il posto delle parole

livio partiti
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Jan 5, 2026 • 29min

Massimo Gori "Algeria '60"

Massimo Gori"Algeria '60"Una difficile storia franceseMimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itLa ricostruzione della vicenda algerina è qui affrontata, in forma di compendio, all’interno di un’ottica geopolitica mediterranea: sono infatti coinvolti, a partire dall’Algeria e dalla Francia, tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dallo Stretto di Gibilterra al Vicino Oriente (Italia inclusa). La guerra di liberazione ha provocato ferite e lasciato lacerazioni mai ben suturate, in particolare nella politica francese e algerina, come dimostrano le trafitture odierne nei rapporti fra Algeri e Parigi. Le mosse golliste hanno infatti propiziato la fine del conflitto, ma non hanno risolto la congerie dei problemi.Massimo Gori, già docente nei licei, si occupa da molti anni della storia d’Europa in epoca moderna. L’occasione algerina consente di estendere lo sguardo a un’importante pagina di storia contemporanea.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 4, 2026 • 26min

Roberto Rossi Precerutti "Erodiade e altri versi" Stéphane Mallarmé

Roberto Rossi Precerutti"Erodiade e altri versi"Stéphane MallarméNeos Edizioniwww.neosedizioni.itPadre riconosciuto del Simbolismo, Stéphane Mallarmé ripudia consolatori alibi metafisici: alla tensione impossibile verso l’azzurro (segno di inattingibile trascendenza) il poeta sostituisce la scoperta del Niente, cui provvisoria risposta è l’umano e laico atto di fede nella scrittura, anche quando quest’ultima diventa esplorazione di una sconfitta.In Mallarmé il fare poetico è percorso sacrale, spiegazione orfica della terra, tensione chimerica verso la realizzazione del Libro supremo e unico. Tale aspirazione, tuttavia, reca in sé il germe dello scacco, dell’impotenza, facendo del disinganno che si origina dalla mancata realizzazione dell’utopia un tema poetico ispiratore e profondo. Umiltà e solitudine di un pensiero che si fa comportamento linguistico di separatezza, fuori dell’idioma della tribù, diventando nel verso mutismo delle cose, dall’insufficienza dei parlari. Dunque, l’opera del poeta francese rappresenta una svolta decisiva nel modo di intendere il mestiere di scrivere, in cui la non rappresentabilità piena del reale non può non coniugarsi con la speculazione estetica e filosofica legata al problema dell’essere.Perché leggere Mallarmé, oggi?«Mallarmé ha fama di poeta difficile, quasi indecifrabile, tale da scoraggiare qualsivoglia approccio interpretativo. A ben guardare, tuttavia, la sua opera rappresenta una svolta decisiva nel modo di concepire il mestiere di scrivere, poiché l’autore francese intende dimostrare che la presunta oscurità del testo, accentuata nel suo caso da una sintassi volutamente complicata, altro non è che la via per giungere al significato profondo delle cose, difficilmente rappresentabile, certo, ma essenziale e illuminante grazie all’incantamento generato dalla poesia. In altre parole, il lettore è invitato a mettere in atto quegli stratagemmi che possono consentire di porre al centro del discorso ciò che generalmente è posto ai margini, disvelando in tal modo, grazie alle corrispondenze di baudelariana memoria, i sentieri segreti di una conoscenza che va al di là della semplice descrizione del mondo e della realtà. La sua intelligenza è così sollecitata a non fermarsi al significato superficiale della comunicazione (“il linguaggio della tribù”, secondo Mallarmé), ma a scavare nei territori più impervi dell’anima (o dell’inconscio) grazie a una parola poetica evocativa e ammaliatrice, ma anche laicamente connotata dal rifiuto di qualunque metafisica. Leggere Mallarmé, dunque, è esercizio salutare, poiché consente di apprendere la “grammatica” della lirica moderna» (Roberto Rossi Precerutti). Roberto Rossi Precerutti, poeta, saggista e traduttore, vive e lavora a Torino, dove è nato nel 1953. Le sue raccolte di versi sono apparse prevalentemente per i tipi degli editori Crocetti, Aragno, Neos.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 4, 2026 • 25min

Andrea Moser "Luce muta"

Andrea Moser"Luce muta"Manni Editoriwww.mannieditori.itLe poesie di questa raccolta segnano un cammino teso a sondare ciò che ci rende umani, la nostra libertà e la nostra condanna. Lungo un filo che dalla preistoria si dipana fino ai viaggi interspaziali, si incontrano la malattia e la sofferenza che innescano un percorso in luoghi inesplorati, dove la ragione si confronta con una realtà che lambisce la follia, intrecciandosi con il dolore di una vita che precipita in un gorgo inaccessibile ai sani. Solo la poesia, forse, può tentare di dare voce a questa oscura distanza, soprattutto quando si comprende che il linguaggio medico non riesce a dire ciò che provano e vedono coloro che accompagnano il malato là dove la luce è muta. I versi diventano così il controcanto di un’esistenza scivolata nell’afasia, e che le parole provano a contrastare, affinché qualcosa resti, rifiutando la caduta nell’oblio.Andrea MoserÈ nato nel 1969 a Sorengo, nel Canton Ticino, vive a Lugano. Insegna Lettere in un istituto superiore e collabora alle pagine culturali di “laRegione”. Nel 2022 ha pubblicato le raccolte poetiche Poemetto del drago e Morte del drago. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 3, 2026 • 20min

Fabrizio Ardito "Il Cammino Primitivo per Santiago"

Fabrizio Ardito"Il Cammino Primitivo per Santiago"A piedi da Oviedo a Santiago de Compostela in 14 tappeEdiciclo Editorewww.ediciclo.itDall’antica Oviedo, il Cammino Primitivo raggiunge Santiago con un tragitto vario e interessante, tra le montagne e le colline di Asturie e Galizia. Tocca borghi di collina, sosta nella città romana di Lugo, per poi incrociare il Cammino Francese a Melide. Il percorso, riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è lungo circa 310 km suddivisi in 14 tappe: in due settimane si seguono le tracce della via più antica per Compostela, percorsa dal re Alfonso II il Casto all’inizio del IX secolo.Fabrizio Ardito è un giornalista e fotografo romano, appassionato di geografia e speleologia; da una ventina d’anni ha iniziato ad amare i grandi cammini e le vie storiche, a cui ha dedicato libri e guide per diversi editori. Tra gli ultimi volumi pubblicati: Peregrinos e Cammini di Santiago per il Touring Club Italiano, 111 chiese di Roma che devi proprio scoprire per Emons, Sul Monte Athos, Le Vie di Francesco e Come sopravvivere al Cammino di Santiago, A ciascuno il suo cammino. Scegliere un viaggio a piedi in Italia, Il Cammino dei Protomartiri Francescani e Al centro della terra per Ediciclo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 3, 2026 • 26min

Iain Chambers "Lampedusa/Gaza"

Iain Chambers"Lampedusa/Gaza"L’orologio coloniale e i linguaggi interrottiOrthotes Editricewww.orthotes.comQuesto libro esplora le intersezioni tra migrazione, arte e colonialismo, interrogando il Mediterraneo e Gaza come uno spaziotempo plasmato da rapporti di potere storicamente asimmetrici e configurato come un laboratorio aperto della modernità. Attraverso una serie di itinerari critici, si estrae dalle rovine del presente la trama intrecciata di colonialismo e razzismo costitutiva della modernità occidentale. Nei linguaggi delle arti postcoloniali si incontrano strumenti critici in grado di sfidare le narrazioni egemoniche con configurazioni inaspettate della realtà contemporanea. Qui, Gaza, devastata dal genocidio, si impone come punto focale, rivelando tutti i limiti dell’Occidente: la sua politica, ovviamente, ma anche il suo umanesimo e la sua estetica. Nella violenza coloniale del presente, il testo afferma con urgenza la necessità di smantellare le architetture epistemiche e politiche dell’Occidente, per sostenere degli orizzonti critici che rispondano alle storie negate e alle voci e vite rifiutate. In questo lavoro di smontaggio del Mediterraneo e del mondo contemporaneo, si mette in luce la centralità politica della traduzione storica e culturale continua che sostiene un’appartenenza mobile, e ci parla sempre di futuri radicalmente più democratici.L'insistenza sull’anacronismo, in cui i migranti contemporanei forgiano le rotte non autorizzate di una Underground Railroad, come la rete segreta di due secoli fa negli Stati Uniti usata dagli schiavi per sfuggire, non solo ci fornisce un altro strumento per mappare il presente, ma ci permette anche di riflettere sul nostro passato. Riapre anche un passato considerato morto, andato, dimenticato e sepolto. E poi pensare ai migranti come “viaggiatori”, come propone Shahram Khosravi, significa sottolineare l’arbitrarietà della “clandestinità” e tornare a quella violenza che soffoca la mobilità nonostante la sua centralità strutturale nella costruzione del mondo moderno negli ultimi cinquecento anni. Se spostassimo di 180° l’asse del tempo cronologico, potremmo addentrarci per setacciare i sedimenti e registrare le stratificazioni del passato nella continua costituzione del presente. Non si presume più che il tempo sia un flusso lineare verso il futuro né che il luogo sia solo un dato materiale fisso e stabile. Entrambi sono prodotti sociali e culturali. Ciò significa che possono essere riconfigurati per rispondere a coordinate e preoccupazioni diverse. In questo contesto, il migrante moderno è l’emblema del presente storico. Incontriamo tutte le dinamiche mutevoli, complesse e nascoste del tempo e dello spazio, esposta dal suo movimento e dalla sua incarnazione mobile dei confini e delle frontiere. Dalla resistenza di un movimento clandestino emerge la piattezza del tempo dell’ordine stabilito. Come figura fuori posto e instabile, il migrante diventa un’inquietante figura di Giano, sia nella sua ricerca di accesso al riconoscimento, ai diritti e alla cittadinanza, sia nel suo sfidare le premesse di tali linguaggi.Ogni giorno che passa, la sveglia ecologica, l’interruzione delle temporalità subalterne e la rivolta contro la subordinazione razziale del resto del mondo mettono in discussione lo scorrere del tempo occidentale e la misurazione estrattiva imposta dal suo orologio coloniale. Ciò incoraggia una sociologia più aperta, incerta e speculativa, mentre annuncia una storia più labile e sperimentale.Iain Chambers è uno scrittore e ricercatore indipendente. In passato ha insegnato studi culturali e postcoloniali del Mediterraneo presso l’Università di Napoli L’Orientale. Le sue pubblicazioni includono Le molte voci del Mediterraneo (2007) e Mediterraneo Blues (2020). Con Marta Cariello ha pubblicato La questione mediterranea (2019). Nel 2022 è stato membro del collettivo «Jimmie Durham & A Stick in the Forest by the Side of the Road» che ha partecipato a Documenta Fifteen. Scrive regolarmente per il Manifesto.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 3, 2026 • 25min

Paolo Alessandrini "Numeri che pensano"

Paolo Alessandrini"Numeri che pensano"Le sei grandi idee matematiche dentro l'IAHoepli Editorewww.hoeplieditore.itIl libro racconta l’affascinante storia delle grandi idee matematiche, sviluppate nel corso dei secoli, che sono alla base della moderna intelligenza artificiale.L’autore si propone di rispondere a una domanda cruciale: come funziona il cuore dell’IA? Come fanno queste potenti idee matematiche a interagire tra di loro e dare vita a macchine capaci di imparare, prevedere, pensare?Attraverso una narrazione che alterna storia e matematica, Alessandrini rivela come grandi menti del passato, come Cardano, Cartesio, Newton, Bayes, Grassmann e Levi-Civita, abbiano gettato le fondamenta teoriche della moderna IA.Paolo Alessandrini: divulgatore scientifico, blogger e autore di saggi come “Matematica rock”, “Bestiario matematico” e “Matematica in campo”, “Matematica e sport” e “Numeri che pensano”. Insegna matematica in un istituto tecnico e liceo scientifico in provincia di Treviso. Collabora con numerose realtà attive nella didattica e nella comunicazione della matematica, e si occupa anche di formazione.www.paoloalessandrini.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 2, 2026 • 27min

Francesco De Luca "Il poeta andava fucilato" Rafal Wojaczek

Francesco De Luca"Il poeta andava fucilato"Rafal WojaczekDelufa Presswww.delufapress.comTraduttori: Francesco De Luca - Bożena TopolskaProgetto grafico: Laura ZerellaRevisione italiana: Sara Tosetto Clarel servizi editorialiRevisione polacca: Krzysztof PorosłoIl Poeta andava fucilato è una raccolta di 66 poesie scelte che porta per la prima volta al pubblico italiano la voce intensa e disturbante di Rafał Wojaczek, uno dei poeti più iconici e tormentati della scena artistica polacca degli anni ’60 e ’70. Scomparso prematuramente a ventisette anni a Breslavia nel maggio 1971, Wojaczek è noto per aver esplorato i lati più profondi e dolorosi dell’esistenza. Il libro, tradotto e curato da Bożena Topolska e Francesco De Luca, cattura l’audacia e la profondità del linguaggio di questo poeta straordinario.La raccolta è arricchita dalla Lettera di Dagmara Janus, figlia di Wojaczek, che offre un toccante omaggio personale al padre, visto non solo come poeta leggendario, ma anche come presenza spirituale nella sua vita, percepita nei momenti difficili attraverso apparizioni metafisiche.Completano il volume le postfazioni di Maciej Melecki, direttore dell’Istituto Wojaczek di Mikołów, e Krzysztof Siwczyk, poeta e interprete del film Wojaczek (1999) di Lech Majewski. Entrambi approfondiscono la figura di Wojaczek nel contesto storico e culturale della Polonia dell’epoca, illuminando i temi e l’impatto della sua opera. Attraverso queste voci, il lettore è guidato in un viaggio intimo e commovente nella psiche del poeta, tra tormento e lirismo, esplorando l’essenza di un poeta che ha saputo trasformare il propri dolore in arte.Questa edizione rappresenta non solo un’opera letteraria, ma un tributo collettivo alla figura di Wojaczek, il cui impatto continua a influenzare lettori e scrittori con la sua poesia viscerale e senza compromessi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 2, 2026 • 26min

Domenico Bellantoni "Identità fluide in una società liquida"

Domenico Bellantoni"Identità fluide in una società liquida"Educazione affettiva e di genere nel contesto contemporaneoEdizioni Città Nuovawww.edizionicittanuova.itIl libro offre alcuni suggerimenti di natura psicoeducativa in relazione al tema della percezione/definizione della propria identità di genere. Viene preso in considerazione l’attuale contesto socio-culturale, che si caratterizza come complesso (Edgar Morin), liquido (Zygmunt Bauman) e contraddistinto dalla cosiddetta “evaporazione del padre” (Jacques Lacan). Quest’ultima caratteristica si manifesta anche come una crisi del normativo e dell’istituzionale. Tale contesto esige l’acquisizione di sempre nuove e maggiori competenze relative alla conoscenza e alla decodifica degli innumerevoli modelli che vengono attualmente proposti, soprattutto mediante l’universo internet, nelle sue molteplici sfaccettature.Domenico Bellantoni, psicologo e psicoterapeuta, è docente di Psicologia della religione presso l’Università Salesiana di Roma. E' stato responsabile dell’Alta Formazione in Analisi Esistenziale presso l’Associazione di Logoterapia e Analisi Esistenziale Frankliana. Autore di numerosissimi contributi sull’educazione e sulle diverse forme di relazione d’aiuto, counselling e psicoterapia, per Città Nuova ha pubblicato Ruoli di genere. Per un’educazione affettivo-sessuale libera e responsabile (2015).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 2, 2026 • 36min

Pietro Prunotto "Della farmacologia" Bernard Stiegler

Pietro Prunotto"Della farmacologia"Ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissutaBernard StieglerOrthotes Editricewww.orthotes.comedizione italiana a cura di Pietro Prunottopostfazione di Gaetano ChiurazziChe lo si ammetta o lo si neghi, ognuno avverte chiaramente che il futuro della vita terrestre è a repentaglio, e sembra sovraccaricarsi sistematicamente di conseguenze molto difficilmente reversibili – se non assolutamente irreversibili.Questa crisi senza precedenti rivela che il destino umano – che è un destino ineluttabilmente tecnico e tecnologico – è farmacologico nel senso in cui, in greco, il phármakon è al contempo “rimedio” e “veleno”. Il phármakon è ciò che permette di prendersi cura e ciò di cui bisogna prendersi cura – nel senso che bisogna prestargli attenzione – poiché è una potenza che sana e al contempo distrugge. Divenuto tecnologia industriale, il phármakon è oggi egemonicamente controllato dall’economia, cioè dal marketing, e questo stato di cose, che ha instaurato un’economia dell’incuria, rende quella della cura una questione non solo etica ma politica.Bernard Stiegler (1952-2020) è stato tra i filosofi francesi più influenti degli ultimi decenni. Direttore del Collège International de Philosophie, professore all’Université de Technologie di Compiègne e professore invitato a Nanjing, Stiegler si è avvicinato alla filosofia durante gli anni di detenzione nel carcere di Saint-Michel e Muret. A partire dagli anni ’80 ha curato mostre, diretto centri di ricerca e pubblicato numerosi saggi. Nel 2010 ha fondato una propria scuola filosofica, Pharmakon.fr., che ha diretto fino alla sua scomparsa.Pietro Prunotto, si è laureato in Filosofia Teoretica presso l’università di Torino ed è attualmente dottorando in Filosofia Teoretica presso la convenzione FINO.Dal 2023 è membro di redazione di Trópos. Rivista di ermeneutica e critica filosofica, per la quale ha curato nel 2024 il volume Ermes e Prometeo: sul rapporto possibile tra ermeneutica e filosofia della tecnica.Prunotto ha svolto diversi periodi di ricerca all’estero, tra cui presso la Freie Universität di Berlino, ed è attualmente visiting student presso l’Università di Cambridge. Ha pubblicato diversi articoli su riviste italiane ed internazionali e si segnala la recente curatela di B. Stiegler, Della farmacologia. Ciò che fa sì che la vita valga la pensa di essere vissuta, uscita presso Orthotes nel 2025.I suoi interessi di ricerca si situano tra ermeneutica e decostruzione, in particolare in relazione alla filosofia della tecnica di stampo francese, con particolare interesse verso il pensiero di Bernard Stiegler.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Dec 29, 2025 • 30min

Alberto Cavaglion "Nella notte straniera"

Alberto Cavaglion"Nella notte straniera"Gli ebrei di Saint Martin de VésubieFusta Editorewww.fustaeditore.itTra 1939 e 1943 il susseguirsi di tragici even- ti favorì il convergere lungo l’arco alpino oc- cidentale di una cospicua quantità di ebrei in fuga dalle persecuzioni. Le leggi razziali in Italia, lo scoppio della seconda guerra mon- diale e la conseguente invasione della Fran- cia meridionale da parte degli italiani, poi la conquista di Parigi da parte dei tedeschi for- mularono una sorta di fatale legge di gravità, capace di attrarre decine e decine di famiglie: donne, anziani e bambini, che ripararono prima lungo la costa che unisce la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra (si pensi a Wal- ter Benjamin o Arthur Koestler), poi lungo il versante francese delle Alpi, dalla valle della Vésubie su fino all’Alta Savoia. La maggior parte di loro erano “stranieri”, giunti in Italia dopo il 1933, o fuggiti da Parigi invasa dalle SS. Polacchi, russi, un- gheresi, austriaci. Tra Nizza e Saint Martin vissero un periodo di relativa tranquillità, che di poco precede la fuga attraverso i valichi al- pini al seguito di una armata in rotta. Per una parte di loro l’arrivo in Italia volle dire pri- ma l’internamento nel campo di Borgo San Dalmazzo, poi la deportazione ad Auschwitz. Per i sopravvissuti le valli cuneesi furono ter- ra d’asilo fino alla Liberazione. Una vicenda di grande intensità emotiva, ma un problema non semplice da spiegare per gli storici. Come sciogliere infatti la contraddi- zione di un paese come l’Italia, che s’era dato una legislazione razziale feroce, ma alla fero- cia rinuncia quando si trova a convivere con le strategie di sterminio dell’alleato tedesco e del regime collaborazionista di Vichy?Che cosa fa, di questo libro, qualcosa di diverso da altri su argomenti simili? Forse il fatto che non è solo documento, o cronaca, o descrizione, o rifles- sione, ma un po’ tutte queste cose insieme. Andrea Devoto, La Nuova Antologia, 2152, ottobre-dicembre 1984 Le livre suit avec beaucoup de minutie un épisode fort peu connu. Une contribution très attachante qui doit être versée au dossier ouvert par Marrus et Pax- ton dans un ouvrage déja classique. Claude Lévy, Bulletin de la Société d’Histoire de la Deuxième Guerre Mondiale, XVI, 13, 1982 Una scrittura asciutta, la più lontana possibile da ogni giornalistica ricerca di effetti e che perciò non disperde mai l’insuperabile forza del nudo fatto. Lucio Ceva, Il Risorgimento, XXXIV, 1, febbraio 1982 Cavaglion has pieced together the story of several hundred Jews who moved to Nice in the tiny Ital- ian-held part of France after Mussolini’s downfall in 1943, hoping (justifiably) that they would be bet- ter treated by the Italians than by the SS. Memoirs, civic, military, parish and hospital records, local ar- chives, diaries and correspondence. John Gatt-Rutter, Fatal flight, Times Literary Supplement, 30 aprile 1982Alberto Cavaglion (Cuneo, 1956) ha insegnato Storia dell’Ebraismo all’U- niversità di Firenze. Nel 2005 con il libro La Resistenza spiegata a mia figlia (terza edizione aggiornata Feltrinelli, 2023) ha vinto il Premio Lo Straniero. Tra i suoi lavori recenti: Verso la Terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matil- de Serao a Pier P. Pasolini (Carocci 2016); Guida a ‘Se questo è un uomo’ (Carocci 2020); Decontaminare le memorie. Luo- ghi, libri, sogni (Add editore 2021); La misura dell’inatteso. Ebraismo e cultura italiana 1815-1988 (Viella 2022); La filosofia del pressappoco. Weininger, Sesso e carattere e la cultura del Novecento (Bi- bliotheka 2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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