

il posto delle parole
livio partiti
Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autoriUn quotidiano culturale"ascoltare fa pensare"www.ilpostodelleparole.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.
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Sep 17, 2025 • 24min
Sonia Residori "Morire sul Grappa"
Sonia Residori"Morire sul Grappa"Storie da un massacro, 20-29 settembre 1944Donzelli Editorewww.donzelli.itDopo l’Armistizio, sul massiccio del Grappa la Resistenza fu organizzata da un nucleo di antifascisti, ma soprattutto dai militari che avevano deciso di non aderire alla Repubblica sociale, ai quali si unirono successivamente i renitenti alla leva, i prigionieri angloamericani fuggiti dai campi di concentramento italiani e un folto gruppo di carabinieri. Nel settembre del ’44, i nazifascisti diedero l’assalto alle formazioni partigiane e per alcuni giorni misero a ferro e fuoco il territorio, bruciando tutto ciò che incontravano. I partigiani resistettero quasi due giorni, finché il comando diede il «Si salvi chi può», da molti ritenuto tardivo. Questo episodio della Resistenza assunse un carattere ancora più doloroso perché, durante i rastrellamenti, i nazisti – con la collaborazione attiva dei fascisti – promisero salvezza a chi si fosse consegnato: molti giovani furono convinti dai familiari a presentarsi spontaneamente ai comandi tedeschi, dove trovarono la morte. L’eccidio del Grappa resta una ferita profonda nella memoria collettiva, per l’assenza di giustizia nei confronti delle vittime e per una controversa presunta responsabilità dei comandi partigiani e della missione inglese nelle tragiche conseguenze che devastarono tante vite umane. Il libro di Sonia Residori fa luce su questa vicenda, dimostrando che la decisione della resistenza militare, contraria a ogni regola della guerriglia, fu dovuta alla falsa notizia – propagata ad arte dai servizi segreti alleati – di un imminente sbarco angloamericano nell’Adriatico, in vista di un’offensiva contro la Linea gotica. Tratti in inganno da queste informazioni del tutto infondate, i partigiani molto probabilmente si sentirono moralmente spinti a resistere, perché pensavano di avere un compito da svolgere, di essere parte di un progetto militare più grande e risolutivo per le sorti della guerra e del loro paese.Sonia Residori, bibliotecaria e studiosa della Resistenza, è docente a contratto di demografia storica presso l’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni più recenti, «Nessuno è rimasto ozioso». La prigionia in Italia durante la Grande Guerra (Franco Angeli, 2019), Sovversive, ribelli e partigiane. Le donne vicentine tra fascismo e Resistenza (Cierre, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 16, 2025 • 22min
Guido Mazzoni "Mimesis"
Guido Mazzoni"Mimesis"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, SassuoloDomenica 21 settembre 2025, ore 15:00Guido MazzoniMimesisSull’utilità e il danno della letteratura per la vitaIn che modo la letteratura ha ridefinito l’idea di formazione?Questa lezione indaga il ruolo della parola scritta nella costruzione del nostro immaginario riguardo al passaggio dalla giovinezza alla maturità, dall’epica al romanzo e ad altre forme poetiche e narrative, mostrando come abbia indotto, nel corso dei secoli, a riflettere e a interrogarci sulle trasformazioni psicologiche e culturali della società e della specie umana.Guido Mazzoni"Senza riparo"Sei tentativi di leggere il presenteEditori Laterzawww.laterza.it«La guerra fredda non è finita, continuano anche alcuni spargimenti di sangue locali, ma la gente è al riparo e li guarda come grandinate estive in un giorno di sole», scriveva Italo Calvino nel 1961 parlando della percezione della storia che si aveva in quegli anni. Se oggi volessimo descrivere con una formula sintetica lo stato d’animo che attraversa la scena politica contemporanea, dovremmo dire che l’impressione di essere al riparo si è dissolta completamente.Dopo la fine della Guerra fredda le società occidentali hanno vissuto nell’illusione di essere al riparo. Poi, negli ultimi quindici anni, il senso di sicurezza si è dissolto e ha lasciato spazio a un’impressione opposta, quella di trovarsi in mezzo a una crisi complessa di cui i populismi e le guerre culturali sono gli aspetti più vistosi. Questo libro cerca di interpretarla ragionando su alcuni eventi decisivi e su alcune figure simboliche, a cominciare da Donald Trump. Al tempo stesso riflette su certe premesse di fondo della politica contemporanea, e in particolare sull’idea che le società occidentali non sappiano più immaginare un’alternativa che non sia la degenerazione autoritaria della democrazia liberale o il disordine.Guido Mazzoni è professore di Teoria della letteratura presso l’Università di Siena. Ha insegnato in diverse istituzioni internazionali. Dal 2017 insegna scrittura creativa alla Scuola Molly Bloom di Roma e al Master di scrittura creativa presso l’Università IULM di Milano. I suoi campi di ricerca riguardano la storia dei generi letterari, la teoria critica e l’estetica, la poesia del Novecento e la storia della poesia moderna nonché la teoria del romanzo. I suoi studi si concentrano su questioni come la soggettività contemporanea, il ruolo della letteratura nell’epoca della globalizzazione, la storia delle forme simboliche, la crisi delle grandi narrazioni e la difficoltà di costruire senso in un orizzonte post-identitario. I suoi lavori si muovono tra estetica, teoria della soggettività e analisi dei dispositivi narrativi che strutturano l’esperienza. Ha contribuito a rinnovare il dibattito critico e culturale in Italia, indagando il nesso fra rappresentazione letteraria, forma di vita e costruzione del senso nel mondo contemporaneo. È tra i fondatori del sito letterario “Le parole e le cose”, che ha diretto fra il 2011 e il 2018. Ha collaborato con “la Repubblica” e “il manifesto”. Tra i suoi libri: Teoria del romanzo (Bologna 2011); I destini generali (Roma-Bari 2015); On Modern Poetry (Cambridge-Mass. 2022, nuova versione riscritta di Sulla poesia moderna, Bologna 2005); Senza riparo. Sei tentativi di leggere il presente (Roma-Bari 2025). Ha scritto i libri di poesia: I mondi (Roma 2010, Premio Selezione Ceppo, Premio Tirinnanzi) e La pura superficie (Roma 2017, Premio Pagliarani, Premio Napoli).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 15, 2025 • 25min
Anna Maria Lorusso "Al di là del vero e del falso"
Anna Maria Lorusso"Al di là del vero e del falso"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, SassuoloDomenica 21 settembre, ore 11:30Anna Maria LorussoAl di là del vero e del falsoFinzioni e narrazioni del realeQuali sono i confini tra vero e falso nell’educazione mediatica? Questa lezione indaga i casi in cui, come accade in alcuni podcast di successo, la narrazione si allontana dai fatti in nome dell’efficacia comunicativa o della finalità formativa, riflettendo su vantaggi e rischi di questa pratica sempre più diffusa.Anna Maria Lorusso"Il senso della realtà"Dalla tv all'intelligenza artificialeLa nave di Teseowww.lanavediteseo.euPerché ci appassionano tanto i reality show? Cosa ci attira nell’ascoltare le storie di cronaca nera? Com’è possibile che le teorie cospiratorie e le fake news abbiano tanto seguito? E come tutto questo ha cambiato il nostro senso della realtà?Attraverso quattro esempi – la televisione dei reality, il true crime, i documentari cospirazionisti e i video creati dall’intelligenza artificiale – questo libro offre una riflessione critica e politica su come i concetti di realtà e verità siano oggi messi continuamente alla prova.Ogni giorno, sui social e nei media tradizionali, verità alternative ma verosimili mettono in discussione alcuni dei capisaldi del pensiero occidentale (primo fra tutti il principio di non contraddizione), alimentando così una cultura che non sa più distinguere tra ciò che è reale e ciò che è messo in scena, o inventato, virtuale o finzionale. Che si tratti delle vicende di una coppia vip raccontate come una serie tv, o di un omicidio reale raccontato come un noir, o di video virali creati dalla IA, siamo colpiti dal loro contenuto “interessante”, senza interrogarci sulla loro corrispondenza al reale. E così l’intelligenza artificiale non fa che metterci di fronte a un’abitudine all’irrealtà cui ci siamo narcotizzati da tempo.Attraversando la cultura pop contemporanea (film, serie, podcast, contenuti virali) e le lezioni di Roland Barthes, Jean Baudrillard, Umberto Eco, questo libro denuncia la perdita del senso della realtà a cui sembriamo condannati, e prova a offrire gli strumenti per tornare coi piedi per terra, prima che sia troppo tardi.Anna Maria Lorusso è professoressa di Filosofia e teoria dei linguaggi presso l’Università di Bologna, dove è anche direttrice del Master in Editoria cartacea e digitale, coordinatrice del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione, parte del gruppo di ricerca sulla memoria e i traumi culturali “Trame” e delegata alla didattica per il Dipartimento delle Arti. Dal 2017 al 2021, è stata presidentessa dell’Associazione Italiana di Studi Semiotici e, dal 2018 al 2024, membro del Consiglio direttivo del Centro Internazionale di Studi Umanistici “Umberto Eco”. È stata inoltre visiting professor negli Stati Uniti, in Cile, in Australia, in Canada e in Argentina. I suoi interessi di ricerca vertono sulla dimensione retorico-discorsiva della cultura: forme di narrazioni collettive, figure retoriche dominanti, modalità discorsive di stabilizzazione, cambiamento e traduzione di stereotipi e luoghi comuni, informazione e disinformazione. Si occupa di memoria ed eredità culturale, di narratologia e narrazioni sociali, delle forme di “popolarizzazione” della storia, attraverso i diversi media. È vicedirettrice di “Versus. Quaderni di studi semiotici” e ha collaborato con l’inserto culturale domenicale de “Il Sole 24 Ore”, oltre a dirigere collane editoriali. Tra i suoi libri: Semiotica del testo giornalistico (con Patrizia Violi, Roma-Bari 2004); Metafora e conoscenza (Milano 2005); La trama del testo. Problemi, analisi, prospettive semiotiche (Milano 2006); Umberto Eco. Temi, problemi e percorsi semiotici (Roma 2008); Semiotica della cultura (Roma-Bari 2010); Postverità. Fra reality tv, social media e storytelling (Roma-Bari 2018); L’utilità del senso comune (Bologna 2022); Il senso della realtà. Dalla tv all'intelligenza artificiale (Milano 2025)Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 14, 2025 • 13min
Luigina Del Gobbo "Ci sono volte"
Luigina Del Gobbo, Francesa Carabelli"Ci sono volte"Edizioni Lapiswww.edizionilapis.itToto e Lea sono amici del cuore. Condividono tutto: risate, silenzi, scoperte, paure e anche qualche litigio. A volte parlano senza sosta, altre stanno zitti sotto la stessa coperta. Ci sono volte in cui vogliono fare tutto, altre in cui preferiscono non fare nulla.Pagina dopo pagina, questo albo poetico e delicato racconta l’altalena delle emozioni che accompagna la crescita, aiutando bambine e bambini a riconoscere ciò che provano e a trovare le parole per esprimerlo.Con sensibilità e umorismo, Luigina Del Gobbo – già autrice del longseller Vorrei un tempo lento lento – offre una storia di amicizia e cambiamento, perfetta da leggere insieme, a casa o in classe. Le illustrazioni di Francesca Carabelli, piene di vita e calore, trasformano ogni emozione in un piccolo specchio in cui riconoscersi.Un invito a conoscersi un po’ di più, un giorno dopo l’altro, un’emozione alla volta.Età di lettura dai 3 anniLuigina Del GobboAutrice di albi per la prima infanzia, vive a Udine, dove ha insegnato per oltre vent’anni nella scuola primaria, affiancando all’insegnamento la ricerca di strumenti efficaci per lo sviluppo di abilità e competenze trasversali nei bambini dai 6 ai 10 anni. L’educazione è da sempre al centro delle sue attività e oggi, oltre a scrivere, crea e conduce laboratori presso scuole, biblioteche e festival letterari.Francesca CarabelliÈ nata a Roma nel 1969. Ha iniziato la sua attività artistica nel campo dell'animazione e successivamente si è dedicata all'illustrazione per l'infanzia. Ha partecipato a diverse mostre e coDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 14, 2025 • 18min
Alessandro Zaccuri "Le ombre"
Alessandro Zaccuri"Le ombre"Marsilio Editoriwww.marsilio.itI colori del libroBagno a VignoniDomenica 14 settembre, ore 16:00con Alessandro Zaccuri "Le ombre"PordenoneLeggeVenerdì 19 settembre, ore 20:30Delitti e doloricon Alessandro Zaccuri e Jacopo de Michelis.Sabato 20 settembre, ore 15:30La scoperta dell'Olandaincontro con Jan Brokken, presenta Alessandro ZaccuriSabato 20 settembre, ore 19:00Scienza, filosofia e storiaCorpo, umanoIncontro con Vittorio Lingiardi. Presenta Alessandro ZaccuriDon Ciccio è morto e uno dei suoi figli, Salvo, si prepara a prenderne il posto a capo della famiglia criminale che da anni vive al Nord in soggiorno obbligato. A rafforzare le ambizioni del presunto erede contribuisce l’ammirazione che gli riserva Agata, l’anima buona venuta dal paese per vegliare sull’agonia di Don Ciccio. Seduttiva e materna, Agata è anche l’ultima persona di cui Salvo ha sentito la voce dopo l’agguato che gli è stato teso mentre accompagnava la salma del padre nel viaggio verso Sud. Salvo è sopravvissuto all’aggressione, ma il suo corpo è orribilmente ustionato. L’unica speranza di guarigione è rappresentata dall’unguento della misteriosa Santabella, che pratica le sue arti di curatrice e fattucchiera in un casolare arroccato tra le pietre e gli ulivi. Qui, nel buio di una stanza dalla quale non è permesso uscire, Salvo consuma una convalescenza visitata dall’apparizione ossessiva di «ombre» senza identità che ripetono il suo nome in tono minaccioso e canzonatorio. Riprendendo anche personaggi e situazioni del fortunato "Lo spregio", Alessandro Zaccuri mette al centro del suo nuovo romanzo l’illusione e la maledizione del potere, in una parabola contemporanea di grande forza espressiva, sul cui sfondo si intravede l’omaggio ai classici della tradizione tragica.Alessandro Zaccuri è nato a La Spezia nel 1963, vive a Milano ed è direttore della comunicazione per l’Università Cattolica. Narratore e saggista, collabora al quotidiano Avvenire. Tra i suoi romanzi più recenti ricordiamo Lo spregio (Marsilio 2016, premio Comisso e premio Mondello Giovani), Nel nome (NNE 2019, premio Palmi) e La quercia di Bruegel (Aboca 2021, premio La Cava). Nel 2022, sempre per Marsilio, è uscito Poco a me stesso, romanzo che prosegue l’opera di reinvenzione dell’Ottocento italiano intrapresa con Il signor figlio e che si è aggiudicato i premi Elba-Raffaello Brignetti e Boccaccio. Con Il signor figlio ha vinto il premio Selezione Campiello 2007.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 13, 2025 • 21min
Lenita Elena Fabbri "Una risma di carta"
Lenita Elena Fabbri"Una risma di carta"Scatole Parlantiwww.scatoleparlanti.itLa protagonista del racconto è l’autrice, Lenita Elena Fabbri, che narra il turbamento a seguito della fine di una storia d’amore e la disperata ricerca dei suoi “perché”. Inizia così un viaggio interiore tra testa e cuore, conscio e inconscio, che porta a esplorare le emozioni mentre ripercorre con la memoria i loro momenti importanti. L’occasione viene offerta da un sogno ambientato in una stanza opaca, dove si vede vestita da sposa e si trova a dover risolvere un enigma, nella convinzione che proprio in quel sogno troverà le risposte ai suoi interrogativi. Nel cammino tra onirico, realtà e ricordi vi è un uomo, l’asimmato, che, a seconda delle diverse fasi della relazione, è l’uomo innamorato, l’uomo che pone termine al rapporto sentimentale e infine l’uomo angosciato: tre contrapposte rappresentazioni che riflettono i differenti stati d’animo durante la relazione. Accanto a lei, all’altra se stessa e all’uomo, ci sono il mare (simbolo dell’inconscio), una risma di carta (simbolo della vita) e un paio di scarpe (simbolo della indipendenza). Realizzerà che la ricerca degli infiniti “perché” è in realtà la necessità di ritrovarsi.Lenita Elena Fabbri è nata a Latina nel 1962 ed esercita la professione di avvocato nella città di Roma. Una risma di carta è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 12, 2025 • 21min
Gaspare Dori "Il volo del colibrì"
Gaspare Dori"Il volo del colibrì"e altri racconti dell'incredibileNeos Edizioniwww.neosedizioni.it Cosa accade quando la realtà si incrina appena e lascia entrare l’assurdo, il meraviglioso, l’inquietante? Questi 23 racconti di Gaspare Dori abbandonano la geografia del reale e sconfinano nei territori del fantastico, suscitando sorpresa, straniamento, incredulità, talvolta commozione.Brevi, brevissimi, fra loro diversi come di più non si potrebbe: in questi racconti troviamo bambini orfani inseguiti da gang spietate e salvati da creature alate, ispettori di polizia che finiscono vittime dei loro stessi tranelli, la Verità sotto le spoglie di una vecchia furiosa, lune traditrici, cani che forse sono molto più di cani. E poi la torre di guardia di un castello intenta a vendicarsi del proprio castellano, un regime involuzionario che si fonda sul “regresso sociale” e la delazione, il direttore del personale ossessionato dal numero 138, il bar di notte e la sirena ispiratrice, l’improvvisa umanità del combattente, lo scienziato e il clone autolesionista, la svolta criminale dell’insegnante frustrato e la folle metamorfosi. E poi: un omaggio ad Alice nel Paese delle Meraviglie, il marchese de Launay e la presa della Bastiglia, un pittore osserva i clienti del caffè Phillies (un gangster, un solitario e una donna dai capelli rossi…).Con la sua scrittura pungente Gaspare Dori oltrepassa i confini del possibile e porta il lettore a esplorare l’incredibile in tutte le sue forme. Gli eventi bizzarri, le aperture spiazzanti e i cambi di direzione repentini si alternano alle situazioni oniriche e ai momenti fiabeschi. Il grottesco, il surreale, l’assurdo, il poetico e il tragico si intrecciano con naturalezza, crudele meraviglia, densità simbolica e al tempo stesso leggerezza profonda. Gaspare Dori è scrittore per vocazione e avvocato per professione. Abita a Parigi dal 1999. Innamorato del teatro e della letteratura, dal 1995 scrive testi teatrali in italiano e in francese. Alcuni di questi sono tradotti, pubblicati e rappresentati in varie lingue e in diversi Paesi (oltre a Italia e Francia, anche Russia, India, Armenia e altri Paesi di lingua russa).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 12, 2025 • 21min
Salvatore Falzone "Il sale dei morti"
Salvatore Falzone"Il sale dei morti"Neri Pozzawww.neripozza.itErnesto Vassallo ha sempre amato la valle del sale, chiamata così per via della miniera dismessa, ormai solo un groviglio di ferraglia arrugginita e calce sbrecciata che il sole del tramonto infiamma sul fianco della collina bianca. Nei tanti anni trascorsi lontano dalla Sicilia, lontano dal paese di T., era questo uno dei luoghi, con i suoi boschi di eucalipti odorosi, a cui sognava di tornare. Eppure adesso, accanto alla recinzione rugginosa, a terra, c’è il corpo di un uomo, sul volto l’espressione da soldato caduto in battaglia. Un uomo cui Ernesto era legato e che ora ha trasformato per sempre la sua miniera in un sepolcro muto. Appena una manciata di giorni prima, nel centro per immigrati dove presta servizio come medico volontario, il suo sguardo aveva incrociato gli occhi verdi di Youssef. Il giovane gli aveva raccontato con nostalgia della sua vita in Marocco, lui che era giardiniere ma anche poeta. E così al medico era parso naturale affidargli la cura delle sue piante, per quel senso di sfrontata intimità malgrado le evidenti differenze tra loro. Una mattina Youssef non si era presentato, ed Ernesto aveva ripensato subito, con un brutto presentimento, alle due parole sussurrate dal giovane il giorno prima. Ho paura. Se solo avesse chiesto, cercato di capire, forse Youssef sarebbe ancora vivo. Ma la morte di un immigrato non è certo la priorità per nessuno a T., non per il commissariato, non per la stampa, non per politici e politicanti. Ernesto è solo a cercare la verità, a muoversi su un percorso a ostacoli di corruzione e omertà. L’ossessione di rendere giustizia a chi non pensava di averne diritto riapre ferite del passato, diventa una questione di sopravvivenza. Come il colibrì che porta una goccia d’acqua nel becco verso l’incendio, sarà una rivoluzione, piccola ma straordinaria.La porta dell’istituto era spalancata ma il corridoio vuoto. Forse dormivano tutti, anche Youssef, pensò Ernesto, e si sentì quasi ridicolo per quell’apprensione. Tuttavia decise di entrare. «Youssef?» chiese a un uomo sui quaranta, un nordafricano a giudicare dai tratti. Quello alzò le spalle. «Dorme?» L’uomo scosse il capo.Salvatore Falzone è nato nel 1984 a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, dove vive ed esercita la professione di avvocato. È autore del noir Piccola Atene (Barion-Mursia), finalista al Premio Sciascia 2014. Giornalista pubblicista, collabora con il quotidiano la Repubblica. Ha scritto, tra le altre, le biografie romanzate Fuga verso la croce. La missione di Francesco Spoto in Congo (San Paolo), Toniolo senza baffi. Una biografia del maestro dei cattolici italiani (Ecra) e Un eroe da dimenticare. Attorno al mistero di Antonio Canepa (Rubbettino). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 12, 2025 • 18min
Luciano Canova "Capacità"
Luciano Canova"Capacità"Festival Filosofiawww.festivalfilosofia.itFestival Filosofia, ModenaDomenica 21 settembre, ore 10:00Luciano CanovaCapacitàCome le politiche educative possono migliorare salute e libertàQual è il ruolo dell’istruzione nel rafforzamento delle istituzioni e nel miglioramento della qualità della vita? Questa lezione riflette sul legame tra accesso all’istruzione e sviluppo delle capacità individuali e collettive, analizzando i dati globali per presagire tendenze future in termini di salute, libertà e coesione sociale.Luciano Canova insegna Economia comportamentale presso la Scuola Enrico Mattei e ha collaborato con l’Università Bocconi e l’Università di Pavia. È promotore di progetti di educazione economica e finanziaria rivolti a scuole e cittadinanza. Ha sviluppato la sua attività di ricerca intorno all’economia comportamentale, all’economia della felicità, alla teoria delle decisioni e all’uso dei big data per l’analisi del benessere. I suoi studi si concentrano in particolare sull’intersezione tra scienze economiche e scienze cognitive, con attenzione al ruolo delle emozioni nei processi decisionali, alla misurazione empirica della qualità della vita e alla dimensione narrativa della razionalità economica. Accanto all’attività accademica, conduce un’intensa opera di divulgazione, in cui combina cultura pop, storytelling e strumenti scientifici per rendere accessibili le dinamiche dell’economia contemporanea. Collabora con testate come “Il Sole 24 Ore”. Tra i suoi libri: Pop Economy (Milano 2015); Il metro della felicità (Milano 2019); Favolosa economia. Le fiabe che ci insegnano a scegliere (Novara 2021); L’elefante invisibile. Come affrontare l'inatteso ed evitare di esserne travolti (Milano 2022); L’economista sul tapis roulant. Come allenarsi con le parole dell’economia (Milano 2023); Un pizzico di economia (con Giovanna Paladino, Milano 2024); Economia dell’ottimismo. Perché la speranza evita il fallimento delle nazioni (Milano 2025).Luciano Canova"Economia dell’ottimismo"Perché la speranza evita il fallimento delle nazioniIl Saggiatorewww.ilsaggiatore.comEconomia dell’ottimismo ci mostra quanto una visione carica di fiducia nel domani sia stata cruciale nella storia del pensiero economico e come possa ancora esserlo per noi e il nostro pianeta. Quella di Luciano Canova è una riflessione teorica e pragmatica sulle scelte umane e sulle loro conseguenze: perché, come ci dimostrano le innovazioni del XX secolo, è quando agiamo convinti di poter modificare la realtà in positivo che otteniamo miglioramenti duraturi per tutti. Se si guarda al mondo di oggi, pur con tutte le sue diseguaglianze e le sue crisi, non si può certo dire che non siano avvenuti progressi anche solo rispetto a mezzo secolo fa: calo vertiginoso della mortalità infantile, aumento costante dell’alfabetizzazione, diminuzione globale della povertà. Partendo da una smentita sia del pensiero nostalgico che porta a idealizzare il passato sia di quello apocalittico che dipinge un futuro a tinte fosche, Canova ci spinge a guardare con fiducia agli strumenti economici che stiamo mettendo in campo per portare il mondo su una strada di sostenibilità ambientale e pace sociale. Muovendosi tra economia, scienze comportamentali e psicologia, e attingendo alle riflessioni di premi Nobel come Esther Duflo o Amartya Sen, oltre che agli studi di Paul Romer e Erik Angner, questo libro invita ognuno di noi, nel proprio piccolo, ad accettare consapevolmente il rischio: a innovare, ad accogliere l’incertezza e a fronteggiare gli imprevisti, rimanendo in guardia contro i pericoli dati dall'eccesso di fiducia in se stessi e dai bias di conferma che ci portano a ignorare i problemi fino a quando non ci travolgono. Una prospettiva inedita, che non sminuisce i grandi problemi di oggi – il cambiamento climatico su tutti –, ma che afferma a gran voce che solo riconoscendoli e proiettandoci oltre di essi con positività potremo trovare soluzioni creative e realmente efficaci.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/

Sep 12, 2025 • 19min
Paolo Morelli "La vera vita di Margarito d'Arezzo, artista"
Paolo Morelli"La vera vita di Margarito d'Arezzo, artista"Exòrma Edizioniwww.exormaedizioni.comsDel duecentesco Margarito d’Arezzo si sa poco o niente. Il Vasari nel suo famoso trattato lo chiama Margaritone; si sa che è figlio di un tal Magnano, fabbro, e che è un pittore, anzi, il più importante pittore aretino dell’epoca, “un incantevole caposcuola” secondo il grande studioso Roberto Longhi.Una vera biografia inventata di sana pianta: scenari e ritratti, amici e colleghi, famigliari, personaggi pubblici e cronache private; i dubbi, le infelicità e le gioie, le crisi, gli incontri con i grandi dell’epoca, e su tutti san FrancescoQuel giorno di alcuni anni fa, per l’autore comincia un viaggio nell’Arezzo del XIII secolo durante il quale scrivere un libro che con l’influenza francescana di Margarito diventerà una prova, un esercizio spirituale di fraternità con il mondo.La tavola dipinta che ha davanti recita: Margaritus de Aritio me fecit.Di fronte a quel ritratto di san Francesco dall’estetica all’apparenza primitiva Paolo Morelli rimane stregato; gli sembra incredibile che non si sappia nulla del suo artefice. Mentre contempla il dipinto, la persona dell’artista prende vita. Come un cronista medievale il narratore assiste a tutto quello che accade a Margarito, dai primi vagiti alla morte. Comincia a scriverne con una lingua mimetica, una lingua che rende possibile la veridicità, che gli cresce man mano sotto le dita, dettata dalla necessità.Segue la via di Margarito, dall’amicizia con Restoro d’Arezzo (autore del primo trattato di scienza in volgare) alla prima rivelazione nella grotta dove Francesco ebbe le stimmate, alle altre scoperte sui meccanismi del tempo e la sua “visibilità”. Lo segue negli incontri con un annoiato Federico II e uno scapestrato Guittone, con l’allievo Pietro Cavallini e papa Gregorio X, e quella volta che adottando un corvo scopre i presentimenti di morte. Fin quando l’arrivo del Cimabue sconvolge gli ordini artistici e morali e lo mette in crisi, si ribella alle leggi divine e umane, eppure realizza il suo capolavoro.Paolo Morelli (1951) è nato e vive a Roma. Tra i suoi libri Vademecum per perdersi in montagna (nottetempo, 2003), Er Ciuanghezzù ( nottetempo, 2004), Caccia al cristo (DeriveApprodi, 2010), Il trasloco (nottetempo, 2010), Racconto del fiume Sangro (Quodlibet, 2013), L’arte del fallimento (Sossella, 2014). È nell’antologia La terra della prosa (a cura di A. Cortellessa) e in 12 Apostati (Damiani, 2015). Da anni studia la lingua e la cultura cinese. Ha tradotto Pseudo-Omero, Zhuang Zi, Lao Zi, Poe, Rabelais (Predizioni pantagrueline per l’anno perpetuo, Edizioni di Passaggio, 2012). Come performer ha curato gli spettacoli Animali Parlanti, Jazzcéline, varie edizioni di Parentele Fantastiche, A passo di Walser nel senso di Robert (con il musicista Roberto Bellatalla) e nel 2015 la serie di Letture strampalate.Con Exorma ha pubblicato Né in cielo né in terra (2016), Ridondanze (2022) e La vera storia di Margarito d’Arezzo, artista (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/


