

il posto delle parole
livio partiti
Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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Jan 20, 2026 • 21min
Luca Misculin "Mare aperto"
Luca Misculin"Mare aperto"Storia umana del Mediterraneo centraleEinaudi Editorewww.einaudi.itMi prendo il mondo, Parmawww.miprendoilmondo.itDomenica 25 Gennaio 2026, Ore 10:30 - 11:30Luca Misculin e Valerio NicolosiDove l’umanità si fermaSala Pizzetti, Paganini CongressiUna conversazione sul nostro presente in movimentoCon la Direzione Futura di Mi prendo il mondoin collaborazione con Einaudi e UTET Dalla storia del Mediterraneo antico alle rotte contemporanee dei migranti, Luca Misculin e Valerio Nicolosi dialogano con le ragazze e i ragazzi della Direzione Futura su mare e confini, tra coraggio e ingiustizie, offrendo uno sguardo sul mondo con gli occhi dell’altro. La storia millenaria del Mediterraneo raccontata per quella che è: una grande epopea umana. Dai Neanderthal alle misteriose civiltà dell’età del bronzo, dagli imperi in guerra fino al mare di oggi, è qui che decidiamo chi diventare.Per gran parte della storia umana il mare ha suscitato una sensazione precisa: la paura. Persino in un posto come il Mediterraneo centrale, dove Europa e Africa si guardano a poca distanza. La storia di questo pezzo di mondo, di un mare che può essere un ponte ma anche una barriera invalicabile, dice molto di noi.Dagli uomini preistorici che dalle sue sponde osservavano quelle acque oscure e minacciose senza mai trovare il coraggio di attraversarle, alle popolazioni che per prime intagliarono un tronco e lo misero in acqua; dai mercanti di ossidiana e i loro riti perduti, alle misteriose civiltà dell’età del bronzo; e ancora: le conquiste degli imperi, le scorribande dei pirati, i flussi migratori che da nord andavano verso sud, come gli italiani che furono spediti in Libia dal regime fascista, o quelli che da sud vanno verso nord, come le migliaia di persone che oggi si affidano a traversate rischiosissime in cerca di una nuova vita o anche solo della sopravvivenza.Luca Misculin fa un vero e proprio carotaggio storico, raccontando la stratificazione di popoli, uomini e miti che si sono succeduti nel corso dei secoli. E allo stesso tempo racconta il Mediterraneo di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi più inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere.Muovendosi fra le coste libiche e tunisine, Pantelleria e Linosa fino a Lampedusa, Misculin ci fa conoscere un mare tutt’altro che nostrum, mostrandoci il Mediterraneo come fosse la prima volta, con tutte le sue contraddizioni, la sua severa spietatezza, la sua straordinaria profondità storica e umana.Luca Misculin fa il giornalista e lavora al «Post» dal 2013. Si occupa soprattutto di migrazione, di Europa e di storie molto antiche. Negli anni ha curato i podcast La nave, La fine del mondo e L'invasione. Ogni sabato conduce l'edizione del weekend di Morning. Molto piú saltuariamente conduce Prima pagina su Radio 3. Per Einaudi ha pubblicato Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 20, 2026 • 30min
Giovanni Cocco "Il mistero della cascata"
Giovanni Cocco"Il mistero della cascata"Edizioni Piemmewww.edizpiemme.itLa prima indagine del maresciallo Mantegazza, nuovo grande protagonista del giallo italiano.Omicidi, sparizioni, guarigioni miracolose in Alta Brianza.Il maresciallo Alfredo Mantegazza arriva sulla scena del crimine con una gran voglia di fumare. Ma ha smesso, ormai da qualche tempo, ed è sempre più nervoso, nonostante le sigarette elettroniche, il cane Ruben, le lavatrici che scandiscono la sua vita solitaria: le ha provate tutte, ma nulla riesce a calmarlo. Specie ora, di fronte a un caso così insolito. Roberto Riva, un giovane di trent'anni, ultimo erede di un impero industriale, è stato trovato morto nelle acque ghiacciate del Lago Segrino, all'estremo confine della Brianza comasca e lecchese. La pista del suicidio non convince il maresciallo: perché un ragazzo ricco, di buona famiglia e a un passo dal matrimonio avrebbe dovuto uccidersi? E chi può essere l'assassino? L'unico dettaglio fuori posto riguarda la vita spirituale della vittima. Roberto, da alcuni mesi, frequentava una misteriosa cascata presso cui si raccolgono numerosi fedeli sedotti dal carisma di Laide Frigerio, santona, veggente e guaritrice. Mantegazza intuisce che i Riva e la Frigerio nascondono qualcosa. L'azienda guidata dal padre e dallo zio di Roberto è l'unico appiglio che tiene unita una famiglia sconvolta da invidie, rancori e gelosie. Il culto della cascata invece, sempre più seguito, sta riscuotendo donazioni sospette. Giovanni Cocco torna al poliziesco con un protagonista irresistibile: lo smisurato, irriverente e umanissimo Mantegazza. Un investigatore che parla senza filtri morali, afflitto dai propri dubbi, da una salute precaria e dal ricordo dell'amata moglie Marta. Il nuovo grande giallo italiano.Giovanni CoccoÈ nato a Como nel 1976. Ha pubblicato Angeli a perdere (No Reply, 2004), La Caduta (Nutrimenti, 2013, Premio Campiello Selezione Giuria dei Letterati), Il bacio dell'Assunta (Feltrinelli, 2014), La promessa (Nutrimenti, 2015) e Una grazia sconosciuta (Editoriale Scientifica, 2024). È coautore, insieme ad Amneris Magella, della fortunata serie poliziesca del commissario Stefania Valenti, pubblicata in Italia da Marsilio e tradotta negli Stati Uniti e nei principali Paesi europei. Il mistero della cascata è il primo romanzo che ha per protagonista il maresciallo Alfredo Mantegazza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 19, 2026 • 28min
Elisabetta Liguori "Il figlio ostinato"
Elisabetta Liguori"Il figlio ostinato"Edizioni Piemmewww.edizpiemme.itSalento, 1892. Specchia è un borgo di pietra friabile e inconsapevole, bloccato sul suo arrocco collinare sin dall'anno mille. Poco prima di raggiungere la maggiore età, Aniello Visconti decide di scappare per inseguire il sogno di diventare musicista. Suo padre Alfredo, direttore d'orchestra, vuole che smetta di suonare e si dedichi a un lavoro più sicuro. Teme che possa risvegliarsi quella che per lui è una segreta maledizione di famiglia. Così Aniello, che possiede un talento che non vuole tacere, s'imbarca a Bari e raggiunge Napoli, determinato a frequentare il prestigioso conservatorio della città. Il suo destino incrocia e inchioda quello di uomini illustri nel campo della musica, ma soprattutto, nel tempo, quello di tre donne. La moglie, la compagna, la figlia: tre amori diversi, tre diverse dosi dello stesso veleno. Anni dopo, Aniello torna a Specchia come maestro di musica, ma lo spirito di un secolo breve e violento raggiunge anche l'entroterra pugliese: la guerra e l'ascesa del fascismo destabilizzano la sua famiglia, già calamitata da dubbi, litigi, contrasti. Aniello vede nello specchio il fantasma di Alfredo: un uomo che non ha mai capito né tollerato, che pure ha sempre guardato con grandissima attenzione, come sempre si fa, alla fine, con i padri. Elisabetta Liguori è la voce di un Salento che ancora non è stato raccontato. Il figlio ostinato è un romanzo che intreccia le vite di due generazioni, la passione per la musica popolare e le leggende di una terra segnata dal desiderio, dalla superstizione e dalla malelingua, splendida e terribile a un tempo.Elisabetta LiguoriNata a Lecce nel 1968, vive e lavora nella sua città presso il Tribunale per i Minori. Ha collaborato con riviste come Nuovi Argomenti e con il Corriere del Mezzogiorno. È tra gli autori dell'associazione Piccoli maestri, cura laboratori di scrittura e il Lecce Festival Letteratura. Esordisce con Il credito dell'imbianchino (Argo, finalista Premio Berto 2005), cui seguono Il correttore (peQuod, 2007), Tutto questo silenzio (Besa, 2010), La felicità del testimone (Manni, 2012). Tra le altre pubblicazioni: Kora, una storia a colori (2014), Il secondo giorno (2015), Lo spazio dentro (2017). Nel 2022 ha pubblicato su Storytel la serie audio Il metodo Aquilani.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 19, 2026 • 26min
Maurizio Zanardi "Le scritture del Grande Infante"
Maurizio Zanari"Le scritture del Grande Infante"Sull'opera-vita di Enzo MoscatoCronopio Edizioniwww.cronopio.ita cura di Claudio Affinito, Antonia Lezza, Matteo Palumbo, Maurizio ZanardiL’idea di un libro collettivo dedicato alle scritture di Enzo Moscato è insorta tra noi di Cronopio dopo la pubblicazione di Archeologia del sangue, di cui Moscato prometteva un seguito che aveva già cominciato a scrivere prima della sua scomparsa. Archeologia del sangue ci aveva così colpiti, commossi e rallegrati, da imporci di segnalare che qui, a Napoli, viveva non solo un’ineguagliabile creatura teatrale, ma anche un essere che si dedicava infaticabile, nella luce e nell’ombra, nel rischio dell’andare in scena e nella protezione di uno spazio appartato – quella esigenza di “clandestinità” che aveva condiviso col “compagnello di giocate” Antonio Neiwiller – all’invenzione di scritture, teatrali, filosofiche, linguistiche, letterarie. musicali.Enzo Moscato è stato un drammaturgo, attore e sceneggiatore italiano. Prolifico autore e interprete teatrale nonché cantante, esordisce in Morte di un matematico napoletano (1992) di Mario Martone. Prete «pop» in Libera (1993) di Pappi Corsicato, è voce melodica di una Napoli tra grazia e perdizione in Rasoi (1993), ancora di Martone, di cui è anche co-sceneggiatore. Surreale Gesù in una sacra rappresentazione a basso costo (Viaggio clandestino - Vite di santi e di peccatori, 1994, di R. Ruiz), in Pozzi d’amore, episodio di I racconti di Vittoria (1995) di A. De Lillo tratto da una sua pièce, monologa sulla morte. Sempre per la De Lillo è il travestito autorecluso protagonista di Maruzzella, episodio del collettivo I vesuviani (1997), e il pensatore illuminista Gaetano Filangieri in Il resto di niente (2005) di A. De Lillo. In Mater natura (2006) di M. Andrei assume le ambigue e divertite vesti di Europa.Come drammaturgo la sua opera è ambientata in larga parte nei Quartieri Spagnoli dove Moscato è cresciuto, come il monologo «Luparella» (1997), «Toledo suite» (2011) e i racconti di «Tempo che fu di Scioscia» (2014).Ha raccontato la sua vita nel libro autobiografico Archeologia del sangue (1948-1961) (Cronopio 2020), finalista al Premio Napoli.«La mia lingua teatrale – in verità un misto multi sonoro e ritmico di napoletano a altri idiomi (italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, greco, latino, saraceno…) – un po’ è inventata, artificiale, costruita “sub vitro” come in un’officina alchemica, privata e segretissima, un po’ è il ricalco esagerato, iperbolico, ridondante del caos multietnico-poliglottico che ci gira, ai tempi nostri, attorno».Enzo Moscato è morto a Napoli nel 2023. Così ha dichiarato Mario Martone: «Dobbiamo ricordare Enzo Moscato non solo come grande artista di teatro, ma come poeta. Forse il più straordinario poeta che Napoli abbia espresso negli ultimi decenni».Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 19, 2026 • 22min
Adriana Parrella "Dal punto in cui il sentiero scompare"
Adriana Parrella"Dal punto in cui il sentiero scompare"Baldini + Castoldiwww.baldinicastoldi.itAmaranta è una giovane donna animata da grandi slanci ideali e inquieti moti interiori. Nata e cresciuta in Campania, sin da piccola ha voluto pensarsi libera di andare, di fuggire dai percorsi obbligati di una vita scritta per lei dalla premura e dall’affetto di una famiglia presente, intelligente, ma nondimeno famiglia: fatta di aspettative, bisogni, mancanze. Ora si occupa di Risorse umane per un’organizzazione umanitaria e, dopo la tragica perdita della madre, decide di partire di nuovo, per una nuova missione nella Repubblica Democratica del Congo. Parte con la forza di chi ha scelto convintamente questa strada, e con la fragilità di un dolore immenso che l’accompagna e la trasforma, rendendola al contempo più inaccessibile e più esposta al mondo. Nel corso di questo viaggio, dei tanti incontri tra il magico e il miracoloso, nello scandire dei giorni dedicati al portare avanti le attività mediche tra le enormi difficoltà di un paese magnifico, seppur stordito dalla violenza, dalla povertà, dalle epidemie, seguiremo Amaranta sulle tracce di un sentiero personale che credeva scomparso, perché, nelle parole di Levine, «guarire è toccare con amore ciò che abbiamo precedentemente toccato con paura». Ispirato all’esperienza dell’autrice come operatrice umanitaria per Medici Senza Frontiere, Dal punto in cui il sentiero scompare compone in un’unica immagine, vivida e poetica, mondi geografici e interiori che spesso percepiamo ineluttabilmente distanti, raccontando il momento in cui, nostro malgrado, l’età adulta ci chiama in causa. Ma, se siamo bravi ad ascoltare, questo potrà essere anche il momento in cui intrecciare da capo il nostro destino con quello degli altri esseri umani, perché il mondo comincerà a parlarci in una lingua che riusciremo, finalmente, a decifrare.https://www.amazon.it/dp/B0F7ZTLZX3?ref=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_JAHK8NT5CNEZRGBH3909&ref_=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_JAHK8NT5CNEZRGBH3909&social_share=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_JAHK8NT5CNEZRGBH3909&bestFormat=trueAdriana Parrella lavora in ambito umanitario per Medici Senza Frontiere ed è specializzata nella gestione delle Risorse umane. Ha provato a imparare circa undici lingue, ma ne parla correntemente quattro. Ha vissuto in Norvegia, India e Spagna e ha lavorato in Repubblica Centrafricana, Haiti, Repubblica Democratica del Congo, Siria, Libano, Territori Palestinesi Occupati e Nigeria. Attualmente vive a Roma con il suo compagno e suo figlio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 18, 2026 • 23min
Oiza Obasuy "Lo sfruttamento della razza"
Oiza Obasuy"Lo sfruttamento della razza"Le nuove gerarchie della segregazioneDerive Approdiwww.deriveapprodi.itGiovedì 22 Gennaio 2026, Ore 09:30 - 10:30Djarah Kan e Oiza Queens Day ObasuyiNominare il presenteSala Pizzetti, Paganini Congressi, ParmaUn dialogo su multiculturalità e cittadinanzaCon la Direzione Futura di Mi prendo il mondoin collaborazione con deriveapprodi, People e Gruppo ChiesiDue voci potenti incontrano le ragazze e i ragazzi della Direzione Futura per parlare di una società che cambia e che fatica a riconoscersi. A partire dai loro libri (Lo sfruttamento della razza di Obasuyi e Ladri di denti di Kan), diamo vita a una conversazione a più voci, insieme alle persone giovani della città, per immaginare nuovi modi per essere cittadine e cittadini.Quando Cedric J. Robinson decostruiva il concetto di capitalismo razziale, spiegava che la storia del capitalismo è stata fortemente basata sul suo legame con il razzismo e lo sfruttamento delle persone ridotte in schiavitù. Sebbene la schiavitù sia stata formalmente abolita secoli fa, oggi è possibile recuperare questo concetto per descrivere la maniera in cui la suddivisione sociale e razziale del lavoro viene applicata alle persone razzializzate e/o migranti in Europa e in Italia. In questo contesto, le persone migranti e/o razzializzate si trovano all’interno di paradossi disumanizzanti: se da un lato servono all’economia del paese, al contempo devono essere espulse o marginalizzate, in un limbo ricattatorio fatto spesso di irregolarità e sistemi semischiavistici. Ci troviamo di fronte a una forma di razzismo istituzionale che, proprio perché perpetrato dallo Stato, è insito nelle leggi vigenti, create apposta per una determinata categoria sociale e razziale, impedendo l’autodeterminazione delle persone immigrate e/o razzializzate.Un libro che spiega il sistema della razza, smonta le retoriche della «sostituzione etnica», illustra la produzione di subalternità e privazione di diritti che si produce sulla linea del colore.Oiza Q. Obasuyi è una studiosa di diritti umani, migrazioni, diaspore afrodiscendenti e razzismo sistemico. Attualmente è dottoranda all’Università di Bologna. Ha collaborato con varie testate giornalistiche, tra cui «The Vision», «Internazionale». Già autrice di Corpi Estranei (People 2020), in cui decostruisce gli stereotipi sessisti e razzisti flitrati attraverso il vissuto di una donna italiana afrodiscendente. Il suo ultimo libro è Lo sfruttamento della razza. Le nuove gerarchie della segregazione (DeriveApprodi 2025), in cui analizza il razzismo istituzionale, dalla repressione di stato allo sfruttamento di lavoratori e lavoratrici straniere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 18, 2026 • 21min
Liliana Porcelli "Influcancer"
Liliana Porcelli"Influcancer"Diario di una folle resilienteEdizioni Piemmewww.edizpiemme.itQuando la vita corre veloce, tra lavoro, famiglia e sogni da inseguire, nessuno è pronto a sentir pronunciare la parola «tumore». Tutto cambia all'improvviso, c'è un prima e c'è un poi, in cui affannarsi sembra inutile e le priorità si stravolgono. È da questa frattura che nasce il libro che avete fra le mani, il diario ironico, sincero e commovente di una donna che ha deciso di affrontare la malattia con un'arma inaspettata: la condivisione. Settimana dopo settimana, tra post su Facebook e riflessioni intime, Liliana trasforma la sua voce in quella di una «influcancer»: una influencer della resilienza, che racconta le paure, i dolori, ma anche la bellezza che si nasconde in un percorso di malattia, in questa fragilità tutta nuova. Scopriamo insieme a lei il valore dell'attesa, della lentezza e della gratitudine, ma soprattutto che non serve essere eroi per essere forti: basta scegliere, ogni giorno, di non smettere di credere nella vita. Un libro che è molto più di una testimonianza: è un abbraccio collettivo, una dichiarazione d'amore, un invito a trovare la luce anche nei giorni più bui, con la consapevolezza che ogni emozione - dal dolore alla felicità - è più vera se condivisa.Liliana PorcelliNata a Bisceglie, in Puglia, vive a Milano da oltre vent'anni, dove ha sviluppato una solida carriera prima nel Gruppo Mediolanum e successivamente come dirigente nel Network Deloitte. Appassionata di sport e praticante di running a livello amatoriale, ha affrontato la malattia con la determinazione e la tenacia di chi corre una lunga gara, con l'obiettivo di raggiungere il traguardo e lasciare un contributo significativo alla ricerca scientifica.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 18, 2026 • 12min
Andrea Falcone "Mi prendo il mondo"
Andrea Falcone"Mi prendo il mondo"www.miprendoilmondo.itMi prendo il mondo è un evento ideato dal Salone Internazionale del Libro di Torino, in collaborazione con la Città di Parma – Capitale Europea dei giovani 2027, con l’obiettivo di rendere i giovani i veri protagonisti del progetto.Per farlo, abbiamo scelto di partire dai temi che stanno più a cuore alle nuove generazioni e di affrontarli insieme a grandi voci del nostro tempo: scrittrici, scrittori, professioniste e professionisti della cultura, dello spettacolo e non solo.Un dato che ci ha spinto a muoverci: nel 2024 il 15,2% dei giovani under 30 non studia e non ha un lavoro (i cosiddetti Neet). è un numero in calo rispetto agli ultimi anni (16,1% nel 2023 e 19% nel 2022), ma resta comunque un dato importante.In questo contesto Mi prendo il mondo vuole fornire ai giovani strumenti, occasioni e ispirazione per trovare la propria strada senza aver paura di mettersi alla prova. Perché il futuro si costruisce così: con partecipazione, confronto e tanta voglia di crescere.Le nuove generazioni diventano così il cuore di Mi prendo il mondo, non solo in quanto ideali interlocutori degli appuntamenti, ma anche come veri protagonisti, parte attiva nella costruzione dell’evento.Direzione Futura è una comunità di ragazze e ragazzi dai 14 ai 23 anni, provenienti da Parma e da tutto il territorio , che hanno risposto all’invito del Salone del Libro e del Comune di Parma di dar voce ai desideri e alle paure sul loro (e sul nostro) futuro.Tra le ospiti e gli ospiti: lo scrittore ed editore Pierdomenico Baccalario (22 gennaio); il giornalista e direttore di Chora Media Mario Calabresi, (22 gennaio); la giornalista Paola Caridi, esperta di Medio Oriente (24 gennaio); lo scrittore Cristiano Cavina (23 gennaio); la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio (25 gennaio); Vera Gheno, linguista e saggista (23 gennaio); Simone Giusti, docente e scrittore, e Vanessa Roghi, storica e scrittrice (23 gennaio); Djarah Kan, scrittrice e attivista, e Oiza Queens Day Obasuyi, studiosa di diritti umani e migrazioni (22 gennaio); la scrittrice e sceneggiatrice Antonella Lattanzi (25 gennaio); Daniel Lumera, biologo naturalista ed esperto della pratica della meditazione (23 gennaio); Pierluca Mariti comico e influencer, noto come @piuttosto_che (24 gennaio); Marco Martinelli, chimico e divulgatore, e Matteo Cellerino, voce e autore di Factanza (22 gennaio); la scrittrice e filolsofa Michela Marzano (24 gennaio); Roberto Mercadini (25 gennaio); i giornalisti Luca Misculin del Post e Valerio Nicolosi di Fanpage (24 gennaio); Rokia, autrice bestseller della dilogia Guilty (22 gennaio); l’artista e regista iraniana Shirin Neshat (22 gennaio); gli esperti di Intelligenza artificiale e comunicazione Davide Picca e Alberto Romele (23 gennaio); Federico Taddia, giornalista, autore e conduttore radiofonico (22 gennaio); l’attore Pietro Turano, tra i protagonisti della serie Skam Italia (25 gennaio); il giornalista e scrittore Federico Vergari (22 gennaio).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 18, 2026 • 14min
Ornella Badery "Il Forte di Bard"
Ornella BaderyIl Forte di Bardwww.fortedibard.itIn occasione del ventennale del Forte di Bard prende il via il progetto Capolavori al Forte che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex Cappella militare. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare opere uniche, che raccontano non solo il genio di maestri italiani ma anche storie e iconografie eccezionali.Il primo capolavoro ad essere esposto, fino al 6 aprile 2026, porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, ed è uno dei suoi ultimi lavori: il San Giovanni Battista. Un’opera intensa che racconta la maturità dell’artista ma soprattutto il pathos emotivo che lo contraddistingue. Una rappresentazione inedita di San Giovanni che doveva rappresentare la sua redenzione e che invece l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso la prematura morte.In collaborazione con MondoMostre e Galleria Borghese, Roma.Con i suoi spazi espositivi e la sua naturale predisposizione ad accogliere mostre che spaziano dal fotografico al classico, incontrando la grafica e il design, il Forte di Bard propone una stagione invernale 2025-2026 particolarmente eclettica.Tre grandi esposizioni animeranno le sale dell’imponente struttura fortificata, un tempo struttura difensiva della via d’accesso in Valle d’Aosta e ora vero e proprio luogo d’arte e di incontri.Ad aprire la stagione il concorso fotografico internazionale «Bird Photographer of the Year», che presenta al grande pubblico i migliori scatti che illustrano il variegato e affascinante mondo dei volatili, spaziando dall’ornitologia e dall’osservazione più tecnica e scientifica ad un approccio più estetico e spettacolare. Visitabile fino al 1° marzo 2026.La natura è protagonista anche dell’universo fotografico di Stefano Unterthiner, fortemente legato alla realtà del Forte di Bard. Nella mostra “Una finestra sull’Artico”, visitabile fino al 3 maggio 2026, egli ha scelto e raccolto sessanta fotografie che raccontano le spedizioni nell’arcipelago Svalbard, in Norvegia e immortalano renne e orsi polari, ma danno inoltre voce alle testimonianze antropiche della piccola comunità di Logyearbyen. Paesaggi di un accecante biancore, ma dal sapore sociale e antropologico, che evidenziano l’impatto del cambiamento climatico sul mondo fragile del “Paradis blanc”.«Fernando Botero. Tecnica monumentale» Fino al 6 aprile 2026 il Forte di Bard completa la sua proposta espositiva con un importante progetto dedicato al pittore, scultore e disegnatore colombiano Fernando Botero. Curata da Cecilia Braschi,Fernando Botero Tecnica monumentale ripercorre, attraverso oltre cento opere, i principali temi e motivi cari all’artista colombiano, mettendo in luce la sua versatilità tecnica: dall’acquarello al pastello, dal disegno al carboncino, passando dalla pittura ad olio all’affresco, fino alla scultura. In sessanta anni di carriera, Fernando Botero, scomparso nel 2023, ha cercato l’espressione del suo stile, personale e inconfondibile, in ogni tecnica, ha esplorato con abilità e sapienza tutti i materiali, lasciandosi ispirare dai grandi maestri dell’Ottocento italiano e spaziando dalla natura morta al nudo, dalla scena di genere al ritratto, dal dialogo con la storia dell’arte alla denuncia sociale e politica.I suoi personaggi pieni e rotondi e le sue immagini barocche dall’atmosfera sudamericana approdano nella mostra allestita nelle sale delle Cannoniere e suddivisa in sette sezioni tematiche che permetteranno al visitatore di addentrarsi nel processo creativo dell’artista e apprezzare l’ecletticità e l’approccio estetico di questo grande maestro del ‘900.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Jan 18, 2026 • 18min
Roberta Ricucci "Topografie interculturali"
Roberta Ricucci"Topografie interculturali"Come le migrazioni trasformano le città e ne diventano parteEdizioni Seb27www.seb27.itInsegne, lingue, profumi… sono alcuni indizi lasciati dalle migrazioni nelle grandi città, così come in piccoli e sperduti comuni, nel presente e nel passato. Se ieri queste tracce venivano nel tempo cancellate o coperte da una progressiva omologazione dei gusti, delle preferenze commerciali, del camouflage per apparire come gli autoctoni, oggi le differenze vengono valorizzate dalle leggi dell’economia e dal diffuso pluralismo culturale. Così i luoghi di immigrazione si trasformano col contributo di coloro che arrivano da fuori. Nulla è più (o forse non lo è mai stato) confinato nelle periferie, nei quartieri “etnici”, e quelle “little Italy” o “Chinatown” oggi restano solo attrazioni turistiche, caricature di un passato da dimenticare. La diversità ristruttura le città, ed essa è tangibile quotidianamente a tutti: detrattori e sostenitori del diritto alla mobilità, vecchi e nuovi migranti, cittadini di diverse generazioni. Nessuno infatti può più considerare estraneo chi contribuisce alla vita collettiva con attività commerciali e culturali, con iniziative formative e associative in cui si mescolano tradizioni, accenti, culture e pratiche.Roberta Ricucci insegna Sociologia della mobilità internazionale e Sociologia dell’islam all’Università di Torino ed è membro del Forum internazionale ed europeo di ricerche sull’immigrazione (Fieri). Esperta di temi inerenti le migrazioni nell’Europa mediterranea, ne approfondisce in particolare le dinamiche di inclusione dei giovani coordinando progetti internazionali prestigiosi. È autrice di numerose pubblicazioni su integrazione e gestione religiosa delle diaspore, seconde generazioni e dinamiche identitarie. Tra i suoi lavori: Diversi dall’islam. Figli dell’immigrazione e altre fedi, Il Mulino, 2017; Cittadini senza cittadinanza. Immigrati, seconde e altre generazioni: pratiche quotidiane tra inclusione ed estraneità. La questione dello “ius soli”, Edizioni Seb27, 2015/2018; Ethnicity, Identity and Faith in the Current Migratory Crisis, Springer, 2021; Protagonisti di un Paese plurale. Come sono diventati adulti i figli dell’immigrazione. Storie di giovani cittadini nell’Italia delle nuove generazioni, Edizioni Seb27, 2021.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/


