Stories

Cecilia Sala – Chora Media
undefined
Sep 7, 2022 • 10min

Ep.152: Persino i russi ammettono: la controffensiva ucraina va bene

Kyiv cerca di tenere segreta la sua controffensiva, ma ormai abbiamo capito due cose: la prima è che l’insistenza sull’offensiva nel sud da parte degli ufficiali ucraini serviva a costringere i russi a spostarsi verso quelle zone, per poi attaccarli (anche) a nord. La seconda è che le azioni dell’esercito e dei civili (i “partigiani”) nelle aree occupate sono coordinate. Se Kyiv tace, i canali russi non hanno smesso di seguire cosa succede sul campo di battaglia e, per la prima volta, a portare buone notizie agli ucraini sono loro: i blogger militari di Mosca, ma anche gli ufficiali sul campo ripresi dalle agenzie di stato. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Sep 6, 2022 • 13min

Ep.151: Un po’ di verità sulla centrale di Zaporizhia

Enerhoder in ucraino significa “regalo di energia”: è la città dove si trova la centrale nucleare di Zaporizhia. Un abitante su cinque lavora nella centrale e la città fin dall’inizio dell’invasione vive sotto occupazione russa. E proprio all’inizio della guerra si era parlato della centrale con un riferimento a Chernobyl: in realtà il paragone non regge, perché sono state costruite in periodi diversi con materiali e metodi diversi. Da questa estate la centrale è di nuovo sotto i bombardamenti, è sganciata dalla rete elettrica ucraina e deve contare solo sulle sue risorse per refrigerarsi: l’esperta di centrali atomiche e sicurezza Olga Kosharna dice che può durare al massimo per dieci giorni e che i russi dovranno per forza riattaccare la centrale alla rete elettrica ucraina. E che la stanno usando come usano il gas: per spaventare e minacciare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Sep 5, 2022 • 16min

Ep.150: Avere vent’anni in Ucraina

L'Ucraina è un paese in guerra e la guerra la fanno i giovani. Come Roman Ratushnyi. Roman partecipava già alle manifestazioni in Ucraina nel 2004, la Rivoluzione arancione, quando era ancora un bambino, insieme a sua madre. Poi nel 2014, quando iniziano le manifestazioni di Euromaidan contro il presidente filorusso Yanukovic, Roman ha 16 anni ed è un protagonista di quelle proteste. I suoi amici e la madre lo descrivono come un “casinista furbo”: un attivista contro il cambiamento climatico, contro la corruzione nel paese e contro la violenza di Stato, in particolare la violenza della polizia, ma sempre attento a “non bruciarsi”. Il 24 febbraio 2022 con l’invasione russa del suo paese Roman si arruola e va in prima linea, nel nord est del paese dove si è combattuto più ferocemente. È morto a Izium, quest’estate, a 24 anni. Al suo funerale c’erano tantissime persone, tantissimi ventenni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Sep 2, 2022 • 10min

Ep. 149: Avere vent’anni in Afghanistan

Ahmad ha 27 anni, Zahra ne ha 24. Sono due giornalisti e guadagnano circa 100 dollari al mese ciascuno. A maggio i talebani sono andati a casa loro, li hanno minacciati e hanno picchiato Ahmad. Lui è ancora in pericolo: aveva seguito la guerra embedded con le truppe Nato. Zahra aveva costruito la sua vita sulla base di una premessa: l’Emirato islamico talebano è il passato. Sono scappati in Pakistan, ma sopravvivere lì con i risparmi di un afghano è impossibile. Anche andare negli Stati Uniti non è un'ipotesi: solo fare richiesta di un visto umanitario costa 575 dollari e solo il 2% delle richieste vengono approvate. È passato un anno da quando i talebani hanno preso il potere e entro l'inverno la metà della popolazione soffrirà la fame: significa 20 milioni di affamati. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Sep 1, 2022 • 8min

Ep.148: La Cina è maschio

La violenza di genere in Cina è un problema ma non se ne può parlare. Dopo una molestia con conseguente aggressione (filmata) diventata virale, moltissimi commenti online che contenevano le parole “violenza di genere” e “violenza domestica” sono stati censurati. La stand-up comedian ventinovenne Yang Li è considerata una “femminista estremista” ed è stata denunciata al Ministero dell’Informazione per battute non proprio sfrontate come: “gli uomini si offendono facilmente” o “Come può un ragazzo così ordinario essere al contempo tanto sicuro di sé?”. Mao le aveva definite “l'altra metà del cielo”, ma oggi per le donne cinesi è difficile difendersi dalle violenze o aspirare a posizioni di comando, e c’entra anche la politica del figlio unico. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Aug 31, 2022 • 12min

Ep.147: Tutte le auto che esplodono a Mosca

Succede nel centro della città, dove vivono i milionari e l’establishment di Mosca. Dove c’era il ritiro di Stalin e dove viveva Gorbaciov, che è morto ieri. È successo sabato: qualcuno ha dato fuoco alla BMW del capo del direttorato che si occupa della censura e fa parte delle Forze armate. In un’altra auto esplosa la sera di sabato 20 agosto c’era Darya Dugina, la figlia di Aleksandr Dugin, e doveva esserci anche lui. A Mosca hanno già trovato i colpevoli, ma della versione ufficiale non c’è da fidarsi. Le ipotesi sono tre. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Aug 30, 2022 • 10min

Ep.146: Un tweet e l’Iraq è un campo di battaglia

Da ieri Baghdad e l'Iraq sono un campo di battaglia. Questa vicenda ha un protagonista e si chiama Muqtada al-Sadr: tutto è cominciato quando lui, con un tweet, ha annunciato il ritiro dalla politica (è la settima volta che lo fa). Sadr ha preso più voti di tutti alle ultime elezioni e – per la prima volta dall'invasione nel 2003 e la fine di Saddam Hussein – non vuole includere tutte le fazioni nella nuova maggioranza di governo. Sadr rappresenta soprattutto i più giovani e i più poveri e la sua storia, in un certo senso, è la storia di un uomo contro tutti: contro Saddam, contro gli americani e contro l'Iran. Conoscerla è indispensabile per capire l'Iraq. Ieri i miliziani di Sadr hanno ricominciato a sparare e, al momento, nessuno sta facendo qualcosa per riportare la calma in un paese dove chiunque ha un'arma in casa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Aug 29, 2022 • 15min

Ep.145: I documenti segreti nella villa al mare di Trump

A Trump i guai portano fortuna. Venerdì è uscito l'affidavit sulla perquisizione dell'Fbi nella casa di Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida. Non era mai successo che la residenza di un ex presidente venisse perquisita e le ipotesi sono molto gravi: Trump è accusato di spionaggio e, per esempio, di aver messo in pericolo la vita delle spie che lavorano per gli Stati Uniti all'estero. Dal momento della perquisizione le minacce di morte contro gli agenti sono così tante che il capo dell'Fbi ha detto ai suoi uomini: nascondetevi, non fatevi riconoscere per strada. Mentre i candidati trumpiani vanno forte alle primarie repubblicane e Trump, che primi raccoglieva 160.000 dollari al giorno in donazioni, da quando c'è stata la perquisizione raccoglie fino a un milione al giorno. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Jul 29, 2022 • 9min

Ep.144: Le influenze straniere sulla campagna elettorale

Il 25 settembre andremo a votare e mai come in queste elezioni si parla molto di politica estera. Uno dei temi più caldi riguarda la Libia. È stato scritto che i mercenari russi del gruppo Wagner “spingerebbero” i barconi di migranti in Italia. Il ragionamento è semplice: Putin ci manda i migranti dalla Cirenaica in Libia, Salvini li strumentalizza e vince le elezioni. Ci sono cose però che non tornano. Per le nostre fonti questa ipotesi “è fantascienza”: gli uomini della Wagner in Cirenaica non hanno la forza numerica e politica per contrastare i trafficanti della Tripolitania, che pretendono che la rotta passi da loro. E le aree di partenza dei migranti sono per lo più dalla Tripolitania. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
undefined
Jul 28, 2022 • 6min

Ep.143: I problemi di un viaggio di Nancy Pelosi a Taiwan

Ad aprile la speaker della Camera degli Stati Uniti aveva annunciato un tour asiatico. Tra le tappe era prevista anche Taiwan. Poi è risultata positiva al Covid. A quanto pare però Nancy Pelosi a Taiwan vuole andarci a tutti i costi e qualche giorno fa ha riconfermato il suo viaggio. Per Pechino è una provocazione: considera Taiwan parte inalienabile del suo territorio. Una visita simile sarebbe come una visita di Stato, un implicito riconoscimento all'indipendenza dell’isola. Anche per Biden il viaggio non è una buona idea, ma orami l’annuncio c’è stato e nessuna delle due parti vuole perdere la “faccia”. Il rischio di una crisi è serio e oggi Biden e Xi hanno parlato per due ore. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

The AI-powered Podcast Player

Save insights by tapping your headphones, chat with episodes, discover the best highlights - and more!
App store bannerPlay store banner
Get the app