Stories

Cecilia Sala – Chora Media
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Sep 21, 2022 • 9min

Ep.162: Il discorso di Putin

Stamattina Vladimir Putin ha parlato alla nazione e ha detto essenzialmente due cose: ha parlato dell’ipotesi di usare armi nucleari in caso di minaccia esistenziale alla Russia e ha indetto una mobilitazione parziale dei maschi maggiorenni in Russia. La prima affermazione è spettacolare e spaventosa ma per essere compresa ha bisogno di essere contestualizzata meglio. La seconda significa che Putin può obbligare decine di migliaia di ragazzi che hanno fatto il servizio militare ad andare al fronte senza il loro consenso. Appena ha finito di pronunciare le parole “mobilitazione parziale”, i voli Mosca-Istanbul erano già sold out. Se si guardano i dati del motore di ricerca di Google in Russia: ieri sera la ricerca con parole chiave “come lasciare la Russia” ha avuto un picco clamoroso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 20, 2022 • 11min

Ep.161: Una ragazza di 22 anni è morta nelle mani della polizia religiosa

Masha Amini è una ragazza iraniana di 22 anni. Viene presa dalla polizia religiosa a una fermata della metro di Teheran perché non indossa bene l’hijab. Dopo tre giorni muore, in custodia degli agenti. Le proteste partono subito: i manifestanti costringono le forze dell’ordine a scappare, bloccano il traffico, tirano pietre e cantano “Ucciderò chiunque ammazzerà mia sorella”. A Teheran delle donne, alcune senza velo, inseguono le camionette della polizia che scappano. Ci sono altri morti: tre manifestanti curdi iraniani e una donna anziana. Le autorità hanno spento l’internet locale e Elon Musk ha proposto di togliere le sanzioni: in questo modo, ha detto, con il suo Starlink gli iraniani potranno collegarsi lo stesso alla rete. E ci sono anche importanti esponenti del clero dell'ala conservatrice, sostenitori di questo governo, che hanno chiesto l'abolizione della polizia religiosa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 19, 2022 • 16min

Ep.160: Ai funerali della regina: “Una così non ci capita più”

Settant’anni fa i britannici pensavano che la corona fosse spacciata (lo pensava anche chi la portava), poi è arrivata Elisabetta. Il funerale della Regina Elisabetta II ha portato in strada migliaia di cittadini e ha incollato alla tv quattro miliardi di spettatori (nel mondo in totale siamo in 7 miliardi). Un evento “storico”, come il pulmino che ha raccolto alcune tra le più importanti personalità del pianeta (da Sergio Mattarella all’imperatore giapponese). E che ha fatto arrabbiare alcuni, come Macron: ha voluto a tutti i costi andare da solo, con la sua macchina presidenziale. Perché così ha fatto Biden. A Londra ci sono i capi di stato di mezzo mondo ma non i russi, e il Cremlino si è arrabbiato molto. Nonostante l’ostentata sicurezza, sentirsi e esclusi e isolati fa soffrire Mosca. L’ultimo sgarbo è regale. Ps: Alla fine Macron ha preso il pulmino. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 16, 2022 • 9min

Ep.159: Il generale che ha fregato i russi

Aveva già riportato la più importante vittoria per l’esercito ucraino, cioè la difesa di Kyiv, la capitale. Nonostante questo, lo stato maggiore ucraino non si è fidato fin da subito della sua idea: ripetere per tutta l'estate che era imminente una controffensiva che si sarebbe dovuta concentrare solo nel sud del paese. Forse pensavano che questa volta Oleksandr Syrskyi non avesse avuto una buona idea. Alla fine invece hanno deciso di dargli retta. E il suo successo più grande non è solo aver liberato dall’occupazione russa città e villaggi. È averlo fatto, almeno nel nord est del paese, senza spargimenti di sangue. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 15, 2022 • 9min

Ep.158: I 300 adolescenti ucraini in un "campo estivo" in Russia

“Ci trattano bene, ci svegliamo alle 07:30, alle otto facciamo ginnastica. Di sera c'è il cinema e poi la discoteca fino alle undici. Però ci hanno detto che tra due giorni cominciamo la scuola”. Alexandra ha 15 anni, è ucraina, viveva in un villaggio nell'Oblast di Kharkiv. Appena è iniziata la controffensiva ucraina, i russi non ci hanno pensato su: hanno preso 300 adolescenti, tutti tra gli 11 e i 15 anni, li hanno messi sopra dei pullman scortati dai militari e li hanno portati a Gelendzhik, una città nel sud della Russia. I russi parlano di “campi estivi”, espressione per non dire “deportazione”. Alexandra e gli altri non hanno avuto connessione per quasi sette mesi. Ora dalla Russia possono connettersi e scoprire, forse, che cosa è successo e cosa sta succedendo nel loro paese. Sperando di riuscirci a tornare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 14, 2022 • 13min

Ep.157: Stand up comedy in tempo di guerra

Come si fa a far ridere le persone di un paese in guerra? In cui chiunque ha un parente, un amico o un figlio al fronte oppure è rimasto senza luce, sotto le bombe o conosce qualcuno che è stato torturato o ucciso. E cosa pensano gli stand upper dell’ex comico più famoso d’Ucraina, il presidente Zelensky? Un gruppo di quattro stand up comedian ucraini racconta come hanno ricominciato a fare spettacoli on line subito dopo l’invasione, prendendo in giro i russi. E come la stand up comedy, che anche in Ucraina si fa in locali sotterranei, non ha mai smesso di tenere alto il morale degli ucraini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 13, 2022 • 10min

Ep.156: L’impensabile liberazione di Kupyansk, dove i russi si sentivano tranquilli

A Kupyansk i russi avevano fatto aprire le scuole il 1 settembre, obbligando le insegnanti a usare metodi russi. Ma l’11 settembre la città è stata liberata, è una delle ultime sulla linea orizzontale della controffensiva ucraina. E vivere in un luogo così in profondità e occupato dei russi significa aver sperimentato sulla propria pelle il tentativo di assimilazione, di annessione. I russi a Kupyansk si sentivano tranquilli, pensavano di starci a lungo, era la sede del loro governo collaborazionista nell'Oblast di Kharkiv. Perfino il sindaco pensava che i russi sarebbero rimasti, infatti ora è scappato in Russia. A Kupyansk restano i selfie degli ucraini di fronte a un manifesto della propaganda russa appena sradicato e i ricordi di cosa hanno fatto i soldati russi alle donne della città. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 12, 2022 • 9min

Ep.155: La controffensiva vista da un villaggio liberato

La controffensiva ucraina è stata un successo e un fatto inaspettato. Al di là dei dettagli militari, ha avuto effetti molto reali sulle persone. Alex ha ritrovato sua madre, il gatto di Olha sta bene, sono arrivati i primi aiuti, è cambiato un po’ tutto: nei villaggi liberati, adesso, si fatica a prendere sonno, c’è troppo silenzio, dopo settimane di battaglia. E chi ci vive ha visto la fuga disperata dai russi ma ancora non può uscire di casa: bisogna sminare i terreni, bisogna svolgere indagini. Ma intanto in luoghi che per mesi hanno avuto pochissimi rifornimenti, erano quasi sempre senza connessione, spesso senza riscaldamento e senza acqua corrente, dopo molto tempo, arriva qualche buona notizia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 9, 2022 • 10min

Ep.154: Corgi e fiori: la Regina per l’Ucraina

Bandiera britannica issata a Kiev e Leopoli, moltissimi cittadini di fronte all’ambasciata, il più famoso illustratore ucraino che disegna tutto il giorno solo Corgi, la razza di cani che aveva la regina. È che la regina di solito non si è mai espressa su vicende politiche, ma dopo l’invasione russa ha incominciato a riempire il palazzo reale di mazzi di fiori gialli e blu, i colori della bandiera ucraina, e si è fatta fotografare con questi mazzi di fiori. Cose che non si dimenticano in Ucraina. Insomma, è vero che la regina Elisabetta era un’icona un po’ in tutto il mondo, ma il suo ricordo si mischia con la gratitudine degli ucraini verso i leader del Regno Unito, BoJo compreso. Una gratitudine superiore perfino a quella per gli Stati Uniti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Sep 8, 2022 • 12min

Ep.153: “Anche oggi vado al lavoro in una centrale nucleare bombardata”

C’era quando i russi sono arrivati, quando hanno conquistato la centrale di Zaporizha il 3 marzo. Sa dove sono e quali sono le armi che i russi hanno nascosto dentro la centrale e sa come è andata e come è stata la visita degli ispettori dell’Aiea. Lui è un ingegnere ucraino, il manager delle installazioni dei reattori di Zaporizha. Ha visto l’arresto dei suoi colleghi, li ha visti ammazzare dai russi, sente ed in grado di localizzare la provenienza degli spari intorno alla centrale. La sua voce è la memoria di quanto è successo e di quanto sta succedendo nella centrale nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

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