il posto delle parole

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Sep 4, 2025 • 16min

Alessandro Fusacchia "Festival del Pensare Contemporaneo"

Alessandro Fusacchia"Festival del Pensare Contemporaneo"Vite SvelatePiacenza, 11>14 Settembre 2025www.pensarecontemporaneo.itTorna a Piacenza il Festival del Pensare Contemporaneo per la sua terza edizione da giovedì 11 a domenica 14 settembre 2025. L’obiettivo del Festival è guidare il pubblico alla scoperta del sé, individuale e collettivo, per riaffermare la propria presenza nel mondo, attraverso visioni, dialoghi e sfide stimolanti. Il tema di quest’anno, “Vite Svelate. Esporsi/Scoprirsi”, continua il viaggio iniziato con “Vivere la Meraviglia”, guidandoci dallo stupore alla scoperta più intima della vita.Promosso da Rete Cultura Piacenza, il Festival è curato per il terzo anno da Alessandro Fusacchia, con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano di Tlon.Il tema “Vite Svelate” invita a un’introspezione profonda, esplorando la vulnerabilità non come debolezza, ma come forza e resistenza in un’epoca che ci vuole invulnerabili. Il Festival porta a Piacenza voci stimolanti, ponendo un focus urgente sulle nuove generazioni: il loro disagio esistenziale è visto non come un problema da risolvere, ma come un punto di partenza per nuove forme di consapevolezza e cura.La musica inaugurerà questa nuova edizione del Festival del Pensare Contemporaneo attraverso i concerti filosofici previsti per giovedì 11 settembre alle 18:30 in piazza Cavalli. Si esibiranno sul palco per una serata di musica e parole: N.A.I.P., Nayt, Anna Castiglia, Giulia Mei, Francesco Bianconi dei Baustelle ed Emma Nolde. Vite Svelate proseguirà poi fino a domenica 14 settembre con 80 eventi in programma, molti di questi in contemporanea, con fino a cinque appuntamenti in parallelo, in 14 location diffuse. Riconfermato anche il Premio Internazionale “Pensare Contemporaneo”, istituito dai promotori del Festival e diretto a personalità di rilievo che grazie agli studi, le opere e la divulgazione hanno saputo influenzare in maniera significativa a livello internazionale il pensiero e la visione sulla società contemporanea. Quest’anno la commissione premierà lo scrittore cileno Benjamín Labatut, autore di libri come Maniac (Adelphi, 2023) e Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, 2021). Labatut terrà una lectio su “Vite Svelate” durante la cerimonia di chiusura e di assegnazione del premio domenica 14 settembre alle 21 al Palazzo Gotico. Per la terza edizione, il Festival ha confermato alcuni partenariati, tra questi, quello con il Forum Disuguaglianze Diversità, per realizzare appuntamenti congiunti anche sull’Europa e tra le università: l’Università Cattolica del Sacro Cuore, il Politecnico di Milano, l’Università degli studi di Parma e il Conservatorio Nicolini di Piacenza. Torna, inoltre, la proiezione internazionale del Festival, grazie ad un accordo strategico con il think tank brussellese Friends of Europe.Novità di quest’anno è il coinvolgimento della Fondazione Una Nessuna Centomila, di cui Fiorella Mannoia è presidente onoraria, che in sinergia con il Comune di Piacenza avvierà un dialogo con i centri antiviolenza del territorio.La realizzazione del Festival del Pensare contemporaneo è resa possibile grazie a un gruppo di sponsor e mecenati importanti, di rilievo nazionale oltre che locale, a partire dal main sponsor Banca Generali, seguito da Coop San Martino, Gas Sales, Confindustria Piacenza, Consorzio di Bonifica Piacenza, Conad Centro Nord, ALS, Arcadia, ENI, Moncler, CA Indosuez, Poste Italiane, Douglas Chero, Novo Nordisk e Trenitalia in qualità di Official green carrier, oltre a numerosi altri sostenitori.Parteciperanno al Festival: il poeta e paesologo Franco Arminio con suo figlio Livio Arminio, la scrittrice Chiara Barzini, la giornalista e divulgatrice scientifica Silvia Bencivelli, il cantautore e frontman del gruppo musicale Baustelle Francesco Bianconi, lo scrittore Enrico Brizzi, la scrittrice Teresa Ciabatti, la sociologa Francesca Coin, lo scrittore Nicola H. Cosentino, l’economista e ex senatore Carlo Cottarelli,  l’attivista Marina Cuollo, la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio, il sociologo Derrick De Kerckhove, lo scrittore Paolo Di Paolo, il graphic designer Riccardo Falcinelli, il filosofo Maurizio Ferraris, il giornalista James Fontanella-Khan, l’architetto e designer Massimiliano Fuksas, la scrittrice Lisa Ginzburg, il direttore generale dell'ICCROM Aruna Gujral, la pubblico ministero Disa Jironet, l’esploratore e scrittore Erling Kagge, lo scrittore Benjamín Labatut, lo scrittore Björn Larsson, lo scrittore Vincenzo Latronico, lo storico e sociologo Marc Lazar, lo psichiatra e saggista Vittorio Lingiardi, il Cross Cultural Entrepreneur and Strategist Liel Maghen, l’ex membro del Parlamento europeo Magid Magid, la filosofa Claire Marin, la scrittrice Melania Mazzucco, la direttrice del Cimitero Acattolico Yvonne Mazurek, l’artista musicale Giulia Mei, il giornalista Luca Misculin, il musicista e compositore N.A.I.P., il rapper Nayt, l’artista musicale Emma Nolde, la scrittrice Valeria Parrella, lo scrittore Alcide Pierantozzi, il violinista e compositore Alessandro Quarta, il ballerino Giacomo Rovero, la caporedattrice del Kyiv Independent Olga Rudenko, la giornalista Cecilia Sala, lo scrittore Antonio Scurati, il consulente per gli Affari istituzionali e della Pubblica amministrazione Vincenzo Sofo, lo storico dell’arte e divulgatore Jacopo Veneziani. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 4, 2025 • 17min

Laura Pugno "L'oltre"

Laura Pugno"L'oltre"Poesia, Terzo paesaggio, Terza natura?Il Saggiatorewww.ilsaggiatore.comCosa succede quando la poesia smette di essere parola e diventa luogo, materia, paesaggio in continua trasformazione? L’oltre è un viaggio ai margini del linguaggio, dove la scrittura si intreccia con il mondo selvatico e l’abbandono si fa spazio di rinascita. Laura Pugno esplora il confine in cui la parola smette di descrivere e inizia a esistere, interrogandosi su cosa significhi abitare il linguaggio come si abita un territorio. Attraverso il concetto di Terzo paesaggio di Gilles Clément, l’autrice varca margini incolti e interstizi dimenticati, luoghi in cui la biodiversità resiste fuori dalle logiche di potere e produzione. È lì che anche la poesia si rifugia e si rigenera: un territorio liminale tra il visibile e l’invisibile, tra l’urbano e il selvatico, tra la memoria e il futuro. La ricerca di Laura Pugno coinvolge poeti, filosofi, artisti, aprendo un dialogo sulla parola come strumento di riconfigurazione del reale, dove il linguaggio stesso diventa un bosco attraversato da sentieri incerti, una mappa ancora da decifrare. L’oltre è un invito a ripensare il nostro rapporto con la parola e con il mondo. Nella scrittura come nel paesaggio, c’è uno spazio che sfugge alla classificazione, una zona in cui l’umano e il non umano si intrecciano in una nuova forma di coesistenza. Entrare in questo spazio significa riscoprire il senso profondo della poesia come luogo di resistenza, di metamorfosi, di possibilità.Laura Pugno (Roma, 1970) è poeta, narratrice e saggista. Collabora con il Venerdì e tuttolibri, scrive per il teatro, il cinema, la radio e fa parte del comitato scientifico del premio Strega Poesia. Dal 2015 al 2020 ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Madrid. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo i romanzi La ragazza selvaggia (2016; premio Campiello Selezione), Sirene (2017), La metà di bosco (2018), Noi senza mondo (2024), i saggi In territorio selvaggio (2018), Oracolo manuale per poete e poeti (2020; con Giulio Mozzi) e le raccolte di poesie L’alea (2019), Noi (2020; premio internazionale Franco Fortini) e I nomi (2023). Nel 2021 il Saggiatore ha pubblicato la Mappa immaginaria della poesia italiana contemporanea.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 4, 2025 • 26min

Nicla Vassallo "In attesa di smentita"

Nicla Vassallo"In attesa di smentita"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, CarpiDomenica 21 settembre 2025, ore 10:00Nicla VassalloNicla VassalloIn attesa di smentitaVerità e giustificazione nello sviluppo della conoscenza scientificaIntroduce: Massimo CacciariCome sta cambiando il nostro modo di intendere la conoscenza?Questa lezione riflette sul superamento della classica definizione come credenza vera e giustificata, esplorando invece nuove prospettive epistemologiche che ridefiniscano la giustificazione, l’affidabilità e la trasmissione del sapere. Nicla Vassallo  è professoressa di Filosofia teoretica presso l’Università di Genova, dove ha insegnato anche Filosofia della conoscenza ed Epistemologia, e ricercatrice associata presso l’Istituto di Storia dell’Europa Mediterranea (ISEM) del Centro Nazionale delle Ricerche (CNR), specializzatasi al King’s College London. È stata visiting professor presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Membro di consigli direttivi e comitati scientifici di numerose riviste specialistiche, oltre che di associazioni e fondazioni, è presente nel dibattito pubblico, ha scritto su riviste internazionali e ha collaborato con diverse testate giornalistiche, tra cui “la Repubblica”, “Corriere della sera” e il supplemento domenicale de “Il Sole 24 ore”. Ha dedicato diversi volumi e articoli in italiano e in inglese all’opera di Gottlob Frege, le sue ricerche riguardano la natura della conoscenza, le relazioni tra filosofia e scienza, e hanno coinvolto ampi settori dell’epistemologia, della filosofia della conoscenza, della metafisica, dei gender studies; negli ultimi anni ha indagato differenti aspetti dei rapporti affettivi e amorosi e gli stereotipi del sex&gender. Tra i suoi libri: Per sentito dire. Conoscenza e testimonianza (Milano 2011); Breve viaggio tra scienza e tecnologia, con etica e donne (Napoli-Salerno 2015); La Donna non esiste. E l’Uomo? Sesso, genere e identità (Torino 2018); Non annegare. Meditazioni sulla conoscenza e sull’ignoranza (Milano 2019); Fatti non foste a viver come bruti. Brevi e imprecisi itinerari per la filosofia della conoscenza (con Stefano Leardi, Milano 2021); Parla come mangi. Massa e potere (a cura di, Milano 2022); Donne, donne, donne (Milano 2023). Ha pubblicato la raccolta di poesie Orlando in ordine sparso. Poesie 1983-2013 (Milano 2013), centrata sulle tematiche dell’amore, dell’identità personale, del dolore e della bellezza, cui hanno fatto seguito Metafisiche insofferenti per donzelle insolenti (Milano 2017); Pandemia amorosa dolorosa (Milano 2021); Metafore dell’animo (Milano 2024).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 4, 2025 • 21min

Giorgio Rimondi "Leggere Frankenstein"

Giorgio Rimondi"Leggere Frankenstein"Dal fantastico letterario alla queer theoryOrthotes Editricewww.orthotes.comCi sono molti modi di leggere Frankenstein. Si può privilegiarne la dimensione finzionale, coglierne il potenziale speculativo, valorizzarne le istanze (proto)femministe. Qui si è scelto di collegare la sua dimensione fantastica al dibattito sul potere della scienza (e della tecnologia a essa correlata), evidenziandone i risvolti psicoanalitici nonché i legami con la queer theory. Ciò, a partire dal fatto che alcuni ritengono di poter assimilare la «mostruosità» della creatura shelleyana alla condizione trans e, più in generale, ai temi della comunità LGBTQIA+.Si tratta di una lettura inedita, basata sulla convinzione che Frankenstein rappresenti una straordinaria – e preveggente – risposta alla tradizione del pensiero occidentale, che ha sempre inteso separare la techne dall’episteme, il problema della conoscenza da quello della tecnologia.Il Frankenstein di Mary Shelley è stato a lungo etichettato come il «libro di una donna». Ellen Moers lo descrive come un «mito femminile della nascita» che rivelerebbe l’ambivalenza dell’autrice nei confronti della maternità; Kate Ellis lo interpreta come una critica alla famiglia borghese e alla separazione fra sfera maschile e femminile; Sandra Gilbert e Susan Gubar sostengono che il romanzo descriva «l’alienazione di una donna in una società maschile», mentre Mary Poovey lo definisce un «mito dell’impotenza femminile» che giustifica l’incontrollabile desiderio espressivo dell’autrice.Giorgio Rimondi vive e lavora a Ferrara. I suoi percorsi di studio attraversano dimensioni disciplinari diverse, dalla letteratura alla musica transitando per la filosofia e la psicoanalisi. Fra le pubblicazioni più recenti si segnalano Le lacrime di Lacan (2020), L’invasione degli Afronauti (2022), L’impossibile necessario (2024).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 4, 2025 • 22min

Ferdinando Vicentini Orgnani "Tehran senza ritorno"

Ferdinando Vicentini Orgnani"Tehran senza ritorno"Oligo Editorewww.oligoeditore.itTehran senza ritorno racconta, tra verità storica e finzione narrativa, la vita di Fariba, un’artista iraniana nata nel 1981 a Tabriz e arrivata a Roma, per studiare pittura all’Accademia, nel 2010. In Italia Fariba si lascia alle spalle il peso di un regime oppressivo, ma anche l’infanzia trascorsa durante la sanguinosa guerra Iran-Iraq, l’adolescenza segnata dalla scoperta di essere una figlia non desiderata, sopravvissuta a un tentativo di aborto, e la misteriosa morte del fratello Vahid. La sua nuova vita nel belpaese sarà segnata dall’incontro con Marilù, un’artista ottantenne che praticamente la adotterà, ma anche da un doppio intreccio sentimentale combattuto tra Francesco, un suo allievo di persiano e analista dei servizi segreti italiani, e Claudia, talentosa sommelier napoletana.Tra verità e finzione narrativa, la vita di una giovane artistasospesa tra Iran e ItaliaFerdinando Vicentini Orgnani (Milano, 1963) si è diplomato in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma nel 1992. Ha scritto e diretto i film Vinodentro (2014), Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni (2003), Mare Largo (1998, tratto dal romanzo Attesa sul mare di Francesco Biamonti) e molti docufilm, tra cui The Beat Bomb (2022), frutto di quindici anni di amicizia e riprese con il poeta Lawrence Ferlighetti. Con Marcello Fois e Diego De Silva ha scritto la sceneggiatura di Certi Bambini (2004, premio Fassbinder “rivelazione” agli European Film Awards - Oscar Europeo), tratto dall’omonimo romanzo di Diego De Silva. Ha interpretato il ruolo di Marcello Mastroianni nel film Parajanov. Lover of Beauty (2013). Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti Baba Carapa (A&B).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 4, 2025 • 24min

Carlo Pizzati "Il fuggitivo"

Carlo Pizzati"Il fuggitivo"Sulle tracce di un prigioniero di guerra fra l'India di ieri e di oggiNeri Pozzawww.neripozza.itTra Mumbai, Bangalore e Dharamsala, tra archivi segreti e ricostruzioni dei piani dell’intelligence britannica per “rieducare” i prigionieri italiani, un dialogo intimo con il passato che intreccia l’India di oggi, proiettata verso un futuro sempre più potente, con quella degli anni Quaranta, in bilico tra colonialismo e indipendenza.Nel dicembre 1940, un giovane ufficiale degli Alpini, Ottone Menato, viene catturato in Egitto durante la sanguinosa battaglia di Nibeiwa. La sua incredibile odissea inizia con una fuga attraverso il deserto del Sinai al fianco di beduini. Dopo l’arresto nello Yemen, viene trasferito nei campi di prigionia britannici in India. Ma Ottone non si rassegna: evade dai reticolati di Bangalore con tre commilitoni. Braccato nella giungla infestata da pantere, serpenti e altri animali feroci, è aiutato da pastori e contadini indiani. Riacciuffato, questa volta viene internato nel campo di Yol, alle pendici dell’Himalaya, dove pianifica subito l’ennesima evasione e dove scopre un microcosmo inaspettato: teatri con attori che recitano in abiti femminili, cinema sotto le stelle, dibattiti culturali e una comunità che, dopo l’8 settembre 1943, si spacca tra antifascisti, con più possibilità di movimento, e la cosiddetta Repubblica fascista dell’Himalaya, i non-collaboranti rinchiusi nel campo 25. Ottant’anni dopo, Carlo Pizzati, discendente di Ottone e scrittore che vive in India da quindici anni, si mette sulle tracce del prozio seguendo un romanzo dello stesso Ottone sulla sua ricerca di libertà. Carlo Pizzati è autore di saggi, romanzi e memoir in italiano e in inglese su temi transculturali, storici e contemporanei. Nella sua carriera giornalistica internazionale ha vissuto a New York, Città del Messico, Buenos Aires, Madrid e Roma, insegnando in università prestigiose. Dal 2010 abita in India e collabora con la Repubblica e La Stampa. Tra le opere più recenti, La tigre e il drone (Marsilio 2020), Una linea lampeggiante all’orizzonte (Baldini&Castoldi 2022) e A History of Objects (HarperCollins 2022). IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 3, 2025 • 22min

Anna Maria Riva "Il tempo che ho scelto"

Anna Maria Riva"Il tempo che ho scelto"LIPRO Storie d'Impresahttps://www.lipro.it/catalogo/1/il-tempo-che-ho-scelto/“C’è una frase che dico spesso ai miei clienti: la tua storia è il tuo più grande vantaggio competitivo. È ciò che ti distingue, che ti rende unico, che costruisce la fiducia ancor prima che si stringa una mano o si firmi un contratto”. Anna Maria RivaLiPRO Storia di Impresa è un servizio autoriale ed editoriale ideato da Anna Maria Riva, consulente editoriale e ufficio stampa per case editrici, autori e autrici, pensato per chi vuole raccontare il proprio percorso in modo strategico e autentico con un libro.Uno strumento di marketing per imprenditori, imprenditrici, aziende, liberi/e professionisti/e che vogliano trasmettere conoscenza, tramandare stili di impresa, promuovere una visione, condividere i propri successi o consolidare la reputazione professionale.Il team di LIPRO composto da editor, ghostwriters, grafici e fumettisti, e coordinato da Anna Maria Riva, si prende cura di queste storie. Le ascolta dalle voci dei protagonisti e le scrive per loro, trasformandole in romanzi, memoir, autobiografie e graphic novel dal grande valore competitivo.LIPRO è un servizio autoriale ed editoriale per imprenditori, imprenditrici e manager che vogliano raccontare la propria storia professionale in un libro.LIPRO cerca storie da scrivere insieme con i protagonisti e le protagoniste del mondo imprenditoriale italiano, vere e proprie autorità nei rispettivi ambiti ma spesso sconosciute al grande pubblico.Chiedi una copia del libro:https://www.lipro.it/richiesta-lipro.asp?pag=Il%20tempo%20che%20ho%20scelto​Anna Maria Riva è nata a Milano e vive a Bologna da molti anni.Lavora in editoria dal 1985, è consulente editoriale e ufficio stampa. Con il suo lavoro ha promosso e valorizzato i romanzi di scrittori e scrittrici tra i più interessanti del panorama editoriale italiano.Crede nei libri e nella forza della narrazione, e per questo ha creato “LIPRO. Storie di impresa”, un progetto di marketing editoriale pensato per imprenditori, imprenditrici e aziende.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 2, 2025 • 20min

Fabrizio Boscaglia "Desmemoriado"

Fabrizio Boscaglia"Desmemoriado"Echi dello Smemorato di Collegno nella cultura luso-brasiliana Prefazione di Miguel Real Postfazione di Alessandro PertosaEdizione in lingua portoghese e italianahttps://www.amazon.es/dp/B0FBW3SH2L«La vicenda dello Smemorato - così come emerge da questo studio colto, appassionato e ramificato di Fabrizio Boscaglia, che ne esplora gli echi nella cultura luso-brasiliana - non si limita al campo della cronaca o della patologia, ma si dilata in quello del simbolico, dell’esistenziale, del poetico. L’uomo che nessuno seppe identificare con certezza, l’uomo che forse non fu capace di – o non volle – ricordare se stesso, si offre oggi a noi come specchio paradossale: non tanto perché privo di un’identità, ma perché al contrario e in modo clamoroso ne ha troppe.»  Alessandro Pertosa«A história do Desmemoriado – tal como emerge deste estudo culto, apaixonado e ramificado de Fabrizio Boscaglia, que explora os ecos dela na cultura luso-brasileira – não se limita ao campo da crónica ou da patologia, mas dilata-se no campo do simbólico, do existencial, do poético. O homem que ninguém conseguiu identificar com certeza, o homem que talvez não conseguisse – ou não quisesse – lembrar-se de si próprio, oferece-se-nos hoje como um espelho paradoxal: não tanto porque lhe falte uma identidade, mas porque, pelo contrário e de forma retumbante, tem demasiadas.» Alessandro PertosaChi è l'autore Fabrizio Boscaglia"Mi chiamo Fabrizio Boscaglia e sono nato a Torino nel 1981. Dal 2008 vivo a Lisbona, in Portogallo, dove lavoro come docente universitario, ricercatore, curatore e consulente culturale negli ambiti della Cultura Portoghese, degli Studi Religiosi e del Turismo Letterario. Mi occupo soprattutto di studiare le influenze islamiche nella cultura portoghese, di editare e interpretare parte dell’opera di Fernando Pessoa, e di divulgare aspetti della mistica islamica, anche detta Sufismo. Inoltre, scrivo e traduco poesia e curo il blog Saudade di Collegno."IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 2, 2025 • 31min

Mario Isnenghi "Corpo docente"

Mario Isnenghi"Corpo docente"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, SassuoloMario Isnenghi"Corpo docente"Una storia italianaSabato 20 settembre 2025, ore 16:30Quale ruolo storico ha rivestito il corpo docente nella costruzione culturale della nostra nazione? Questa lezione ripercorre alcune trasformazioni della figura dell’insegnante tra l’Unità d’Italia e il dopoguerra, mettendo in luce come la scuola abbia contribuito alla formazione di un ceto intellettuale diffuso e alla creazione di reti culturali e processi di integrazione nazionale. Mario Isnenghi è professore emerito di Storia contemporanea presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e presidente onorario dell’Iveser, Istituto veneziano per la storia della Resistenza e della società contemporanea. Ha insegnato anche presso l’Università di Padova e l’Università di Torino, oltre che presso i licei. Le sue ricerche si concentrano sulla storia culturale e politica dell’Italia contemporanea, dalla Prima guerra mondiale al fascismo, dai conflitti fra le memorie alla soggettività ed al discorso pubblico, con particolare attenzione alla memoria collettiva e all’identità nazionale. I suoi studi su questi temi costituiscono un riferimento consolidato nella storiografia contemporanea. Le sue ricerche più recenti proseguono l’autobiografia della nazione, dei suoi intellettuali e delle sue classi dirigenti, con l’analisi delle istituzioni scolastiche e della classe docente, in una panoramica di maestri, professori e autorevoli accademici dal Risorgimento agli anni Sessanta. Tra i suoi libri: Storia d’Italia. I fatti e le percezioni dal Risorgimento alla società dello spettacolo (Roma-Bari 2011); Breve storia d’Italia ad uso dei perplessi (e non) (Roma-Bari 2012); I luoghi della memoria (Roma-Bari nuova ed. 2013, 1a ed. 1996-7); Il mito della Grande Guerra (Bologna nuova ed. 2014, 1a ed. 1970); Ritorni di fiamma. Storie italiane (Milano 2014); Le guerre degli italiani. Parole, immagini, ricordi 1848-1945 (Bologna nuova ed. 2015, 1a ed. 1989); Convertirsi alla guerra. Liquidazioni, mobilitazioni e abiure nell’Italia tra il 1914 e il 1918 (Roma 2015); Oltre Caporetto. La memoria in cammino. Voci dai due fronti (Venezia 2018); Bellum in terris. Mandare, andare, essere in guerra (Roma2019); Vite vissute e no. I luoghi della mia memoria (Bologna 2020); Autobiografia della scuola. Da De Sanctis a don Milani (Bologna 2025).IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Sep 1, 2025 • 21min

Caterina Manfrini "Sette volte bosco"

Caterina Manfrini"Sette volte bosco"Neri Pozza Editorewww.neripozza.itUn romanzo d’esordio crudo e poetico. Un tempo per morire e un tempo per guarire. Una terra contesa che si dibatte tra fragili confini e desiderio di appartenenza.Adalina è sola. Sta viaggiando su quel treno vecchio e cigolante da due giorni. Non ha nessuno accanto da stringere, consolare, sfamare. Ha soltanto una valigia stretta tra le gambe, fatta un po’ di legno e un po’ di cartone che si è quasi sciolto sotto il temporale. Sta tornando da Mitterndorf, il campo profughi per gli abitanti del Tirolo meridionale inglobato nel fronte della Grande Guerra, dove ha trascorso l’ultimo, terribile anno e ha perso i genitori, stroncati dalla fatica e dal dispiacere. Al campo, nei giorni durissimi spezzati solo dal lavoro alla fabbrica di scarpe, e nelle lunghe notti schiacciata tra i corpi degli altri disperati, solo due pensieri hanno tenuto in vita Adalina: il suo màs, il maso che la famiglia si tramanda da generazioni, ed Emiliano, il fratello partito soldato per un Impero che si è sbriciolato come un tozzo di pane, il fratello di cui non ha notizie da mesi e che è rimasto l’unico, ormai, a chiamarla con il nome che lei ama, Lina. Tornata a casa, Lina si rende conto che non solo la sua famiglia, i confini, la lingua sono cambiati: le montagne e i boschi non sono più gli stessi, dilaniati dai bombardamenti, depredati e spogli. E il maso è in parte crollato, in parte annerito dai fuochi degli occupanti abusivi. Ma è ancora in piedi. Adalina sa che la vita è fatta di tristi inverni così come di primavere rigogliose, e ora è giunto il tempo di ricominciare, di curare le ferite del corpo e dell’anima. Anche per Emiliano, che tornerà dalla guerra e non deve pensare che Lina si sia mai arresa. Finché un giorno qualcosa cambia nella sua quotidianità così faticosamente riconquistata. Nel màs si è intrufolato un ragazzo: è un soldato, come Emiliano; parla tedesco, quello vero. E, proprio come Emiliano, anche lui ora si trova dalla parte sbagliata del confine.“Sette volte bosco, sette volte prato”: era la profezia secondo cui vivevano. La vita, insomma, era un cerchio. Tutto, alla fine, tornava come era stato, e niente di quello che avevano era dovuto. Ogni cosa cambiava, attraversava fasi e stagioni, tornava la stessa e ricominciava. Forse anche per Adalina le cose sarebbero ricominciate, ora che era di nuovo al màs.Caterina Manfrini è nata a Rovereto nel 1996. Ha conseguito gli studi in ambito antropologico in Danimarca e a Bologna. La sua passione per le storie l’ha portata a Londra, dove ha ottenuto un master in Scrittura creativa. Sette volte bosco è il suo primo romanzo. IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarewww.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

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