il posto delle parole

livio partiti
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Oct 13, 2025 • 25min

Gabriella Belli "Vedova Tintoretto. In dialogo"

Gabriella Belli"Vedova Tintoretto. In dialogo"Palazzo Madama, Torinowww.palazzomadamatorino.itFino al 12 gennaio 2026 Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia presentano la mostra “Vedova Tintoretto. In dialogo” a cura di Gabriella Belli e Giovanni Carlo Federico Villa. Un eccezionale percorso espositivo concepito per accostare l’arte di due grandi pittori veneziani, ciascuno tra i massimi interpreti della propria epoca – Jacomo Robusti detto il Tintoretto (Venezia, 1518-1594) ed Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006) – letti in parallelo, così da affrontare lo sviluppo dell’opera di Vedova nel suo confronto con quello che è stato il maestro d’elezione, indagando similitudini e temi consonanti (o dissonanti) alla base delle singole scelte espressive.Tintoretto è stato fondativo per la formazione artistica di Vedova e la mostra a Palazzo Madama sottolinea l’impeto e la forza dell’articolato rapporto che lega i due artisti attraverso l’accostamento di capolavori del maestro rinascimentale e dell’artista informale. Il progetto dell’esposizione prende avvio dalla straordinaria opportunità di ospitare a Torino una delle opere conclusive, e paradigmatiche, della parabola umana e artistica di Tintoretto: l’Autoritratto del 1588, in prestito dal Musée du Louvre. Una tela che è stata più di un modello iconografico, rappresentando, come si evince dalle interpretazioni di Edouard Manet – che la replica e la considera il più bel quadro al mondo – e dagli scritti di Jean-Paul Sartre, una sorta di identificazione poetica e concettuale per molti artisti.  Tintoretto è infatti l’interprete di una narrazione pittorica capace di arrivare al nostro tempo mettendo insieme “Il disegno di Michelangelo, e il colorito di Tiziano”, esaltato nel corso dei secoli dal genio romantico dell’inglese Ruskin (1819-1900) – “non sono mai stato così completamente annichilito di fronte a una mente umana come lo sono stato oggi, di fronte a Tintoretto” – e dalle penne di Goethe, Stendhal o Henry James. Scriveva Emilio Vedova rispetto al suo grande maestro: “Tintoretto è stato una mia identificazione. Quello spazio appunto una sede di accadimenti. Quella regia a ritmi sincopati e cruenti, magmatici di energie di fondi interni di passioni di emotività commossa (…)”E per Vedova Tintoretto è la quotidianità di una consuetudine con Chiese, Scuole e Palazzi di Venezia in cui cercare e trovare il proprio Maestro, l’unico che gli rivela il segreto per trasformare la tecnica da merostrumento espressivo di belle forme in una lama affilata capace di incidere nella storia. Da lui Vedova trae ispirazione per temi e contenuti, ricava basilari insegnamenti per dominare lo spazio della tela, tradurre in colore la luce delle sue composizioni, modellare nel gesto rapido senza esitazioni le forme, che scaturiscono dal suo nuovo segno, che già nel 1948 lascia ogni tentazione figurativa per risolversi nell’astrazione. Giungendo infine alla sequenza indimenticabile dell’opera …in continuum, compenetrazioni/traslati ’87/’88 riprova di quanto l’incontro di una vita abbia reso grande anche il discepolo, gli abbia offerto lo slancio necessario per andare oltre. La mostra Vedova Tintoretto. In dialogo, allestita nell’Aula del Senato del Regno d’Italia, presenta una cinquantina di capolavori tra tele di Emilio Vedova e opere di Tintoretto quali le clamorose ancone dei Camerlenghi, straordinario prestito dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia o, ancora, alcune delle opere del celeberrimo ciclo delle Metamorfosi ora conservate alle Gallerie Estensi di Modena. Il serrato dialogo tra i due artisti si sviluppa a partire dai disegni giovanili di Vedova del 1936 passando per le tele degli anni Quaranta e Cinquanta dedicate alla riflessione su dipinti di Tintoretto quali la Moltiplicazione dei pani e dei pesci (da Tintoretto) (1942), La crocifissione (da Tintoretto) (1947), (studio da Sogno di San Marco di Tintoretto) (1956), e a quelle degli anni Ottanta. A completare il dialogo e l’esposizione è Vedova con la monumentale installazione …in continuum, compenetrazione/traslati ’87/’88: più di cento grandi tele, assemblate le une con le altre in uno sviluppo che sfiderà la verticalità della sala del Senato, testimonianza dell'evoluzione di Vedova che continua con potenza visionaria il suo confronto col maestro ideale.Catalogo della mostra "Vedova Tintoretto. In dialogo": Silvana Editoriale www.silvanaeditoriale.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 21min

Donatella Puliga "Natura abhorret a vacuo?"

Donatella Puliga"Natura abhorret a vacuo?"Un percorso tra il pensiero classico e le beatitudini evangelicheTorino Spiritualitàwww.torinospiritualita.orgwww.circololettori.itNatura abhorret a vacuo? Un percorso tra il pensiero classico e le beatitudini evangelichegiovedì 16 ottobre 2025 ore 11.30 | Torino, il Circolo dei lettori, sala giocoVuoto e ricerche: meditando a partire da una pagina biblicacon Donatella Puliga, classicista e Guido Bertagna sj, sacerdotea cura di CIS – Centro Ignaziano di SpiritualitàA partire dai primi filosofi della Natura, passando per gli atomisti per giungere ad Aristotele, fu sempre vivo il dibattito tra sostenitori e negazionisti dell’idea del vuoto. La pagina delle beatitudini evangeliche sembra ribaltare in certo modo entrambe le prospettive, conferendo al vuoto lo statuto privilegiato di condizione per accedere al Regno.Donatella Puliga, classicista, ha insegnato Civiltà greca e latina e Antropologia del mondo antico all’Università di Siena. Studiosa del mito, è interessata alle sue permanenze nella società contemporanea. Collabora con La Lettura, supplemento culturale del «Corriere della Sera» e con il Santuario di Sant’Antonio di Boves (CN).Guido Bertagna sj, sacerdote gesuita dal 1996, ha lavorato a Milano San Fedele come responsabile pastorale e culturale, collaborando anche con il carcere di San Vittore. Inviato al Centro Giovanile Antonianum di Padova, è impegnato nella formazione e nella promozione della Giustizia riparativa. Dal 2020 prosegue queste attività a Torino, dove insegna alla Facoltà Teologica e promuove l’attività del Centro Teologico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 14min

Arianna Di Pietro "Mamma ti volo bene"

Arianna Di Pietro"Mamma ti volo bene"Ape Juniorwww.apejunior.it"Per nove mesi ho guidato fiera una magnifica mongolfiera. Nel cielo del mondo volava sospinta da un soffio profondo: la mia fiamma amore di mamma". Cinquanta rime per raccontare la maternità con uno sguardo unico e sempre curioso. Rime che parlano di una donna che resta fedele a sé stessa, che non smette di cercare, di imparare, di guardare il mondo con gli occhi di bambina. Perché i figli, presto o tardi, prendono il volo, ma anche le loro mamme possono imparare a volare. Non per perdersi, ma per ritrovarsi più ricche, più sagge e al tempo stesso più leggere. Una raccolta da sfogliare e risfogliare, condividere, leggere ad alta voce e portare per sempre nel cuore. Età di lettura: da 6 anni.Arianna Di Pietro, madrelingua di “filastrocchese” fin da piccola, nasce a Roma nel 1985. Nel 2010, consegue la laurea specialistica in Lettere e Filosofia presso l’università La Sapienza di Roma e, in seguito, un master in glottodidattica per l’insegnamento dell’italiano per stranieri presso l’università per stranieri di Siena. Parallelamente, si diploma in “Drammaturgia, recitazione e messa in scena” presso l’Accademia Teatrale dell’Orologio, dove inizia un percorso autoriale che la porta a riadattare per il teatro grandi classici della letteratura come “Le mille e una notte”, “I racconti di Edgar Allan Poe” e “Macbeth” per bambini. Tra il teatro e l’insegnamento, non trascura la sua passione per la mitologia, nata sui banchi del liceo classico, finché, nel 2020, pubblica in self-publishing “Storie in rima dei Supereroi di prima”, la sua prima raccolta di filastrocche sui miti greci per bambini.  “Tocco il cielo con un mito” è la sua prima opera edita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 17min

Carola Susani "Il dio delle genti"

Carola Susani"Il dio delle genti"minimum faxwww.minimumfax.comEstate 1985, Carrone, Sud Italia: il diciottenne Giuliano si imbatte in un giovane avvolto da fiamme che miracolosamente non lo bruciano. È Italo Orlando: ha la pelle giallognola, nessuno sa da dove viene, sembra un extraterrestre caduto sulla terra per portare scompiglio. Marzo 2002: una scossa di terremoto fa crollare il tetto di una palestra. Muoiono otto bambini, tra cui Eugenio, il figlio di Giuliano. Tra le macerie a qualcuno sembra di scorgere Italo, che da quel giorno, e per molto tempo, nessuno vedrà più.Che cosa è successo tra questi due momenti ce lo racconta Piera – l’altra figlia di Giuliano – che tenta di ricostruire, tra ricordi suoi e narrazioni riportate da altri, una realtà incrinata da una moltitudine di domande. Il crollo è stato solo una disgrazia o c’era del dolo? Cosa c’entrano Giuliano e la sua fabbrica di laterizi in questa tragedia? E che fine ha fatto Italo Orlando? Le vicende di Piera, alle prese con un’impossibile elaborazione del lutto, vanno a comporre un romanzo di formazione deforme e dolorosissimo, che come uno zoom si restringe e si allarga tra la dimensione intima e la sorte collettiva.In questo ultimo capitolo di una trilogia ideale i cui volumi sono legati dalla presenza fantasmatica di Italo Orlando, con una lingua ipnotica e visionaria e un immaginario fiabesco e mitologico, Susani ci parla dell’inesauribile sete che tutti noi esseri umani abbiamo di qualcosa di più, di qualcuno che risponda e plachi.Carola Susani, ha esordito nel 1995 con il romanzo Il libro di Teresa (premio Bagutta opera prima, riedito da Marietti nel 2024) e da allora ha pubblicato racconti, romanzi, poesie, libri per ragazzi. Da anni promuove la lettura con l’associazione di scrittori «Piccoli maestri» e conduce laboratori di scrittura. È alla direzione generale dell’Associazione Fondo Moravia e nel comitato editoriale della rivista Nuovi argomenti. Con minimum fax ha pubblicato Pecore vive (2006), Eravamo bambini abbastanza (2012, vincitore del Premio Lo Straniero), La prima vita di Italo Orlando (2018) e Terrapiena (2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 13min

Luca Peyron "I vuoti, lo spazio: esplorare il cielo per dare senso alla Terra"

Luca Peyron"I vuoti, lo spazio: esplorare il cielo per dare senso alla Terra"Torino Spiritualitàwww.torinospiritualita.orgwww.circololettori.itI vuoti, lo spazio: esplorare il cielo per dare senso alla Terra.mercoledì 15 ottobre 2025 h 21 | Torino, Cinema Romano, sala 2con Paolo Nespoli, astronauta e Luca Peyron, sacerdote e appassionato di astronomiamodera Elena Cestino, giornalista scientificain collaborazione con Pastorale della Cultura Tecno Scientifica dell’Arcidiocesi di TorinoVita, affetti, società, presente e futuro: ognuno di noi custodisce dei vuoti nel segreto del cuore. Come i primi esseri umani, che scrutavano il cielo per attraversare la notte, anche noi possiamo uscire dal buio guardando le stelle? Può l’infinito sopra di noi, esplorato e contemplato, offrirci lo spazio per colmare quei vuoti – o almeno la speranza per iniziare a farlo? Un astronauta e un sacerdote si confrontano sul mistero del cielo, alla ricerca di una pienezza capace di soccorrerci qui sulla Terra.Luca Peyron, giurista e teologo, è sacerdote dell’Arcidiocesi di Torino. Docente di Teologia presso l’Università Cattolica di Milano, ha fondato e coordina il Servizio per l’Apostolato Digitale, Faculty Fellow del Centro Nexa del Politecnico di Torino. Socio dell’Internet Society e membro del Consiglio Scientifico dello Humane Technology Lab, è referente per la pastorale della cultura tecno scientifica. Appassionato di spazio e cielo profondo, a suo nome è stato intitolato dall’Unione Astronomica Internazionale l’asteroide della fascia principale 141772 Lucapeyron. È autore di Cieli sereni (2023) e Sconfinato (2025), entrambi editi da San Paolo Edizioni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 27min

Alessandra Cenni "L'angelo disabitato"

Alessandra Cenni"L'angelo disabitato"Dall'androgino al transfluidMoretti & Vitaliwww.morettievitali.itIn principio era l’androgino. Figura bizzarra e perturbante, le cui apparizioni hanno contrassegnato i momenti di svolta e di trasformazione della civiltà. Secondo l’antico testo indiano delle Brhadranyche Upanishad era in origine l’unica persona, come una coppia congiunta. L’Oriente, di cui la Grecia è stata la porta regia, ha intrecciato il mito dell’essere primordiale perfetto e autosufficiente, dalle duplici caratteristiche sessuali, con quello di un Eros mitologico della perduta interezza, nato nel Simposio platonico. Le ali invisibili del nostro “angelo disabitato” sorvolano oggi il progresso ipertecnologico, ma anche le fughe per la libertà dal mondo globalizzato. Essere enigmatico per eccellenza, l’androgino si oppone all’immobilismo della conservazione in tutti i territori del sapere, fiutando il cambiamento nell’aria del nuovo millennio. Dopo aver percorso le tappe dell’inquieto passaggio di questa creatura enigmatica, da Leonardo a Orlando, dal cinema alla moda contemporanei, l’autrice ipotizza l’affermarsi lento, ma inesorabile, di un cambiamento che consentirà forse di meglio intendere la voce attualizzata dell’antica sirena duplice che D’Annunzio, con la sua penna profetica, chiamava splendidamente: “La divina ambiguità”.È ricercatrice di Letterature contemporanee e comparate per università italiane e straniere. Particolarmente attenta alle scrittrici del Novecento, è curatrice di Poesie, lettere e altri scritti di Antonia Pozzi (Mondadori, 2021), della quale ha scritto anche la prima biografia: In riva alla vita (Rizzoli, 2001). Su Sibilla Aleramo ha pubblicato Lucida follia. Lettere d’amore a Lina (Castelvecchi, 2023) e il saggio Gli occhi eroici: Sibilla Aleramo, Eleonora Duse, Cordula Poletti: una storia d’amore nell’Italia della Belle Époque (Mursia, 2011). Ha scritto inoltre la prima biografia italiana di Emily Dickinson: Cercando Emily Dickinson (Archinto, 1998). Ha pubblicato due romanzi: Pietre e onde (Robin, 2013) e A come Arianna (Aracne, 2017), e alcune raccolte di poesia tra cui Corpi celesti (2010), Jeanne Delair abita qui (2015), Spuma d’onde e scogliera di stelle (2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 19min

Federico Leoni "Kum! Festival"

Federico Leoni"Kum! Festival"www.kumfestival.itKum! FestivalFestival nazionale delle scienze umanePesaro, dal 17 al 19 ottobre 2025Si chiama KUM! ed è il Festival voluto da Massimo Recalcati per mettere al centro del discorso pubblico e della diffusione dei saperi i temi della cura e del prendersi cura, della salute e della malattia, del benessere e del disagio, nelle loro tante declinazioni filosofiche e psicologiche, mediche e scientifiche, sociali e politiche. Il sottotitolo, Cantieri, che di anno in anno si declina in maniera più specifica e approfondita, mette l’accento sull’urgenza della reinvenzione delle nostre teorie e delle nostre pratiche, oltre che sul lavoro che noi tutti svolgiamo quotidianamente a sostegno della vita delle nostre comunità e della creazione di valore condiviso. Perché in ogni direzione, dalla scuola all’economia, dalla cultura alla sanità, dalle istituzioni all’ecologia, è più che mai necessario aprire un’officina, uno spazio di spregiudicata sperimentazione, un luogo che rinunci alla rassicurante trasmissione di nozioni precostituite per mettere idee e abitudini consolidate alla prova di questo nostro tempo di interrogazione e di ripartenza.“La salute vive nel silenzio degli organi”, scriveva un celebre medico francese un secolo fa. Ma da allora quel silenzio non ha più avuto modo di tacere. I nostri saperi medici, scientifici, tecnologici, economici, antropologici, hanno fatto di tutto per portare quel silenzio alla parola, alla quantificazione del numero, al monitoraggio incessante.Non ci preoccupiamo più soltanto della malattia, questo grido che un corpo o un'anima sofferenti emettono apertamente. Ci preoccupiamo anche e soprattutto della salute, perché abbiamo tradotto la salute in un pullulare di segni, indizi, sintomi, che fanno di quella quiete sempre  sospetta una tempesta sempre incipiente. Come pensare questa salute che le nostre pratiche individuali e collettive tendono a risolvere in una blanda ma insanabile patologia?Come rilanciare il grande progetto democratico di una sanità pubblica, accessibile a tutti e attenta a ciascuno, nel tempo in cui la salute dei singoli si rivela sempre più intrecciata alla salute dei collettivi e degli ambienti, e i destini individuali si rivelano sempre più intrecciati al funzionamento di una megamacchina economico-scientifica?Come tenere insieme, in altri termini, salute e salvezza, queste parole che per millenni abbiamo creduto sinonime, da qualche secolo abbiamo voluto distinguere con cura, e oggi dobbiamo nuovamente interrogare nella loro risonanza?Massimo Recalcati, Direttore scientificoFederico Leoni, Coordinatore scientificoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 28min

Silvano Petrosino "Tutto, subito, sempre. La tentazione magica della società del pieno"

Silvano Petrosino"Tutto, subito, sempre. La tentazione magica della società del pieno"Torino Spiritualitàwww.torinospiritualita.orgwww.circololettori.itTutto, subito, sempre. La tentazione magica della società del pienodomenica 19 ottobre 2025 h 17 | Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, aula della Cameracon Silvano Petrosino, filosofoLa nostra società, quella del cosiddetto “primo mondo”, vive immersa nel consumismo e nella tecnologia. Due fattori che hanno cambiato profondamente il nostro modo di guardare la realtà: tutto ci appare immediato, sempre disponibile, a portata di mano. Internet e il supermercato sono i luoghi simbolo di questa illusione del “tutto-subito-sempre”, che si impone come una verità indiscutibile. Eppure, dietro questa mentalità si nasconde qualcosa di spiazzante: una sorta di tentazione magica, una ammaliante chimera di pienezza. Ma come mai una società che ama definirsi razionalista e iper-tecnologica conserva un legame così forte con l’immaginario magico?Silvano Petrosino, filosofo, è professore di Filosofia della comunicazione e Antropologia religiosa e media all’Università Cattolica di Milano. Oggetto principale dei suoi studi sono il rapporto tra razionalità e moralità, l’analisi della struttura dell’esperienza e il rapporto tra la parola e l’immagine. Attraverso le sue traduzioni e monografie, ha introdotto in Italia il pensiero di Lévinas e Derrida. Tra le pubblicazioni più recenti, tutte per l’editrice Vita e Pensiero: Dove abita l’infinito (2020), Piccola metafisica della luce (2021), Le fiabe non raccontano favole (2023) Letture. La verità della finzione (2024), Potere e religione (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 23min

Giacinta Cavagna di Gualdana "Un milione di scale"

Giacinta Cavagna di Gualdana"Un milione di scale"Le ragazze della RinascenteNeri Pozza Editorewww.neripozza.itHanno un sogno, Ferdinando e Luigi Bocconi. Dopo aver visto il padre consumarsi fra strade e cascine con la gerla delle stoffe sulle spalle, un negozio vero, che venda abiti “bell’e fatti”, significa futuro. A Milano però, vicina eppure così lontana dalla loro Lodi. Poi, il piccolo sogno diventa realtà conquistando giorno per giorno il cuore dei milanesi; si fa grande come quella piccola bottega che si trasforma nei primi grandi magazzini, aperti proprio in piazza del Duomo. Correva l’anno 1889. Bice, figlia di un magazziniere dei Bocconi, ha già otto anni ma non ha mai visto bambole così belle, con i vestiti veri, e salendo le infinite scale decide che quel mondo di meraviglie diventerà un po’ anche suo. La famiglia delle sarte all’ultimo piano, che ogni giorno crea magie, la accoglierà e Bice ricambierà con la dedizione e l’affetto di tutta una vita. È il 1917 quando il sogno passa al capitano d’industria Borletti, che di nome fa Senatore e scorge in quella fabbrica dei desideri molto più di un buon investimento: anche quando i grandi magazzini vanno in fumo, dalle ceneri risorgerà, splendida fenice, la Rinascente. È dietro quei banconi che lavora Eleonora, figlia di Bice, cresciuta nei saloni che conosce meglio di casa sua. E con lo sguardo alle guglie del Duomo, anche Cristina, figlia di Eleonora, troverà un modo tutto suo di proseguire la strada di famiglia. Davanti alle vetrine e agli occhi delle Ragazze della Rinascente sfilano gli anni della campagna d’Africa, delle guerre mondiali, dei tumulti di piazza, della ricostruzione. Eventi straordinari e terribili che lì si fermano, toccando le loro vite o scorrendo via. Ma nulla intaccherà la certezza di aver realizzato, proprio lì, il loro piccolo sogno: un sogno che si chiama indipendenza e libertà.Giacinta Cavagna di Gualdana, storica dell’arte, docente presso l’Università degli Studi di Milano, svolge ricerche sulle arti decorative del Novecento. Da sempre affascinata dalla storia di Milano, cui ha dedicato diversi libri, organizza visite guidate alla scoperta della città e dei suoi capolavori attraverso itinerari inconsueti. La fabbrica delle tuse (2023), il suo esordio nella narrativa, ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Oct 13, 2025 • 27min

Antonella Lumini "Salto nel vuoto: lo spirito cresce per sottrazione"

Antonella Lumini"Salto nel vuoto: lo spirito cresce per sottrazione"Torino Spiritualitàwww.torinospiritualita.orgwww.circololettori.itdomenica 19 ottobre 2025 h 15 | Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, aula della Cameracon Antonella Lumini, eremita di città e custode del silenzio, e Gabriele Goria, libero meditatore e artista marzialemodera Armando Buonaiuto, curatore Torino SpiritualitàC’è un salto che non conduce lontano, ma in profondità. È il salto nel vuoto: non caduta, ma resa. Quando smettiamo di accumulare aspettative, strutture e narrazioni, ci accorgiamo che lo spirito cresce non per aggiunta, ma per sottrazione. Nel silenzio che scava, nel dolore che purifica, nell’abbandono che spoglia, il vuoto si rivela pieno: di presenza, di luce, di amore che circola senza ostacoli. A condurci in questi orizzonti rarefatti, due voci lontane ma complementari: Gabriele Goria, libero meditatore tra le foreste della Finlandia, e Antonella Lumini, eremita metropolitana di Firenze. Percorsi diversi che si incontrano dove ogni parola diventa più rara, ogni gesto più essenziale. Lì dove nulla è da possedere e tutto è donato.Antonella Lumini, custode del silenzio, da oltre quarant’anni vive un’esperienza di silenzio e solitudine nella sua casa di Firenze, città in cui è nata nata. Dopo studi filosofici, si è dedicata allo studio della Bibbia e di testi di spiritualità cristiana. Ha lavorato presso la Biblioteca nazionale centrale di Firenze occupandosi di libri antichi. Partecipa a incontri di spiritualità e guida gruppi di meditazione a Firenze e in altre città italiane. Fra i libri: La custode del silenzio (con P. Rodari, Einaudi, 2016), Mistica e coscienza (Paoline, 2024), Passione secondo Maria Maddalena. L’esperienza del deserto (Lindau, 2025). Scrive articoli per quotidiani e riviste, in particolare per «L’Osservatore Romano».Gabriele Goria, artista marziale, pedagogo teatrale e illustratore, pratica arti marziali e meditazione da oltre trent’anni. Insegna T’ai Chi, meditazione e Kung fu presso il Performing Arts Research Centre della University of the Arts di Helsinki e conduce laboratori e seminari di formazione e di studi interreligiosi in vari istituti in Finlandia e in Italia. Ancorata al dialogo tra arte e spiritualità, la sua ricerca esplora il rapporto tra introspezione ed espressione creativa. Tra le pubblicazioni: Active Silence: Reinventing spirituality through art-research (Mimesis, 2015) e Conversazioni intorno al fuoco. Meditazione e tradizioni spirituali (con P. Scquizzato, Lindau, 2022).Armando Buonaiuto, curatore del festival Torino Spiritualità, di SOUL Festival della Spiritualità di Milano e delle Officine di Spiritualità di Venezia, collabora con la Fondazione Circolo dei lettori di Torino. Ha insegnato comunicazione sociale nei progetti di formazione giornalistica realizzati da Rai e Ministero degli Affari Esteri nei Balcani e nell’Africa saheliana. Per Rai Radio3 è tra i conduttori della trasmissione di cultura religiosa “Uomini e profeti”. Ha curato e commentato il volume Racconti spirituali (Einaudi, 2020).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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