

Stories
Cecilia Sala – Chora Media
Spesso sono proprio le storie a spiegare nel modo migliore l’attualità e la realtà che ci circonda. E il mondo ne è pieno.In "Stories" andiamo alla ricerca di queste storie insieme a Cecilia Sala, che ci racconterà gli Esteri attraverso i suoi protagonisti, alcuni molto famosi, altri ancora da scoprire.“Stories” non rimarrà in una stanza, vi porterà in trasferta con Cecilia per scoprire sul campo quello che succede nel mondo: i contesti, le crisi e le buone notizie."Stories" è un podcast di Chora News prodotto da Chora MediaE' scritto da Cecilia SalaLa cura editoriale è di Francesca MilanoIn redazione Simone PieranniLa sigla e la supervisione del suono e della musica sono di Luca MicheliLa post produzione e il montaggio sono di Daniele Marinello, Cosma Castellucci e Filippo MainardiLa producer è Martina ConteMusiche addizionali su licenza di Universal Music Publishing Ricordi Srl e di Machiavelli Music
Episodes
Mentioned books

Oct 5, 2022 • 8min
Ep.172: Gli ucraini sfondano anche dov'era più difficile: nel sud
Gli ucraini avanzano anche dov’era più difficile: il sudLa controffensiva ucraina accelera verso sud: ci sono da riprendere i territori occupati prima che tutti i rinforzi russi mobilitati da Putin vengano schierati in Ucraina. Anche se si dovesse trattare di 200mila uomini che non sono soldati professionisti, anche se male addestrati, poco equipaggiati e poco motivati, sul campo di battaglia è un numero rilevante. Per questo gli ucraini spingono e come annunciato dal presidente Zelensky l’avanzata è stata di più di trenta chilometri. E ora l’obiettivo è avanzare in direzione Kherson, ma non sarà facile: lì ci sono tra i 20 e i 30 mila russi e non sono dilettanti, ma soldati professionisti tra cui i famosi berretti azzurri, gli uomini migliori di Mosca. Per questo la controffensiva a sud sarà più brutale. I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Twitter Saint Javelin, 4 ottobre 2022, account Twitter CalibreOscura, 4 ottobre 2022, Address of President Volodymyr Zelensky at the end of the 223-rd day of the full-scale war, Ukrinform Tv, 4 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 4, 2022 • 8min
Ep.171: Un Iran senza velo è possibile? – parte 1
La Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei ha avuto un attacco da Twitter compulsivo e, nella raffica di post arrabbiati, ha detto anche una cosa insolita e interessante: "La questione non è l’hijab, infatti è pieno di donne iraniane che non osservano la legge sull’hijab e non indossano bene l’hijab eppure sono strenue sostenitrici della Repubblica islamica". Questo mentre in Iran le proteste continuano e all’università Sharif di Teheran la polizia e i basij, un braccio dei guardiani della rivoluzione islamica, hanno assediato le studentesse, gli studenti e i professori. La Sharif non è una università qualsiasi, è l'MIT iraniano, "la sede dei geni": e lì ci sono più studentesse che studenti.I contributi audio di questa puntata sono tratti da: account Instagram Popular.Front, 29 settembre 2022, account Twitter di Shayan Sardarizadeh, 3 ottobre 2022, Crowds Gather Outside University After Clashes Between Students and Security Forces in Tehran, Voice of America, 4 ottobre 2022 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Oct 3, 2022 • 9min
Ep.170: La ragazza con la pistola delle presidenziali brasiliane
Partiamo da tre foto. Nella prima c’è una ragazza a seno nudo, ha la scritta “Fuori Bolsonaro” disegnata sul petto. Seconda foto: c’è una ragazza bionda con un twin set rosa e un girocollo di perle, è la donna simbolo del movimento pro-life brasiliano. Terza foto: un mezzo busto di una ragazza con l’espressione minacciosa che impugna due pistole Glock. Le tre foto sono tutte della stessa persona: si chiama Sara Winter e ha una storia incredibile che l'ha portata a essere, oggi, la leader del movimento di estrema destra "300 do Brasil", pronto a tutto per difendere Bolsonaro. Ieri c'è stato il primo turno delle presidenziali brasiliane e Bolsonaro è andato molto meglio del previsto, ma Lula resta in vantaggio. Se alla fine dovesse vincere il leader del Partito dei lavoratori, Bolsonaro minaccia la rivolta. E Sara Winter sarebbe in prima fila. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 30, 2022 • 11min
Ep.169: Il giorno più importante della guerra
Putin annuncia l’annessione. Zelensky chiede l’adesione rapida alla Nato. Il segretario generale della Nato dice che il nostro sostegno è immutato, tradotto: aiuteremo gli ucraini a colpire i russi nelle zone occupate anche se Putin dice di considerare quelle zone parte della Russia e, di conseguenza, quell'azione un attacco diretto al territorio di Mosca. E' il giorno di massima tensione perché il segretario generale della Nato dice che le ultime mosse di Putin (la mobilitazione e l'annessione) sono la più importante escalation che si sia vista dal primo giorno di invasione, e risponde alla domanda più importante di tutte: cosa cambia nell'atteggiamento degli alleati di Kyiv dopo che Putin ha detto che da oggi considera ogni attacco un attacco alla Federazione russa, e che per lui è quindi legittimo rispondere con armi atomiche? Niente. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 29, 2022 • 10min
Ep.168: La guerra del gas sotto al mare
Nord Stream, che porta il gas russo in Europa, è stato sabotato. Le falle avranno conseguenze ambientali e ci riportano nella paura di rimanere senza energia l’anno prossimo. I gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 hanno una capacità totale di circa 500 milioni di metri cubi di gas e si estendono dalla Russia alla Germania. Sono il simbolo della cooperazione tra Mosca e l’Unione europea in ambito energetico, sono costati tanto e sono controllati dal gruppo statale russo Gazprom. Nessuno crede che i buchi siano stati procurati da un evento naturale: tutti credono che sia stato un sabotaggio. E un avvertimento. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 28, 2022 • 8min
Ep.167: Facebook ha dei problemi con i palestinesi
Un report commissionato da Meta sostiene che il social network ha negato agli utenti palestinesi la loro libertà di espressione rimuovendo erroneamente i loro contenuti, durante gli scontri del 2021 alla moschea Al Aqsa. Il report dice anche un altra cosa: che era molto più probabile la censura o il blocco di un post scritto in arabo anziché in ebraico. È stata Facebook stessa a chiedere a una società esterna questo rapporto, il che è bene. Nonostante il report specifichi che queste violazioni non siano state intenzionali, rimangono però numerosi dubbi sul modo con il quale il social network modera e censura i commenti: emerge infatti una scarsa preparazione delle persone che devono controllare cosa giro su Facebook e i limiti del sistema di catalogazione che Meta utilizza in questi casi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 27, 2022 • 9min
Ep.166: La ragazza di Teheran
A Qom, la città del clero, i manifestanti hanno appiccato fuoco al palazzo dei basij, un braccio dei guardiani della rivoluzione islamica iraniana speciliazzato in repressione. A Mashhad un un basij è stato ammazzato. A Oshnavieh i manifestanti hanno preso il controllo della città per due giorni. C’è un clima rivoluzionario e la protesta è diventata di un tipo diverso rispetto una settimana fa. I morti sono almeno cinquanta, tra loro c’è Hadis Najafi, vent’anni. Si è tolta l’hijab, ha preso parte alla proteste, agli scontri ed è stata ammazzata in piazza. Le hanno sparato sei volte al petto, al collo e in faccia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 26, 2022 • 13min
Ep.165: Giorgia Meloni vista da fuori
“Il ritorno del fascismo in Italia” è il titolo dell’articolo che la rivista The Atlantic ha dedicato al successo di Meloni. In generale, la stampa internazionale le rivolge quasi solo critiche. Otre alle analisi, sono interessanti i reportage: il Guardian da Sesto San Giovanni (ex roccaforte comunista dove ore la figlia di un famoso neofascista sconfigge il figlio di un deportaro ad Auschwitz), la Cnn su Garbatella, il New York Times che ritrae Meloni in una conversazione mentre fuma sigarette ultraslim e beve Aperol spritz. Ma poi le due visioni del “nazionalismo” e quella a cui appartiene Fratelli d’Italia, il Wall Street Journal che la considera una conservatrice, diversa dalla destra populista di Marine Le Pen. Bruxelles e le testate finanziarie europea che – sui temi economici e comunitari – la giudicano più paracula che pericolsa. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 23, 2022 • 9min
Ep.164: Putin è solo. I russi scappano, gli alleati pure
Migliaia di maschi maggiorenni in Russia stanno cercando di fuggire dalla mobilitazione parziale voluta da Putin in ogni modo. Ma non sono gli unici a voler lasciare da solo Putin con la sua guerra. Il presidente cinese Xi Jinping, come il primo ministro indiano Modi, sono delusi da lui — e per questo si allontanano. Quelli che Putin pensava sarebbero stati i suoi alleati incrollabili ora dubitano: Xi Jinping ha fatto capire di non gradire l’escalation in Ucraina, Narendra Modi ha detto chiaro e tondo che questa non è un’epoca di guerra. Altri leader asiatici hanno fatto quanto fino a poco tempo fa sembrava impensabile: hanno fatto attendere Putin prima di presentarsi all’incontro con lui. Una cosa che lo fa impazzire. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices

Sep 22, 2022 • 9min
Ep.163: La Germania ha gli stessi problemi dell'Italia. Tutti contro Habeck e le sue cravatte
Bollette, gas russo, inflazione e il dilemma dell'energia nucleare pulita oppure no. Robert Habeck è il leader dei Verdi, il vice cancelliere e il ministro dell'Economia e della Protezione del clima della Germania. Ed è passato dall’essere il politico più amato di tutti a essere il capro espiatorio di tutti in meno di un anno. È che la Germania sta vivendo problemi molto simili ai nostri. La causa è la stessa: la guerra di Putin che ha fatto saltare tutto. I problemi anche: il prezzo del gas e la dipendenza da quello russo. Poi c’è l’inflazione e dilemmi sul nucleare, proprio come da noi. Habeck ha approvato la riattivazione delle centrali elettriche a carbone. Poi sono arrivati i primi quattro terminali galleggianti per l'importazione del gas liquefatto. La stessa cosa del rigassificatore di Piombino. E infine l’abiura all’impegno contro il nucleare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices


