della Repubblica democratica tedesca arrivano puntuali, come ogni mese, alle ore 16. Sono venuti a fare rapporto o pianificare un'operazione? No, a declamare le loro poesie, a confrontarsi su rime e sonetti. È il book club delle spie e, grazie a una ricerca d’archivio e a un libro, sappiamo che la decisione del governo di “portare la cultura” tra gli agenti è stata una boomerang: ha acceso il loro spirito critico e ha contribuito al collasso della Germania Est, fino alla caduta del muro di Berlino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 21, 2022 • 9min
Ep.138: Il senatore che ha fatto saltare il piano per il clima
“Il cambiamento climatico è un’emergenza, una minaccia esistenziale e un pericolo imminente. E così lo affronterò”, ha detto ieri il presidente degli Stati Uniti. Biden però sul fronte del piano per il clima ha un problema e si chiama Joe Manchin. Il più repubblicano dei democratici che si vanta di avere votato il 74% dei provvedimenti di Donald Trump e di aver parlato più con lui che con Barack Obama. Il voto di Manchin è prezioso perché senza di lui i dem non hanno la maggioranza in Senato: in pratica, in questo momento, è il politico più potente del paese. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 20, 2022 • 8min
Ep.137: Le “purghe” di Zelensky non sono come sembrano
Il presidente ucraino ha sospeso due persone molto importanti: la procuratrice generale, Iryna Venediktova, e il capo dei servizi segreti, Ivan Bakanov. Una decisione per cui si parla di “purghe”, di "traditori nel cerchio magico" e addirittura di “golpe”. In realtà, è tutto più complicato. In particolare per Bakanov, amico d'infanzia di Zelensky e organizzatore della campagna presidenziale del 2019. Dopo la vittoria, il presidente l'ha messo a capo dei servizi segreti ucraini: l'Sbu. Erede del Kgb russo, un “carrozzone” di 30mila uomini, di cui molti – dopo il 2014 – non hanno smesso di lavorare per Putin. Bakanov e Venediktova non sono accusati di tradimento, ma di inefficienza: non hanno trovato le talpe in tempo, e le talpe hanno fatto danni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 19, 2022 • 9min
Ep.136: Lavori su cloud e sparisce tutto. Non è la connessione, è il Partito
Stai scrivendo il tuo romanzo, lo scrivi su Cloud, sei arrivata a un milione e passa battute. Fai una pausa, poi torni sul documento ma non riesci ad aprirlo. Né sul cloud né sul tuo desktop. E il problema non è la connessione, il problema è la censura del partito comunista cinese. Questa cosa è capitata a Mitu, pseudonimo di una scrittrice cinese, che ha deciso di raccontarla. E si è scoperto che la stessa cosa è accaduto a molti altri, tutti autori che usavano i servizi di Wps, una specie di Google Drive. Wps prima ha detto che non censura nessuno, poi si è scusata e ha “liberato” il romanzo di Mitu, aprendo uno squarcio su come funziona la censura in Cina dove l'unico influencer è il partito comunista. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 18, 2022 • 16min
Ep.135: Mario Draghi
In Italia c'è una crisi di governo e il presidente del consiglio è “Altrove” (il soprannome che gli ha dato l'agenzia Reuters): lontano dalle polemiche, è in Algeria per il gas. Il padre di Draghi è morto quando lui aveva 15 anni, la madre quando ne aveva 19. Il tutore ha gestito male i fondi lasciati dai genitori e l'eredità è evaporata. Da allora, Mario Draghi ha imparato a gestire i soldi: i suoi e i nostri. Dieci anni al ministero del Tesoro, la Banca d'Italia e la Banca mondiale, Goldman Sachs e poi la Bce. Nel '68 si è lasciato crescere i capelli, "però di poco". Con lui al ministero, il potere è diventato un po' più giovane, con un team di quarantenni e un premio a una dipendente, una matematica, perché è stata la prima a dire: "Ci serve un computer". Parla poco, decisionista ma capace di delegare, non sopporta le riunioni. Dopo una tesi di laurea scettica sull'unione monetaria europea, ha salvato l'Euro con tre parole: “Whatever it takes”. Mercoledì è in Parlamento, ci sarà il voto dell'aula: "potrebbe succedere tutto, anche niente". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 15, 2022 • 8min
Ep.134: MbS: l’amico che Biden non voleva avere
Quando si è iniziato a parlare di Mohammed bin Salman, passava per un riformatore. Aveva messo in fila una serie di parole chiave: “digitale”, “Vision 2030”, patente alle donne, concerti. Poi, nel 2018, Jamal Khashoggi scompare. Khashoggi aveva messo tutti in allerta: dietro la patina di principe moderno, MbS ha instaurato uno dei regimi più spietati nella storia già spietata dell’Arabia Saudita. Per la CIA Khashoggi è stato ammazzato e poi squartato nel consolato saudita a Istanbul, per ordine proprio di MbS. Adesso Biden arriva in Arabia Saudita. E deve incontrarlo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Jul 14, 2022 • 9min
Ep.133: L’uomo (in crisi) dell’accordo nucleare iraniano
Robert Malley è l’americano che, più di tutti, conosce l'Iran e credeva in un accordo sul programma nucleare iraniano e in una distensione tra Washington e Teheran. La sua è una posizione difficile. Malley però è ottimista e la guerra in Ucraina sembrava avere creato le condizioni perfette per arrivare all'accordo. Alla fine, anche lui ha dovuto ammetterlo: l’accordo sul nucleare è saltato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices


