Ep.686: “I miei giorni a Evin tra interrogatori e isolamento”
Jan 19, 2025
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Mario Calabresi, una figura chiave nel giornalismo italiano, condivide la sua toccante esperienza di prigionia nel carcere di Evin, a Teheran. Racconta della confusione del tempo che scorre in isolamento e del desiderio ardente di libertà. Condivide momenti di solidarietà tra prigionieri e riflette sulla paura di una trappola. La gioia del rientro in Italia è intervallata da una profonda nostalgia per l'Iran. Calabresi esplora l'importanza delle relazioni umane e il significato della libertà dopo periodi difficili.
Cecilia Sala narra le dure condizioni di vita in carcere, evidenziando la solitudine e il desiderio di evasione tramite i libri.
La sua liberazione solleva emozioni contrastanti, spingendola a riflettere sulla fortuna di essere libera e sulla necessità di raccontare storie.
Deep dives
L'arresto e l'isolamento di Cecilia
Cecilia Sala racconta il suo arresto nel carcere di Evin in Iran, descritto come una situazione traumatica e imprevista. La sua storia inizia con un viaggio molto atteso per riunirsi con persone a cui si era affezionata, ma si trasforma in un incubo quando viene portata via dalla sua camera d'albergo. Durante i 21 giorni di isolamento, Cecilia affronta la solitudine e il silenzio, trovando momenti di gioia in piccoli dettagli, come il vedere il cielo o ascoltare il verso di un uccellino. Queste esperienze di felicità, seppur brevi, diventano vitali per la sua sopravvivenza emotiva nei giorni di angustia.
Le sfide quotidiane in prigione
Cecilia condivide le dure condizioni di vita in carcere, dove dorme su una coperta, senza materasso, e senza occhiali, rendendo difficile per lei leggere e scrivere. La sua incapacità di concentrarsi è amplificata dal silenzio opprimente e dalla monotonia dei giorni passati in isolamento, allontanandola dai pensieri più positivi sul futuro. Chiede ripetutamente libri per evadere dalla sua realtà, sperando di trovare un'altra storia in cui immergersi. Nonostante le difficoltà, la cucina persiana le offre comfort e sostentamento, ma ciò di cui ha più bisogno è un libro che le permetta di fuggire mentalmente dalla sua situazione.
La liberazione e la riflessione
Alla notizia della sua liberazione, Cecilia vive una miscela di incredulità e gioia, consapevole delle emozioni contrastanti legate agli altri detenuti che rimangono nel carcere. I suoi pensieri vanno a Farzanè, la donna con cui ha condiviso il suo isolamento, provando un senso di colpa per essere stata liberata mentre altre persone non hanno avuto la stessa fortuna. Con il ritorno alla libertà, Cecilia riflette sull'importanza di non dare per scontata la vita all'aria aperta e il privilegio di poter scegliere il proprio destino. Si sente motivata a continuare a raccontare storie e a sensibilizzare il pubblico sulla situazione di coloro che non hanno la stessa opportunità di esprimersi liberamente.
Il ricordo della mattina dell'arresto in hotel, la perdita della cognizione del tempo che scorre, il desiderio di un libro da leggere, la mancanza del compagno, il pensiero per gli amici iraniani, la paura di una "trappola", la gioia del rientro in Italia. In questa lunga intervista a Mario Calabresi, Cecilia Sala racconta la sua prigionia nel carcere di Teheran, e la voglia di tornare a fare quello che ama di più: raccontare il mondo.