il posto delle parole

livio partiti
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Jan 18, 2026 • 12min

Andrea Falcone "Mi prendo il mondo"

Andrea Falcone"Mi prendo il mondo"www.miprendoilmondo.itMi prendo il mondo è un evento ideato dal Salone Internazionale del Libro di Torino, in collaborazione con la Città di Parma – Capitale Europea dei giovani 2027, con l’obiettivo di rendere i giovani i veri protagonisti del progetto.Per farlo, abbiamo scelto di partire dai temi che stanno più a cuore alle nuove generazioni e di affrontarli insieme a grandi voci del nostro tempo: scrittrici, scrittori, professioniste e professionisti della cultura, dello spettacolo e non solo.Un dato che ci ha spinto a muoverci: nel 2024 il 15,2% dei giovani under 30 non studia e non ha un lavoro (i cosiddetti Neet). è un numero in calo rispetto agli ultimi anni (16,1% nel 2023 e 19% nel 2022), ma resta comunque un dato importante.In questo contesto Mi prendo il mondo vuole fornire ai giovani strumenti, occasioni e ispirazione per trovare la propria strada senza aver paura di mettersi alla prova. Perché il futuro si costruisce così: con partecipazione, confronto e tanta voglia di crescere.Le nuove generazioni diventano così il cuore di Mi prendo il mondo, non solo in quanto ideali interlocutori degli appuntamenti, ma anche come veri protagonisti, parte attiva nella costruzione dell’evento.Direzione Futura è una comunità di ragazze e ragazzi dai 14 ai 23 anni, provenienti da Parma e da tutto il territorio , che hanno risposto all’invito del Salone del Libro e del Comune di Parma di dar voce ai desideri e alle paure sul loro (e sul nostro) futuro.Tra le ospiti e gli ospiti: lo scrittore ed editore Pierdomenico Baccalario (22 gennaio); il giornalista e direttore di Chora Media Mario Calabresi, (22 gennaio); la giornalista Paola Caridi, esperta di Medio Oriente (24 gennaio); lo scrittore Cristiano Cavina (23 gennaio); la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio (25 gennaio); Vera Gheno, linguista e saggista (23 gennaio); Simone Giusti, docente e scrittore, e Vanessa Roghi, storica e scrittrice (23 gennaio); Djarah Kan, scrittrice e attivista, e Oiza Queens Day Obasuyi, studiosa di diritti umani e migrazioni (22 gennaio); la scrittrice e sceneggiatrice Antonella Lattanzi (25 gennaio); Daniel Lumera, biologo naturalista ed esperto della pratica della meditazione (23 gennaio); Pierluca Mariti comico e influencer, noto come @piuttosto_che (24 gennaio); Marco Martinelli, chimico e divulgatore, e Matteo Cellerino, voce e autore di Factanza (22 gennaio); la scrittrice e filolsofa Michela Marzano (24 gennaio); Roberto Mercadini (25 gennaio); i giornalisti Luca Misculin del Post e Valerio Nicolosi di Fanpage (24 gennaio); Rokia, autrice bestseller della dilogia Guilty (22 gennaio); l’artista e regista iraniana Shirin Neshat (22 gennaio); gli esperti di Intelligenza artificiale e comunicazione Davide Picca e Alberto Romele (23 gennaio); Federico Taddia, giornalista, autore e conduttore radiofonico (22 gennaio); l’attore Pietro Turano, tra i protagonisti della serie Skam Italia (25 gennaio); il giornalista e scrittore Federico Vergari (22 gennaio).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 18, 2026 • 14min

Ornella Badery "Il Forte di Bard"

Ornella BaderyIl Forte di Bardwww.fortedibard.itIn occasione del ventennale del Forte di Bard prende il via il progetto Capolavori al Forte che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex Cappella militare. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare opere uniche, che raccontano non solo il genio di maestri italiani ma anche storie e iconografie eccezionali.Il primo capolavoro ad essere esposto, fino al 6 aprile 2026, porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, ed è uno dei suoi ultimi lavori: il San Giovanni Battista. Un’opera intensa che racconta la maturità dell’artista ma soprattutto il pathos emotivo che lo contraddistingue. Una rappresentazione inedita di San Giovanni che doveva rappresentare la sua redenzione e che invece l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso la prematura morte.In collaborazione con MondoMostre e Galleria Borghese, Roma.Con i suoi spazi espositivi e la sua naturale predisposizione ad accogliere mostre che spaziano dal fotografico al classico, incontrando la grafica e il design, il Forte di Bard propone una stagione invernale 2025-2026 particolarmente eclettica.Tre grandi esposizioni animeranno le sale dell’imponente struttura fortificata, un tempo struttura difensiva della via d’accesso in Valle d’Aosta e ora vero e proprio luogo d’arte e di incontri.Ad aprire la stagione il concorso fotografico internazionale «Bird Photographer of the Year», che presenta al grande pubblico i migliori scatti che illustrano il variegato e affascinante mondo dei volatili, spaziando dall’ornitologia e dall’osservazione più tecnica e scientifica ad un approccio più estetico e spettacolare. Visitabile fino al 1° marzo 2026.La natura è protagonista anche dell’universo fotografico di Stefano Unterthiner, fortemente legato alla realtà del Forte di Bard. Nella mostra “Una finestra sull’Artico”, visitabile fino al 3 maggio 2026, egli ha scelto e raccolto sessanta fotografie che raccontano le spedizioni nell’arcipelago Svalbard, in Norvegia e immortalano renne e orsi polari, ma danno inoltre voce alle testimonianze antropiche della piccola comunità di Logyearbyen. Paesaggi di un accecante biancore, ma dal sapore sociale e antropologico, che evidenziano l’impatto del cambiamento climatico sul mondo fragile del “Paradis blanc”.«Fernando Botero. Tecnica monumentale» Fino al 6 aprile 2026 il Forte di Bard completa la sua proposta espositiva con un importante progetto dedicato al pittore, scultore e disegnatore colombiano Fernando Botero.  Curata da Cecilia Braschi,Fernando Botero Tecnica monumentale ripercorre, attraverso oltre cento opere, i principali temi e motivi cari all’artista colombiano, mettendo in luce la sua versatilità tecnica: dall’acquarello al pastello, dal disegno al carboncino, passando dalla pittura ad olio all’affresco, fino alla scultura. In sessanta anni di carriera, Fernando Botero, scomparso nel 2023, ha cercato l’espressione del suo stile, personale e inconfondibile, in ogni tecnica, ha esplorato con abilità e sapienza tutti i materiali, lasciandosi ispirare dai grandi maestri dell’Ottocento italiano e spaziando dalla natura morta al nudo, dalla scena di genere al ritratto, dal dialogo con la storia dell’arte alla denuncia sociale e politica.I suoi personaggi pieni e rotondi e le sue immagini barocche dall’atmosfera sudamericana approdano nella mostra allestita nelle sale delle Cannoniere e suddivisa in sette sezioni tematiche che permetteranno al visitatore di addentrarsi nel processo creativo dell’artista e apprezzare l’ecletticità e l’approccio estetico di questo grande maestro del ‘900.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 18, 2026 • 18min

Roberta Ricucci "Topografie interculturali"

Roberta Ricucci"Topografie interculturali"Come le migrazioni trasformano le città e ne diventano parteEdizioni Seb27www.seb27.itInsegne, lingue, profumi… sono alcuni indizi lasciati dalle migrazioni nelle grandi città, così come in piccoli e sperduti comuni, nel presente e nel passato. Se ieri queste tracce venivano nel tempo cancellate o coperte da una progressiva omologazione dei gusti, delle preferenze commerciali, del camouflage per apparire come gli autoctoni, oggi le differenze vengono valorizzate dalle leggi dell’economia e dal diffuso pluralismo culturale. Così i luoghi di immigrazione si trasformano col contributo di coloro che arrivano da fuori. Nulla è più (o forse non lo è mai stato) confinato nelle periferie, nei quartieri “etnici”, e quelle “little Italy” o “Chinatown” oggi restano solo attrazioni turistiche, caricature di un passato da dimenticare. La diversità ristruttura le città, ed essa è tangibile quotidianamente a tutti: detrattori e sostenitori del diritto alla mobilità, vecchi e nuovi migranti, cittadini di diverse generazioni. Nessuno infatti può più considerare estraneo chi contribuisce alla vita collettiva con attività commerciali e culturali, con iniziative formative e associative in cui si mescolano tradizioni, accenti, culture e pratiche.Roberta Ricucci insegna Sociologia della mobilità internazionale e Sociologia dell’islam all’Università di Torino ed è membro del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione (Fieri). Esperta di temi inerenti le migrazioni nell’Europa mediterranea, ne approfondisce in particolare le dinamiche di inclusione dei giovani coordinando progetti internazionali prestigiosi. È autrice di numerose pubblicazioni su integrazione e gestione religiosa delle diaspore, seconde generazioni e dinamiche identitarie. Tra i suoi lavori: Diversi dall’islam. Figli dell’immigrazione e altre fedi, Il Mulino, 2017; Cittadini senza cittadinanza. Immigrati, seconde e altre generazioni: pratiche quotidiane tra inclusione ed estraneità. La questione dello “ius soli”, Edizioni Seb27, 2015/2018; Ethnicity, Identity and Faith in the Current Migratory Crisis, Springer, 2021; Protagonisti di un Paese plurale. Come sono diventati adulti i figli dell’immigrazione. Storie di giovani cittadini nell’Italia delle nuove generazioni, Edizioni Seb27, 2021.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 17, 2026 • 24min

Lauretana Satta "Parola di Cane"

Lauretana Satta, Sara De Cristofaro"Parola di Cane"I segreti della straordinaria relazione umano-caninaBaldini + Castoldiwww.baldinicastoldi.itI Cani sono affascinanti e una fonte continua di scoperte e sorprese. Pensiamo di avere accanto esseri spelanti e abbaianti che annusano cose orrende e per una polpetta venderebbero l’anima, ma quella pelliccia è un sistema di termoregolamentazione che fa invidia ai nostri tessuti più sviluppati, quell’abbaio è una comunicazione con decine di significati, quel naso che si infila negli angoli più disgustosi è un prodigio sensoriale che rileva anche ormoni, feromoni e fonti di calore, e la destrezza con cui rubano il cibo rivela capacità cognitive molto sviluppate. I Cani sono animali straordinari e molto più speciali di quello che si immagina. Abbiamo il dovere di cercare di capirli sempre di più e sempre meglio per poter dare loro quello di cui hanno veramente bisogno. Aprirsi alla relazione con il Cane ci fa vivere un’esperienza emotiva indescrivibile, ma quel magnifico legame è «solo» uno straordinario potenziale che per realizzarsi ha bisogno di comprensione, comunicazione, pazienza, flessibilità, accettazione, dedizione che sono anche fatica. Questo libro racconta il Cane nei suoi aspetti noti e meno noti, si sofferma sulla relazione con gli umani, sfata alcuni miti, offre suggerimenti per prevenire difficoltà e su come affrontarle nel caso ci fossero, e vuole essere un incoraggiamento e una conferma: scoprire chi è veramente il Cane e dedicarsi al Cane vale veramente la pena.Lauretana Satta è autrice e blogger. Dopo diversi anni dedicati alle relazioni internazionali e allo sport ha deciso di aprire il suo blog, «Dogdeliver», per condividere la sua esperienza con altri proprietari, futuri proprietari e chiunque sia interessato ai Cani.Sara De Cristofaro (Milano, 1979) è educatrice cinofila. Tante le esperienze con cani di canile, in allevamento e in campi di addestramento, seguiti da formazione continua attraverso seminari e corsi di specializzazione, dall’ambito sportivo (agility) a quello comportamentale. Con la Fondazione Prossimo Mio dona la formazione di cani da assistenza medica a persone con patologie croniche e, nel 2020, diventa preparatrice di cani allerta diabete. Con Lauretana Satta ha scritto Senti chi abbaia (2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 17, 2026 • 21min

Fabio Mendolicchio "Lo schiacciapatate"

Fabio Mendolicchio"Lo schiacciapatate"Ossessioni di un editore cuoco tra la cucina editoriale e l'ibridacena.Prefazione di Angelo Di Libertoi libri di Mompracemwww.ilibridimompracem.it“Prendete uno schiacciapatate, uno comune, di acciaio inossidabile, con un manico fisso e uno mobile e… Non sapete cos’è uno schiacciapatate? Cioè lo desumete solo dal significato del nome ma non l’avete mai visto? Cominciamo dal principio.”Dai fornelli alla scrivania editoriale, dal rumore dei mestoli a quello delle rotative: Fabio Mendolicchio, cuoco per 35 anni e fondatore di Miraggi Edizioni, racconta il suo percorso visionario tra pentole e parole. Lo schiacciapatate è un viaggio ironico e appassionato dietro le quinte dell’editoria indipendente, condito da aneddoti, intuizioni e ricette nate nei menù delle sue celebri L’IBRIdaCENA, dove i libri finiscono in tavola. Un libro per chi ama leggere, cucinare, ascoltare storie di vita e scoprire i retroscena (talvolta surreali) del mondo dei libri. Tra sformati di spinaci e cataloghi editoriali, Mendolicchio ci accompagna in un percorso in cui ogni piatto è un racconto e ogni racconto un’occasione per nutrire mente e palato. Chi l’ha detto che tra letteratura e cucina non possa nascere un amore duraturo? Basta uno schiacciapatate… e il gioco è fatto.Fabio Mendolicchio è cuoco, editore e lettore instancabile. Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero G. Colombatto di Torino, ha lavorato oltre vent’anni tra ristoranti e progetti enogastronomici, con una forte attenzione alla filiera corta e alla cucina salutistica. Nel 2010 ha fondato Miraggi Edizioni, e dal 2012 porta avanti L’IBRIdaCENA, trasformando le librerie in ristoranti per una sera. Musicista, dj e grafico, ha pubblicato Siamo tutti allenatori (2013) e Cucinando per le stelle (2017). Da anni viaggia per l’Italia con una Vespa piena di libriDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 16, 2026 • 15min

Daniela Garavini "Al tempo delle officine"

Daniela Garavini"Al tempo delle officine"Dialogo immaginario con Eusebio Garavini, carrozziere.Prefazione di Giovanni De Luna.Edizioni Seb27www.seb27.itEusebio Garavini (1881-1947), figlio di braccianti, semianalfabeta, emigra nel 1898 a Torino da un piccolo paese della Romagna. Lavora come operaio, studia la sera e in pochi anni mette in piedi una Carrozzeria in cui saranno impiegati oltre 700 operai. In un dialogo immaginario con una nipote mai conosciuta, Eusebio ripercorre i momenti salienti della sua vita privata e pubblica. Racconta la famiglia d’origine, l’incontro con la moglie, il rapporto con i figli, ma anche le sue scelte nei momenti topici della storia del Novecento: la Belle époque e la Grande guerra; il biennio rosso e l’occupazione delle fabbriche; la nascita del fascismo, la crisi del 1929 e le conseguenze per la sua fabbrica; la Seconda guerra mondiale, la Resistenza e il referendum istituzionale del 1946. La narrazione si basa su memorie familiari e su documenti d’archivio.Daniela Garavini, giornalista, dopo aver militato in gioventù nella sinistra extraparlamentare e nel quotidiano “Lotta Continua”, ha lavorato a lungo nell’editoria. Ha collaborato con la casa editrice Guanda nella redazione della rivista “L’Illustrazione dei Piccoli”, in seguito, ha curato la redazione della rivista “Riza Psicosomatica”. Dagli anni Novanta ha lavorato per la casa editrice Tecniche nuove, prima come redattrice poi come direttrice della rivista “Cucina Naturale”. Per Tecniche Nuove ha anche pubblicato e curato numerosi libri sui temi di alimentazione e salute. L’ultimo nel 2017 è stato 50 ricette con una storia. Nel 2011 per Espress edizioni, ha collaborato alla stesura della guida L’altra Torino, 24 centri fuori dal centro. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 16, 2026 • 24min

Flavio Stroppini "Una passeggiata artica"

Flavio Stroppini"Una passeggiata artica"ediciclo editorewww.ediciclo.itUna passeggiata sopra il sessantottesimo parallelo Nord, dove è tutto bianco, silenzioso, vuoto. Almeno all’apparenza. Tra febbraio e marzo 2023 Flavio Stroppini ha percorso centinaia di chilometri nella Groenlandia occidentale. Era lassù per una residenza artistica, a bordo di una piccola nave, il Manguier, bloccata dal ghiaccio in un fiordo. Disconnesso dal mondo, in un altrove solitario e ricoperto di ghiaccio, ha ritrovato il presente. L’Artico ha riempito il vuoto della sua solitudine, ricalibrando le priorità e dando vita a nuove ispirazioni. Un reportage riflessivo e poetico dove il paesaggio scolora e i sensi si acuiscono.Flavio Stroppini è nato e vive nel Canton Ticino. Ha pubblicato reportage e romanzi. Scrive e dirige spettacoli teatrali. Ha scritto e diretto più di 300 radiodrammi, podcast e live per la Radiotelevisione Svizzera Italiana, di cui è regista. Sue sceneggiature sono state presentate in Festival internazionali e trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo. Ha insegnato alla Scuola Holden, al Master di Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali di Ca’ Foscari (Venezia), al CISA – Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive – FILM Academy di Locarno.Il suo sito: www.flaviostroppini.comDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 16, 2026 • 29min

Tommaso Pincio "Tatoo" Earl Thompson

Tommaso Pincio"Tatoo"Earl ThompsonGramma Feltrinelliwww.feltrinellieditore.itKansas, 1945, la pace non fa per tutti. Sicuramente non per Jack, che ha quindici anni, una madre che batte il marciapiede, un patrigno in galera e un passato crudele di violenze e soprusi. Per lui, la pace non significa che miseri sussidi, insegnanti pretenziosi, assistenti sociali sprezzanti e perbenisti in giacca e cravatta. Molto meglio la guerra, meglio sforacchiare i crucchi, fare sesso con le naziste dal seno prosperoso, sfilare a passo spedito tra le file dei marines, e spazzare via tutti quelli che considerano un affronto la sua presenza sulla terra.Certo, nel 1945, la partita con i tedeschi sembra chiusa. Restano i giapponesi, però, quei “nanetti bastardi” che si ostinano a combattere nella loro giungla fetente. Certificato di nascita falsificato in mano, Jack si presenta allora al centro di reclutamento dei marines. Viene respinto, perché giudicato troppo esile. In Marina, invece, lo accettano senza tanti fronzoli.Da Wichita a Shanghai, dalla Germania alla Corea, con una bella uniforme addosso e un po’ di grana in tasca, la sua irrefrenabile voglia di vivere si traduce in un’odissea esistenziale in cui, che sia un pugno o una carezza, tutto è lecito, purché lasci un segno.Con la voce proletaria, roca, feroce ed esplicita del suo protagonista, Tattoo è un grande romanzo di formazione. È il ritratto struggente del destino riservato a coloro cui la vita non regala niente. Un’opera che trasuda verità, in cui la solitudine e la follia albergano in corpi sudati e anime tormentate, e in cui la dignità e una possibile via di fuga dalla sorte avversa non sono mai contemplate.Apparso per la prima volta nel 1974, Tattoo è la monumentale opera di Earl Thompson con la quale si affermò come uno dei più importanti scrittori statunitensi del secondo Novecento. Il romanzo, annoverabile tra i grandi libri che mostrano le crepe del sogno americano illuminando le esistenze che ne sono ai margini, ebbe numerose ristampe per più di un ventennio. Viene pubblicato ora per la prima volta in italiano.“Violenza e sessualità… crudo, potente e travolgente.” - The New York Times“Thompson passa da una scena di combattimento a una di sesso con una prosa scoppiettante come un tubo di scappamento. Per quindici giorni, Tattoo è diventato la mia bibbia personale.” James Parker“Gioiosamente osceno… il dono di Earl Thompson per la narrazione, la sua capacità di scrivere scene di combattimento o le dozzine di scene d’amore esplicite, la sua abilità nel dipingere il lato più sfaccettato di un ambiente sociale sono avvincenti e profondamente potenti.”  The New York Times Book ReviewEarl Thompson (24 maggio 1931 – 9 novembre 1978) nasce all’inizio degli anni trenta in una fattoria del Kansas, dove viene cresciuto dai nonni. Dopo aver mentito sulla sua età, presta servizio in Marina durante la Seconda guerra mondiale e poi nell’esercito durante il conflitto in Corea. Dopo il congedo, studia giornalismo all’Università del Missouri. Si trasferisce a Brooklyn, dove inizia a scrivere il suo primo romanzo, A Garden of Sand (1970), nominato al National Book Award. Tra la California e l’Europa scrive altri due romanzi: Tattoo (1974, Book of the Month Club; Feltrinelli Gramma 2025) e The Devil to Pay, pubblicato postumo nel 1982. Muore improvvisamente nel 1978 all’apice del suo successo. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 16, 2026 • 23min

Stefano Mecorio "I segreti delle radici"

Stefano Mecorio"I segreti delle radici"ediciclo editorewww.ediciclo.itLa collana «Piccola filosofia di viaggio» invita Stefano Mecorio, frantoiano, camminante e scrittore, a raccontare la sua vita nel verde. Immerso nell’epopea di un giardino che nasce un po’ per caso e che continua spudorato a crescere, in un rapporto simbiotico tra uomo e natura che profuma tanto di dolce ossessione.Stefano Mecorio è un giornalista pentito. Nato a Milano, vive a Farnese, tra il viterbese e la Maremma toscana. Di lavoro è frantoiano. Nel 2000 vince e ritira a New York il premio letterario "Zerilli-Marimò", per la recensione di un libro di Paola Mastrocola.Nel 2008 entra nella redazione sportiva de Il nuovo corriere viterbese. Successivamente scrive online su Viterbonews24 e sulla testata di approfondimento ViterboPost. Archiviata la carriera giornalistica si dedica ai cammini. Nel 2018 pubblica La mia Francigena, nel 2023 La guida più piccola d’Italia del cammino più piccolo d’Italia (entrambe Sette città editore).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Jan 16, 2026 • 36min

Stefano Faravelli "Verso Capo Horn"

Stefano Faravelli"Verso Capo Horn"Edizioni Adelphiwww.adelphi.itCircolo dei Lettori, TorinoMartedì 20 gennaio 2026, ore 28:00Stefano Faravelli con Dario Voltolini"Verso Capo Horn"www.circololettori.itCinquant’anni dopo Chatwin, la Patagonia come non l’abbiamo mai vista: disegnata da Faravelli.«Non ci troverete nulla. Non c’è nulla in Patagonia»: il giudizio, lapidario, è di Borges, e viene riportato da Paul Theroux in Ritorno in Patagonia. Che le cose non stiano proprio così lo ha dimostrato Chatwin, offrendoci il ritratto vitale di una terra arida ma nient’affatto immobile, un luogo dove non è necessario mettersi alla ricerca di storie, perché sono le storie a venire da te. E lo conferma anche Stefano Faravelli, con questo carnet de voyage – «sintesi di visione e pensiero ... intrecciarsi di una partitura disegnata (o dipinta) con quella scritta» – dedicato alla sua esperienza a bordo dell’Adriatica, salpata dal porto di Ushuaia con l’intento di doppiare Capo Horn, ma sorpresa da una tempesta e costretta a trovare riparo sull’Isola Navarino, nel Canale Beagle. «Una disavventura, più che un’avventura», che però non gli ha impedito di seguire la sua personalissima «Via del Taccuino». Con il piglio curioso del viaggiatore esperto e l’attenzione maniacale ai particolari del naturalista, Faravelli riesce nell’impresa di racchiudere in poche pagine l’infinitamente piccolo e lo sterminato, il presente e il passato. Le venature sulla superficie di una conchiglia diventano così unità di misura e chiave di lettura dell’immensità dell’oceano, le rotte degli antichi navigatori si sovrappongono a quelle degli uccelli e dei delfini che seguono l’Adriatica, il disegno si fonde con le parole, le carte nautiche con i francobolli. Il risultato è una sorta di mappa mentale – qui fedelmente riprodotta –, come a suggerire che ci sono luoghi troppo estesi, e complessi, per essere rappresentati dalle mappe tradizionali."Stefano è il solo artista in grado di dipingere con un capello presumibilmente corto, oppure un pelo di coniglio strappato in modo indolore..." Guido CeronettiStefano Faravelli vive e lavora a Torino. Alla formazione artistica della torinese Accademia Albertina fa seguire una laurea in Filosofia morale e lo studio di lingua e cultura araba all’istituto di Orientalistica. Dai suoi numerosi viaggi nel vicino, medio ed estremo oriente, riporta affascinanti carnet pubblicati a partire dal 1994, quando esce Sindh. Quaderno indiano. Da allora i suoi “taccuini” sono stati esposti a Londra, New York, Parigi, Istanbul e Gerusalemme. Nel 2011 ha esposto nel Padiglione Italia della 54a Biennale di Venezia.www.stefanofaravelli.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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